Smells like teen spirit

Noemi Letizia ha diciotto anni. E' alta, bionda, ha due tette grandi quanto due meloni. Figlia di un impiegato comunale, abita a Portici, studia da grafica pubblicitaria, vota centrodestra e da grande, dice, vuole fare la politica e la showgirl. Le piace cantare. Apicella, Sal Da Vinci e Natale Galletta. In un'intervista pubblicata di recente da un popolare settimanale nazionale di nota ispirazione comunista e proletaria ("Chi"), ha candidamente dichiarato di essere vergine, giacché "La verginità è un valore importante".
Noemi è una ragazza come tante, ma è soprattutto un'amichetta del presidente del consiglio. Alla sua festa di compleanno, tra una pizza e un crocchè, c'era anche lui. Berlusconi. "Papi" ha dispensato sorrisi, pacche sulle spalle, baci abbracci e collier. Si è abboffato di zeppole e panzarotti e si è fatto fotografare con cuochi e camerieri, vecchi e giovani, guardie e ladri. Qualche stronzo di passaggio. Poi, satollo, è rientrato a casa.

Arcore. Veronica Lario è la moglie di Berlusconi. Le piacciono assai le sfogliatelle e, quando il marito è tornato da Napoli a mani vuote, lo ha lasciato. Allora tutto è passato in secondo piano. Crisi economica, il terremoto, la pericolosa influenza suina. Berlusconi ha parlato del solito complotto di giornali e televisioni (che infatti non parlano d'altro da giorni). Poi ha aggiunto che la colpa è di Ancelotti che si ostina a tenere fuori Ronaldinho.

Tre maggio. Herat. Afghanistan. Una bambina senza nome viaggia in automobile in compagnia della madre e di altre tre persone. I cinque sono diretti ad un matrimonio e l'automobile è una vecchia Toyota Corolla. Lo stesso modello sul quale quattro anni fa viaggiavano Giuliana Sgrena e Nicola Calipari. La bambina ha tredici anni. Se ne frega di Berlusconi, della crisi economica, dell'influenza suina. Non le importa nulla persino di Ancelotti e di Ronaldinho.
Sono le undici del mattino a Herat. Piove e la bambina sta sempre viaggiando su una fottuta Toyota Corolla bianca, quando l'automobile incrocia una pattuglia dell'esercito italiano. I militari sparano. La bambina senza nome muore. La sua faccia viene spazzata via da una raffica di mitragliatore.
La bambina rimane per sempre senza volto. E senza nome. Ho cercato inutilmente su tutti i quotidiani del nostro paese.

Sui giornali hanno scritto che la Toyota Corolla è una delle macchine maggiormente segnalate come possibili autobomba. Figli di puttana.

carlo cimmino , Il 18 maggio 2009 — DeRango: 0,00

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