Viareggio: e adesso chi paga?

Viareggio, è sera, si pensa alla giornata che verrà, un giro in spiaggia, sole, mare, relax, il rumore rilassante delle onde, chi dovrà svegliarsi per recarsi al lavoro avrà la fortuna di aprire gli occhi e vedere un bellissimo panorama che aiuterà non poco la pesante giornata, chi ormai non lavora più perchè ha già dato, sta pensando ad un giro nei mercatini, alla solita visita al bar con gli amici, routine…

Viareggio, è notte, un convoglio impazzito esce dai binari, deraglia, alcune carrozze si rovesciano, l’incidente è grave, ma si tratta di un treno merci per fortuna e le uniche due persone che sono su quel treno scendono in fretta, scappano a gambe levate… Ce la fanno per un soffio. Perché?
Perché il carico non è normale amministrazione, no… Il carico è qualcosa di estremamente pericoloso, bombe di 17 tonnellate viaggianti, cisterne colme di GPL, una si rompe, basta un niente e si scatena l’inferno, un’esplosione incenerisce in un istante decine di corpi addormentati, tranquilli, ancora fiduciosi nell’efficienza del sistema ferroviario e in coloro che lo gestiscono. “Pino, fanno la réclame pure dentro la televisione, che azienda seria questa dei Trenitalia, eh?”, convinti di essere al sicuro e che mai nulla del genere avrebbe sconvolto e annientato per sempre le loro vite.
Crollano palazzine, in pochi attimi le sirene si sentono da ogni parte, i morti sono ventidue, per il momento, mentre i feriti (molti gravissimi si contano a decine), vengono trasportati in fretta e furia nei vari ospedali per porre rimedio (forse) alle devastanti ustioni che li segneranno per tutta la vita; è quasi una situazione irreale, l’apocalisse dopo la calma piatta di una tranquilla notte in una località di mare.

Di chi è la colpa? Errore umano? Guasto tecnico? Avaria alle parti meccaniche? Chi deve pagare ora in questo mondo dove non ci sono più punti di riferimento, dove tutto viene smembrato, appaltato, subappaltato e dato in concessione a questo e quell’altro? Chi era il responsabile della manutenzione dei vagoni? Chi doveva occuparsi della manutenzione dei binari? Chi controllava partenze e arrivi e monitorava la situazione?
La realtà evidente è che ormai si è persa completamente la concezione di sicurezza sul lavoro, norma che diventa, o dovrebbe diventare, doppiamente o triplamente importante a livello di trasporti pubblici, quando si ha a che fare con la vita dei cittadini e che, quando il garante ne è lo Stato, che tanto urla e sbraita per farla rispettare, dovrebbe essere rispettata nei minimi particolari.

I soccorsi ci sono stati e sono stati prontissimi, ma ancora una volta mi e vi chiedo: si poteva evitare a priori una cosa del genere in qualche modo? Quel treno, data la pericolosità, non aveva percorsi alternativi? È stato revisionato accuratamente, visto che portava un carico di morte? Tante domande, ma nessuna risposta certa si avrà mai, come non si avranno mai i nomi di coloro che saranno chiamati a rispondere di un disastro di tale portata.
Tra un po’ calerà il silenzio su questa vicenda, come sta succedendo in Abruzzo, piano piano, senza fretta, se una cosa non passa più in televisione, come per magia scompare, non esiste, come sono scomparsi tutti gli atti e i procedimenti che vedono imputato il nostro premier, come la storia di Noemi, come i festini privé, come il fatto che nessun media nazionale (a parte qualche sporadico caso) abbia citato la protesta e le invettive rivolte a Berlusconi al suo arrivo a Viareggio.
L’immagine viene prima di tutto, a discapito di democrazia, libertà di opinione, di stampa e diritto inviolabile del cittadino di essere correttamente informato.

“Vado per prendere in mano IO la situazione!”, ha tuonato il presidente. Peccando un po’ di delirio di onnipotenza: presidente, chi deve prestare soccorso ha già fatto e sta facendo il proprio lavoro al meglio delle possibilità, lei, con tutto il rispetto, lì non serve a niente, avrebbe dovuto starsene a casa, sicuramente avrebbe fatto più bella figura…

Cornell , Il 4 luglio 2009 — DeRango: 0,00

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