Mirafiori

A Torino non c'è niente da vedere. Torino è la FIAT, e la FIAT è Mirafiori. Il nostro monumento al capitalismo è un muro di 14 chilometri che separa la fabbrica da tutto il resto. Soltanto fisicamente però, perché Mirafiori è molto più che un quartiere operaio. Mirafiori stesso è una fabbrica. Di giorno un parcheggio, di notte un dormitorio.

Mirafiori è un quartiere relativamente giovane, eppure tutto cade a pezzi. Il 90% degli edifici non ha visto la guerra ma è come se lo avesse fatto. Tra i muri fatiscenti delle case popolari soltanto una cosa è nuova di zecca, l'insegna del PD. Di tanto in tanto facce note escono da quella sede e promettono agli operai, ma la gente di questo quartiere sa che non bisogna fidarsi di nessuno. Che io ricordi, il silenzio surreale che circonda Mirafiori è stato spezzato soltanto da sirene di volanti, ambulanze e, raramente, dal boato di un proiettile.

Quando Elvis mostrava in televisione quello che aveva imparato dai neri, il mio palazzo e come lui quelli a fianco non esistevano ancora. Al loro posto soltanto fiori, campi, e tante mucche che vi pascolavano. Quando Elvis mostrava in televisione quello che aveva visto fare ai neri, da Mirafiori, di giorno si vedevano le montagne, e di notte le stelle. Niente parallelepipedi di cemento a disegnare l'orizzonte, niente monossido di carbonio tra un respiro e l'altro. Eppure Mirafiori è un quartiere inspiegabilmente orgoglioso. Così orgoglioso da celebrare la sua breve storia raccogliendo foto, documenti e testimonianze di chi, quando Elvis mostrava in televisione quello che aveva copiato dai neri, semplicemente c'era.

Oggi, davanti ad una piccola fetta di quel muro, c'è una mostra in allestimento permanente che insegna ai giovani l'importanza di una memoria condivisa e ricorda ai vecchi quanto la vita sia breve. Ci sono le foto di un luogo che non esiste più, ci sono racconti che valgono più di mille parole. Uno recita così: "C'era un bel ragazzo alto, biondo, occhi azzurri, che passava le giornate a suonare la chitarra e a cantare in cortile per la gioia di noi bambini. Un giorno il bel ragazzo biondo non si vide più. Lo avevano ammazzato mentre tentava una rapina con una scacciacani". Anna, classe 1950.

Anna non ricorda, e forse non sa, se quel ragazzo mandasse a memoria - come Elvis, come me - la lezione dei neri. Tutto quello che so è che ora, nel silenzio ovattato di Mirafiori, se chiudo gli occhi, quei campi, quei fiori, riesco a vederli.

c'è , Il 20 maggio 2009 — DeRango: 0,00

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