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Lorenzo Senni
Scacco Matto

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Tutti conosciamo la condizione in cui versa lo stivale quando parliamo di musica meritevole. Quasi tutto quello che di buono è capitato alla musica italiana negli ultimi 40 anni (!) è spuntato inizialmente fuori dall’underground, per essere poi munto per bene da un’industria discografica in realtà di per sé ferma nemmeno ad un’età dell’oro, ma a Sanremo o alle cose da ballo, prettamente.

Dopotutto in Italia, almeno dalla fine degli anni ’70, per ascoltare musica decente devi avvicinarti alle etichette indie grosse. Tutto il resto è médda o è roba che è partita dall’underground. Dopotutto siamo il paese dove gli Uochi Toki sono sempre rimasti una realtà relegata a certi circoli.

Una tale disparità crea situazioni di totale scollamento tra le etichette, l’”industria” grossa diciamo, e il pubblico. Solo se una cosa è grossa all’estero i panzoni dietro la scrivania si svegliano. Esempio lampante: la trap che esplode in italia CINQUE ANNI dopo il boom ammerregano, e tre anni almeno dopo che tutti i regà col cappellino se la sparavano a ballettone. Il paese della SIAE. A proposito, sapevate che da poco, per il giubilo del simpatico Mogol, nuovo presidente, ci sono 5 euro in più da pagare per hard disk e telefoni, e va tutto alla SIAE? Vi lascio scoprire i divertentissimi motivi.

Un’altra cosa molto divertente che sarà successa di sicuro anche a voi è scoprire un’artista italiano dall’estero. Cioè proprio che all’estero lo conoscono ché è bravo ma qua per il radar non ci è mai passato. Per me è stato quattro anni fa quando da un gruppo telegram scopro che in America adorano un certo Senni (io subito a pensare che fosse una retro-menata alla Calibro, un progetto inglese). Per fortuna ancora non ascoltavo i miei presentimenti e ho fatto partire Win in the Flat World. L’attacco terzinato rimane una delle cose migliori che l’italia abbia mai prodotto a livello di elettronica.

Saltiamo al nuovo lavoro. Bisogna premettere che il progetto poggia su un approccio particolare alla musica da ballo. Senni prende la trance e la scompone e ricompone secondo la sua visione artistica, rendendone caricaturali alcuni aspetti (e rendendola imballabile). Chi se ne intende vorrà discuterne ma io direi che si tratta, alla fine, semplicemente di IDM. Senza dubbio è un approccio originale, infatti all’estero chi è aggiornato lo segue da tempo. Per riuscire a comporre musica del genere è indispensabile possedere un genio melodico di un certo livello, e infatti ogni singolo brano è un piacere per le orecchie, dalla gioia spensierata di The Power of Failing ai motivi precisi e originali di Move in Silence, un puntinismo che è la sua cifra stilistica ci snoda davanti ai timpani hook e motivi che si fanno strofa, ritornello, bridge, forti della loro inventiva. Tipiche melodie che non ci si stanca di ascoltare, unite a un’euforia particolare, suscitata da suoni gelidi che sanno però dove colpire per far salire i bpm corporali. Una pralina da cuffie, eh, al massimo da ballo in solitaria in cameretta (anche se in giro per il mondo esistono i club dove si balla questa musica, solo non qui!). Lorenzo Senni è il tipico artista italiano che chiamano al Club To Club nonostante sia italiano. Qualche porzione non eccelsa (penultima traccia) preclude il mio voto max, ma dal saccarinico spasimo di Think Big alla scossa tattico-armonica di Discipline of Enthusiasm, dentro sto disco stanno solo ore ed ore di ascolto intelligente e godurioso.

Immaginate un Aphex a cui hanno rovesciato sette bustine di zucchero nella cocaina.

