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Lone Justice
This Is Lone Justice: The Vaught Tapes, 1983

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Due occhioni azzurri più del cielo novembrino in una giornata ventosa, che spiccano in quel visino ovale, incorniciato in un mare di riccioli biondi. Sembrava una bambola di porcellana, Maria McKee, ed era impossibile non innamorarsene.

Per dire, se ne innamorò Benmont Tench, e questo ebbe un seguito nella storia; me ne innmamorai io, ma questo non ebbe alcun seguito. Per forza, Benmont a quei tempi suonava il piano nella banda di Tom Petty e lo fa ancora, io giocavo con le macchinine ma ora non più.

Su quella storia con Benmont, Maria scrisse pure una canzone, «A Good Heart», che prestò a Feargal Sharkey, quello che cantava negli Undertones, e Feargal con quel brano realizzò quanto non gli era riuscito nemmeno con «Teenage Kicks», arrivare al numero uno, e non solo nella natia Irlanda ma anche in Inghilterra e persino in Australia.

Roba da non crederci, Feargal canta il brano di Maria e scala le classifiche. Roba da mangiarsi le mani, ma non Maria, lei se ne frega. Perché aveva in testa altro, e poi quella canzone nemmeno la considerava.

Quello che aveva in testa era una data, quella in cui avrebbe esordito in grande stile con il suo gruppo.

Perché Maria cantava in un gruppo, lo aveva messo in piedi pochi mesi prima con l’amico d’infanzia Ryan Hedgecock, e se ne andavano in giro a suonare una miscela di suoni fino ad allora inaudita. Country e punk, l’acquasanta ed il demonio.

Maria e Ryan non avevano compagni di viaggio, fatta eccezione per quel bruttissimo ceffo di Jason Ringenberg e la sua accolita di scorticatori di Nashville: suonavano da favola, Giasone e Gli Scorticatori, ma era meglio stare alla larga da loro, e forse fu per questo che Maria si mise con Benmont, che almeno lui ai genitori glielo poteva presentare, se proprio fosse stata costretta a farlo. Ma in fondo in fondo, lei ci andava pazza per Jason And The Nashville Scorchers, andava pazza per la loro musica, per quella musica, e si ficcò in testa che l’avrebbe suonata pure lei.

Aveva una passione che la divorava, Maria, e la riversava tutta fuori in ogni bettola in cui finiva a suonare con Ryan, quando riscriveva Johnny Cash e Gram Parson con la sgorbia calligrafia di una Exene qualsiasi. Ma che bella che era, e che bella che era la sua voce.

Qualcuna arrivò perfino a scorgere in lei la fiamma del talento, ed era Linda Ronstadt, stella di prima grandezza della musica country; Linda che non si fermò ai modi scostumati della piccola Maria e le procurò un ingaggio alla Geffen.

Roba da non crederci, pure questa: una multinazionale dell’industria discografica che mette sotto contratto una cover-band senza arte né parte. E finì pure che Maria tenne testa alla Geffen e realizzò tutto quello che aveva in programma di realizzare.

Era il 1985. Maria, Ryan ed il resto della banda entrarono in sala di registrazione e subito misero in chiaro che si sarebbe fatto a modo loro, e subito dispensarono ordini a destra e a manca a gente del calibro di Little Steven, Benmont e gli Heartbreakers, Annie Lennox, Jimmy Iovine; a dimostrazione del fatto che Maria, oltre alla bellezza ed al talento, aveva un caratterino niente male.

Tirarono fuori un gran bel disco che era tutta farina del loro sacco e lo intitolarono con il nome della banda, Lone Justice.

A guardare in profondità, però, già apparivano le avvisaglie del cambiamento rispetto alle infuocate notti spese nelle bettole a celebrare balorde congiunzioni tra Johnny Cash e Johnny Rotten. Fu lampante per tutti l’anno seguente, quando fu pubblicato «Shelter», e come per una brutta magia tutta la freschezza e la spontaneità che ancora albergavano nell’esordio evaporarono.

Allora ben venga «This Is Lone Justice: The Vaught Tapes 1983», pubblicato nel 2014 per testimoniare i primi passi di Maria e Ryan insieme a Marvin Etzioni e Don Heffington: questi erano i Lone Justice.

Sembra uno di quei filmini sbiaditi girati in Super 8, con papà che imbraccia la telecamera e mi immortala mentre cammino i primi incertissimi passi e mamma che mi regge da dietro per non farmi capitombolare rovinosamente.

