Nelle bettole delle Midlands non lo volevano perché suonava troppo forte, peccato che tutte le band invece lo volevano come il loro batterista. Non si è' mai sentito un grandissimo, troppo umile.
Del batterista non parlo neanche ha fatto la storia. L'uomo Bonham e' il mio più intimo compagno di viaggio, forse perché siamo simili (nati pure lo stesso giorno), Una persona sensibile e legata alla famiglia in modo viscerale; tanto odiava starne lontano che doveva essere un altro e con l'alcol eliminava paranoie e insicurezze e diventava la Bestia. Ma John era uno di noi, uno che il massimo della felicità e serenità la trovava sopra il suo trattore nella sua fattoria. Un bellissimo libro (che ovviamente non ha avuto "successo" perché non spara stronzate per fare scalpore e' quello scritto dal fratello pochi anni fa. Ci mostra Bonham uomo pregi e difetti come tutti. Grazie John Henry, al prossimo compleanno che festeggeremo, come sempre, insieme. Spero che tu è il tuo amico Keith da qualche parte spaccate qualche timpano come sempre.
IlConte

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