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Commenti (Diciannove)

Martello
Martello
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Ma che bel faccino c'ha


macaco
macaco
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Lo conosco, lui non il disco. Ebbi già modo di piazzare qualche suo video nella sezione ascolti. Bravo tu a dargli visibilità con questo scritto. D'accordo anche con la tua introduzione, l'industria fonografica italiana non ha mai avuto la funzione do esaltare l'arte, quanto di metterla da parte, per consegnare al pubblico ammaestrato la leggerezza di sole cuore amore. Sui motivi sorvolo, questione troppo delicata e complessa per un commento.


odradek
odradek
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Ce ne sono diversi, soprattutto in ambito elettronico, bravi assai e qui noti solo a chi frequenta quelle lande sonore.
La cosa non stupisce e, probabilmente, non incide comunque un gran chè.
Si, il disco è bellino.


odradek: Ne indico un paio, decisamente diversi tra loro: Dino Sabatini e Chevel.
snes: Se ti/vi(odra credo li conoscerà già tutti) piqce Sabatini, provate anche: luigi tozzi, giorgio gigli, enrico sangiuliqno, claudio prc, luciano lamanna, e non me ne vengono in mente altri al momento.
proggen_ait94: grazie mille, non sono ferratissimo sul nostro panorama elettronico
odradek: @[progg_nait94] Credo che Chevel ti dirà qualcosa.
Mi pare sia anche su Bancamp
proggen_ait94: proprio stamattina volevo dargli una sfogliata a sta rosa di nomi infatti.
Con calma che mi sono svegliato con voglia di Melodians. Ma tra poco.
proggen_ait94: @[odradek] chevel è italiano? Ce l'ho nella playlist insieme alle altre robe Weightless che ho scaricato in primavera, ho visto, prima o poi lo ascolto. Di Sabatini ho visto che ho ascoltato e rimosso Omonimo, ora ci riprovo col primo.
@[snes] grazie mille, mi sono procurato degli assaggi. Tozzi mi sembra molto valido
snes: Le cose piu' interessanti di 'sta gente le trovi sugli ep se vuoi roba lunga cercati i dj set. Di sabatini ce n'è uno con dasha rush molto figo.
odradek: Di Sabatini (che a me era piaciuto in entrambi i lavori) potrebbe interessarti l'EP del 2019 con Aleja Sanchez,
"El Resplandor De Los Ciervos".
Chevel è Dario Tronchin, di Treviso. Lui può piacere o no, ma, secondo me, è indubbiamente interessante ed ha quel che Miki rimprovera mancare a Senni.
odradek
odradek
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Sulla questione delle definizioni: io, il disco, l'ho messo nella cartella IDM.
Il suo "Persona" del 2016 lo conosci? Ti è piacviuto?


odradek: Mi è venuta in mente una recensione di questo disco, il cui contenuto mi pare condivisibile (come mi capita spesso con le cose scritte da Alberto): Lorenzo Senni gioca a scacchi | Il giornale della musica
odradek: P.S. @[proggen_ait94] Dimenticai: molto bella la chiusa.
proggen_ait94: grazie:) sisi, l'ho scoperto proprio con quello. Ottimo prodotto, ha il suo pezzo che preferisco (Angel), ma questo disco mi piace di più
snes
snes
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Sto sentendo. Non conoscevo e mi piace, quindi cinque a mani basse.


IlConte
IlConte
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Io non so di che parli ma sei tra quelli che leggo sempre e comunque.
IDM ok, ahahahahahahah


BonHiver
BonHiver
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Hai dimenticato di dire che attualmente da circa 4 anni (da persona Ep) è l’unico italiano della storica warp records


proggen_ait94: vero cazz
PVC
PVC
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cucciolo di Autechre :)


Chainsaw
Chainsaw
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Gnam gnam, ascolto


Kotatsu
Kotatsu
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Questo di Senni me lo ascolto, lui in genere è uno che sa quello di cui parla. Ci credi che pur essendo di torino non sono mai andato al club to club porca miseria?


proggen_ait94: folle
io dovevo andare quando c'erano gli autchre
lector
lector
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"Quasi tutto quello che di buono è capitato alla musica italiana negli ultimi 40 anni (!) è spuntato inizialmente fuori dall’underground"
E Valerio Scanu, allora??