Nel dicembre 1983 i Lone Justice varcarono la soglia dello studio di registrazione Suite 16, accolti dall’ingegnere del suono David Vaught: volevano mettere su nastro qualche brano autografo ed alcuni pezzi della tradizione, quegli stessi che notte dopo notte snocciolavano nelle bettole di Los Angeles e dintorni.

Sarebbe dovuta essere una cosa da poco: buona la prima, sempre e comunque, niente rimaneggiamenti di sorta.

Su nastro vanno a finire dodici brani, da «Nothing Can’t Stop My Loving You» a «Jackson», da «Dustbowl Depression Time» a «Working Man Blues»; la bellissima «Soap, Soup And Salvation» che sarà pure nell’esordio e pure «This World Is Not My Home», indemoniato tradizionale in odore di santità.

Atmosfere rurali e ritmi vertiginosi, country e punk, di lì a poco i Lone Justice e Jason And The Nashville Scorchers sarebbero stati annoverati tra i padrini del cow-punk; ne avrebbero tratto poco o nulla beneficio, anche se gli Uncle Tupelo ed i Wilco e tutta la scena indie folk nei loro confronti ha da saldare un debito assai consistente.

Sarebbe dovuta essere una cosa da poco, ma trentuno anni dopo quei Lone Justice si rivelano un gruppo scintillante, una sorpresa bellissima; un po’ come se mio papà avesse vinto l’Oscar per la regia, io quello per l’attore protagonista e mia mamma quello per l’attrice non protagonista.

Proprio così.

Commenti (Quattordici)

imasoulman
imasoulman
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oh, però il disco dell'85 fu una delusione cocente o no?


Pinhead: A dire la verità, a me l'esordio piace, oggi meno che allora, ma piace. È il successivo che mi deluse e nemmeno me lo comprai.
imasoulman: avevano tutto per essere selvatici alfieri dell'indie-countrypunk, mi sembrò di ascoltare un nuovo "Rumors" dei Fleetwood Mac (bel disco, eh, per carità, ma oggettivamente ALTRA cosa...)
imasoulman: poi se eri innamorato di Maria, si sa, al cuor non si comanda ;)))
Pinhead
Pinhead
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Giusto per farsi un'idea del "tiro" che avevano i Lone Justice ai bei tempi ...










De...Marga...
De...Marga...
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Attendevo questo tuo passo, dopo le avvisaglie di ieri; gran band che vidi quasi trent'anni fa in quel di Modena. Gran voce e un tiro della Madonna (non la signora Ciccone). Di loro ricordo benissimo il primo disco che avevo in vinile e che ho venduto (sigh, sigh!!) quando il Death-Grind prese possesso totale delle mie facoltà mentali. Il brano "Soap, Soup and Salvation" gran bella dichiarazione d'intenti. Evviva Pinhead.


Pinhead: Pensa se ti avesse abbracciato ... Io ci sarei morto.
Se ti capita, questo dischetto rimedialo, ché è davvero bello. Ciao DeMa!
Pinhead: Ho letto che in quei giorni suonarono pure a Roma. Ci fossi stato, a quel concerto, sarei stato lì per Mick Jones e per loro, altro che Pretenders, altro che U2.
De...Marga...: Un paio di giorni prima e mi par di aver letto che i Lone Justice non vennero accolti benissimo da Voi Romani...Del resto Alberto Fortis, nativo della mia Domodossola, ve ne cantò quattro in una sua celebre canzone (A Voi Romani). Concertone in quel di Modena con i Big Audio, i Pretenders e soprattutto gli U2 che in quegli anni trascinavano e non poco le folle ai loro concerti.
De...Marga...: Ed ancora: che ne dici di un rientro in pompa magna (Pompei docet!!!...) dell'entità concreta che reca il nome di MARGAhead? Ovviamente ho evidenziato la prima parte del nome perchè è lui la locomotiva (a vapore) del duo!!! Apriamo un dibattito a proposito, magari in chat. Alegar.
Pinhead: Tipo il nuovo Gang, in uscita a breve ... Non vedo l'ora di avercelo tra le grinfie, cavolo, non resisto.
Pinhead: E comunque che meraviglia che è Pompei, capisci a me! Ma che ne puoi sapere te, nato e cresciuto tra i barbari visigoti.
Ed evochiamo pure margaHEAD ... Grant Hart - Last Days of Pompeii
De...Marga...: Tralasciando i visigoti e le genti del Nord concentrerei le mie attenzioni sulla bellezza di "Ecce Homo" che tu scopristi grazie al buon MARGA(head).
Pinhead: Se ti frulla qualche idea in testa, glielo diciamo a @[Margahead] , come no.
lector
lector
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Molto bella, si vede che la Maria ti ha ispirato. Loro mi piacciono il giusto, il disco in questione non lo conosco.


