Perché "Caronte" e "Atlantide" sono capolavori. Perché Joe Vescovi a momenti ricorda Lake. Perché il riff di basso di "Two Brothers" spacca. Perché "Little Janie" e "Una pietra colorata saranno pure ingenuità tardo-beat, ma c'è dentro tutto quello che era il rock italiano di quegli anni. Perché "Ode a Jimi Hendrix" l'avrebbe potuta scrivere Morricone. Per tutti questi motivi, sempre e solo cinque.

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The Trip

Band anglo-italiana del primo progressive italiano. Dopo l’esordio, raggiungono l’apice con Caronte (1971), virano su jazz rock e sperimentazione con Atlantide (1972) e chiudono con Time of Change (1973). Nucleo storico con Joe Vescovi (tastiere, voce) e Arvid “Wegg” Andersen (basso, voce); in formazione anche William Gray (chitarra), Pino Sinnone (batteria) e, dal 1972, Furio Chirico.
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