Nottate di autodifesa

Ieri notte mi sono arruolato nelle truppe aeree di autodifesa. Siamo partiti con la prima luce del mattino, l'asfalto dell'aerodromo era ancora fresco dopo la nottata, anche se io in realtà già durante la notte ero partito (colpa dell'addestramento, s'intende), così stavo già volando mentre salivo sull'aereo, e ancora volo. Questi aerei con motori scoppiettanti. Ci hanno portato ai controlli delle mitragliatrici, delle armi, dei radar e delle bombe. Tutto molto preciso. Non si sapeva dove si stava andando o cosa si stava facendo, ma almeno lo si faceva con ottima precisione. In quel momento avevamo tutti lo stesso suono in testa: il CLAC del puzzle che combacia perfettamente con tutto il resto. Facevamo tutti grandiosamente CLAC, e sorridevamo piano nella pacata luce delle cinque e mezza, alcuni ancora mezzi intontiti. Sotto di noi volava tutto: le elezioni, gli scandali, le rivoluzioni, gli scioperi, le proteste, le azioni, tutto. Le crisi, le famiglie, le banche, i casi finanziari. Noi andavamo più in alto, designando obiettivi strategici sul territorio, radendo al suolo posti che dall'alto sembravano fatti di pongo. Niente di reale, tutto molto distante, tutto molto ubriaco. La gente era là sopra e sparava. Nuvole come polvere da sparo. E noi sparavamo. Io non ero addetto alle mitragliatrici perchè mi ero dimostrato particolarmente degno durante l'allenamento la notte prima (circa 4 litri di allenamento), così quando fu il momento fui io a dire alla bomba: "Ciao, tesoro, ci becchiamo dopo" e CLAC, la buttai giù. Non avevo la minima idea nemmeno dello stato in cui ci trovavamo, anche se avevo un'idea piuttosto precisa del MIO stato, e non era proprio uno stato da CLAC. Ma lo feci lo stesso. Perchè il pongo m'è sempre stato sul cazzo. E così quando sono tornato a casa dopo tre ore e il mio coinquilino mi fa: "Beh, che hai fatto?", io gli ho solo risposto: clac. Volavo ancora sopra a tutto. Uno stormo di rondini, bruciate dal calore atomico. A comporre la faccia del nostro premier. CLAC. E io volavo ancora sopra a tutto, e chissà quand'è che noi bombaroli ci decideremo a scendere giù...

 

 

Hybris , Il 3 giugno 2009 — DeRango: 0,00

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