Poeziadelgiorno
Poeziadelgiorno
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Poeziadelgiorno: A scena letronica tajana ze semper stata bea viva, ti pensa ala barbieri, conositu? Sennò ormai ze un monument anca se a mi me piaze El just.

Poeziadelgiorno: IDM no te sbaja, forsa sarie da metar su progressive electronic o Electronic hi tech.

Ma agcook vezz?
MikiNigagi
MikiNigagi
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Interessante più che bello, per me Senni è tanto bravo come musicista quanto poco inquadrato nel progetto. Finisce che perdo l'idea in mezzo alle idee. Però devo riascoltarlo.


proggen_ait94: cosa intendi con poco inquadrato?
MikiNigagi: Sto riascoltando e confermo. Non riesco a trovare la sua voce, o un'idea estetica conforme. È uno smanettone di prim'ordine, ma se sento Canone Infinito mi sembra di ascoltare un mischiotto sillogico di roba Warp. Se fosse un chitarrista non lo ascolterei neanche per il cazzo.
MikiNigagi: Come dire, gli manca il trademark
Poeziadelgiorno: Ma i Squid in Warp che Casso I fa? Comunqua sta roba electro tech ga frantumà un fia, se salva incora opn, lopatin (cognom Veneto savon) ze ancora un mastro.
MikiNigagi: "comunqua" mi fa impazzire
Poeziadelgiorno: Ze na mea libartà poetiga.
proggen_ait94: secondo me ce l'ha il trademark, è quel puntinismo di cui parlo nella rece. Ammetto che non tutti i pezzi, ma alcuni almeno (i più veloci) li riconoscerei come suoi al primo ascolto.
MikiNigagi: Ma il disco riascoltandolo è anche figo, anche se non sta tutto all'altezza di discipline of enthusiasm, alzo di uno
sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Mai sentito neanche nominare.
Pur non sapendo nè leggere né scrivere c'ho cravato il DeAscolto lì sotto la DeCopertina: e sembra (proprio) bravo.


Sullenboy
Sullenboy
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Sarà che vivendo a Berlino di sta roba (che sentivo nei club) ne ho sentita pure fin troppa (e non è il mio genere prediletto), ma lui mi ha lasciato freddino.


Sullenboy: La copertina invece mi garba un sacco
Eneathedevil
Eneathedevil Divèrs
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È caruccio, non ci sono dubbi, e la metafora di Richard D. James edulcorato è calzante, ma a mio parere basterebbe chiamare in causa lo Squarepusher (anche lui un Warp DOC) che nella sua versione più giuliva sforna pezzi della stessa levatura di Discipline of Enthusiasm.

Sempre dare un'occhiata alle recensioni di @[proggen_ait94] quando si passa da queste parti.


proggen_ait94: dencs!
Caspasian
Caspasian
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Ecco, "caricaturale" ho trovato l'ascolto e plasticoso per le mie corde, ma voglio riascoltare perché ho avuto un sentore di creazione in assenza. Tu vai forte specialmente con quel "scossa tattico-armonica"...


Pescegatto
Pescegatto
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Eh c'è da dire anche che la Warp non sbaglia un colpo, ma Lorenzo Senni è forte a prescindere. Non proprio il mio genere "nativo" ma, visto che le mie incursioni in campo IDM si stanno facendo sempre più frequenti, apprezzo molto. "Canone infinito" ottimi pezzone.


CosmicJocker
CosmicJocker
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Mi hai incuriosito.. E, tra l'altro, mi hai anche fatto venir voglia di bussare alla porta del buon vecchio Aphex che è da troppo che non vado a trovare..


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