Pinhead: La Maria McKee, meglio precisare.
lector: Si, si la Maria McKee, vabbé......
llawyer
llawyer
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Davvero bella, Pinpin!


Pinhead: Grazie Lolò Ramone.
Miss Kinotto
Miss Kinotto
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Bel pezzo, lei, la tua rece, e probabilmente ogni canzone che hanno fatto da come ne parli. Non conosco, segno assieme al milione di proposte che mi son segnato nell'ultimo mese e che si aggiunge a quello dei mesi precedenti. E forse prima o poi mi metterò in pari, probabilmente in un'altra vita.


Pinhead: Può limitarti a questo, al massino l'esordio omonimo «Lone Justice», da evitare il successivo «Shelter».
Pinhead: ... Puoi ...
luludia
luludia
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five...


Pinhead: Thank you, man.
heartshapedbox
heartshapedbox
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Ci racconti sempre belle storie, bravo pinè!


Pinhead: E 1029. E comunque pinè mi piace, pure meglio di pineapple, grazie. Ciao heart.
heartshapedbox: ciao caro, buon weekend!♥
claudio carpentieri
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Gran bella rivelazione ...ebbi il piacere di vederli alla fine di maggio del 1987 e mi convinsi ad ascoltare l'omonimo esordio e"Shelter" che apprezzai tantissimo. Bella recensione davvero con preciso excursus storico.


Pinhead: Per me è stata una rivelazione questo disco, decisamente più "ruspante" rispetto ai due lavori ufficiali.
aragnof
aragnof
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Confesso che anch'io, come milioni di altri al mondo, mi ero innamorato di Maria, ma tant'è. Questo disco non lo conosco, lo cercherò. Mi riascolto il loro primo e sogno ancora quegli occhi


Pinhead: Come darti torto ...
Stanlio
Stanlio
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ehm, non ricordo bene dov'ero in quel periodo ma è bello scoprire cose nuove anche se di 30 e passa anni fa... ah no ecco dove stavo nel 1983, sì ehm, dal I° gennaio a fine maggio bighellonavo per l'India: Bombay (ora divenuto Mumbay), Goa e le sue spiagge tipo Arambol, New Delhi, Kulu, McLeod Ganj, Dharamsala ecc...


Pinhead: E mi sa che nel 1983 in India i Lone Justice non li conoscevano.
Stanlio: eh non ci scommettere amico, all'epoca c'era gente da quelle parti che si era portata dietro cassette con cose tipo: War degli U2, Combat Rock dei Clash, New Gold Dream dei Simple Minds o tanto per restare in Inghilterra i mitici King Crimson con Discipline - Beat e gli altrettanto mitici Talking Heads con Remain in Light ecc. Però forse potresti anche aver ragione tu per quanto riguarda le bands americane tipo questa di cui hai narrato le vicende...
Pinhead: Certo che sarebbe stato bellissimo se avessero sfondato in Oriente :-)
Almotasim
Almotasim
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Wow, altra bella pagina, grande Pin H. Nel 2016 manco sapevo esistesse il deb...


Pinhead: Dopo il tuo ascolto di Maria, questo cd me lo sto riascoltando con gran piacere.
Almotasim
Almotasim
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Riportiamoli in home!


Farnaby
Farnaby
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Aveva solo 19 anni quando la scrisse, ma non ho mai capito come quella ciofeca di "A Good Heart" (e in una sola botta mi scese anche il buon Feargal Sharkey) potesse essere uscita dalla sua penna...dopo più di vent'anni la reinterpretò lei stessa...tutta un'altra faccenda.
Mi innamorai anch'io di Maria...inutile dire che neanche questo ebbe alcun seguito...


Farnaby: Ho approfittato dell'occsione per DeAmare anche Lei, signor Testadispillo...
Pinhead: Ricambiato, signor Farnaby.

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