Voglio fare il giornalista moderno ma si lamentano che ho perduto la giovinezza troppo in fretta, così in fretta da suggerirmi il dubbio se non sia meglio fermarmi e invecchiare senza ulteriori tormenti.
Vestono punk ma suonano pop: i "Tower of London" per farmi piacere hanno mischiato un po' tutti i generi, così a fine concerto gli faccio i complimenti: m’erano sembrati Johnny Rotten che violenta Britney Spears. I "The View" sono stati in giro per 16 anni ma come gli è possibile raggiungere i maestri? Hanno aperto per Pete Doherty ma al termine non avevano nemmeno l'età per una birra. Gran bel gruppo pure i "The morning after girl": hanno così rivoluzionato il dark depresso che il loro non è dark, piuttosto l'idea che un becchino ha del dark. Con le donne poi è una tragedia: dico "vengo da te" e quando rispondono “si” mi sale l'ansia da prestazione – che cazzo devo mettere? The Kooks o The Fratellis? Per me suonano tutti uguali così mi affido all’istinto: i secondi a sentire la stampa pare siano ascoltati da milioni quando non se li sente nessuno, manco loro stessi; i primi hanno venduto mezzo milione di copie e allora mi hanno convinto. L'altra settimana volevo scrivere sui "The Close Ups”: “Superfizzy Bubblepop!” li definisce Rolling Stone e non ci sarei mai arrivato; loro nemmeno nella rubrica delle lettere mi farebbero scrivere e allora non lo se gli sarebbe piaciuta la mia definizione.