Il rock è una malattia adolescenziale

Recenti ed approfonditi studi in materia ci portano a teorizzare l’esistenza di una patologia psichiatrica diffusa ormai da oltre un trentennio, particolarmente insidiosa in quanto colpisce quasi esclusivamente giovani preadolescenti, spesso ancora impuberi, e perciò particolarmente esposti agli effetti nefasti della malattia. Chiameremo questa patologia MrCI (Malorockemia Cronico-Invasiva).
I dati raccolti mostrano che il male colpisce la maggioranza dei giovani e si manifesta con evidenti e bizzarri sintomi, i quali tuttavia, nella quasi totalità dei casi, regrediscono e scompaiono spontaneamente dopo un periodo che va da sei mesi ad alcuni anni.
In rari e nefasti casi, la malattia però cronicizza, ed il male non abbandona più lo sfortunato soggetto. L’epidemia più virulenta, che tuttora dispiega i suoi effetti, si è verificata in Italia nella seconda metà degli anni ’70.
Tali casi sono di difficilissima diagnosi in quanto l’agente infettante (il Malorock, appunto) esaurita la fase conclamata, vive in perfetta simbiosi con l’ospite al punto tale da non produrre più alcun sintomo apprezzabile, se non ad un occhio esperto.

Nella patogenesi del MrCI, la letteratura ha individuato alcuni agenti eziologici conclamati, fra cui possiamo citare: una remota trasmissione televisiva dal nome di un cinema a luci rosse, “Odeon - 1977/78”; le infezioni propagate sotto l’aspetto di servizi e articoli  da un famoso untore baffuto individuato in tale Michel Pergolani - 1976/79; situazioni di promiscuità ad alto rischio che favoriscono l’infezione, fra cui si ricordano gli eventi conosciuti come “Bologna rock - 1979” e “Clash in piazza Maggiore - 1980”; influenza di soggetti infetti provenienti da aree dove l’inquinamento ha prodotto verosimilmente mutazioni genetiche, fra cui si ricordano particolarmente le zone di Detroit (Michigan, USA), Akron e Cleveland (Ohio, USA), New York (omon., USA) e, in Europa, Dusseldorf (Germania), Londra, Sheffield, Manchester (Regno Unito). Sono inoltre stati rinvenuti pericolosissimi focolai anche in Italia, principalmente a Bologna e Pordenone.

Caratteristica del paziente affetto da Malorock, è avere perfetta cognizione della malattia (a differenza di altre pericolose alterazioni psichiatriche), ma di sviluppare una sorta di “sindrome di Stoccolma” per l’affezione, che lo porta a rifiutare le cure e anzi, a tentare il contagio del morbo proprio ai soggetti ove più bassa è l’immunizzazione. A titolo esemplificativo, citiamo il caso di uno stimato professionista (di cui citeremo solo le iniziali, Vr. Tx.) il quale deliberatamente tentava la contaminazione della figlioletta mediante contatto ripetuto con un pericoloso patogeno opportunista, conosciuto sotto il nome di “S.E.H.” (Safe European Home).

azzo , Il 23 giugno 2009 — DeRango: 0,00

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