La dèns revoluscion

Muore Maicol Gecson. E tutti gli editoriali, in questi casi, cominciano con cose tipo: "Quando Michael Jackson cantava "Beat It", io ero nella cantina di Tommaso de Mita, dodici anni entrambi, e imitavano le sue movenze mentre tentavamo di fumare le prime sigarette rubate ai nostri genitori". Solo che a dodici anni non avevo un amico che si chiamava Tommaso de Mita; non imitavo le movenze di Michael Jackson, e non tentavo di fumare le mie prime sigarette (che non ci sono mai state, grazie a Michael Jackson). Io sono di una generazione particolare ('89), quelli che un po' sono generazione myspace, un po' generazione facebook, un po' anni '90, un po' nuovo millennio, un po' rivoluzionari e un po' apatici, un po' tutto. E molti dei miti di quegli anni li abbiamo vissuti in differita - in revival.

Sono stato abbastanza sveglio per beccare Jurassic Park alla prima al cinema - wow. Un dinosauro, assolutamente (foto)realistico, mangia della gente. Ritorno al Futuro l'ho vissuto in differita, quando avevo tredici anni. Idem gli Acchiappafantasmi. E poi i fenomeni musicali: il grunge (differita), il nu-metal (differita), post-rock (quasi differita), post-metal (in diretta), avantgarde quasiminimalism macumba (in diretta). E con questi fenomeni in differita hai una differenza: la scelta. Puoi ignorarli, evitarli, anzichè solo seguirli e amarli o ripudiarli e opporticisi. Così diventa più comodo, così non ho dovuto trovare fighi nove tizi vestiti con maschere rubate a Tim Burton, ma ho potuto scegliere di farmi le iniezioni in endovena di "Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven".

Ma non ho potuto certo scegliere di non sapere chi fosse Michael Jackson. Non ho potuto evitare di sentirne parlare, di vedere i vecchi video, le parodie, le cover nu-metal, la storia della pedofilia, la storia della chirurgia plastica. Un po' amato, un po' odiato, un po' capito, un po' ignorato. In fondo un po' tutto. E di sottofondo la stessa domanda: questo affidare la nostra coscienza collettiva ad individui che, in fondo, hanno mostrato solo un buon colpo d'anca e dei brani da cui è impossibile non farsi rapire: anche se sei un estimatore del freenoisesalsa neozelandese, il video di "Beat It" una volta l'hai visto, magari a dodici anni imitandolo, o magari a vent'anni, ripensando a quando eri troppo piccolo per certe cose: ripensando.

Hybris , Il 26 giugno 2009 — DeRango: 0,00

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