Traffico scorrevole

Armeggiò parecchio davanti alla portiera prima di trovare le chiavi, la bambina in braccio a sinistra e un grosso sacchetto di carta nella destra.
Poi adagiò la bimba nell’apposito sedile e allacciò con qualche impaccio le cinghiette del seggiolino, ancorate in tre punti come quelle delle macchine sportive.
Impedita nei movimenti dai vestiti pesanti e affondata nel sedile supplementare, la bambina si lamentò un po’, prima di essere distratta dalle portiere che si chiudevano e da lui che metteva in moto.
“Dai, amore, solo un po’ di pazienza, poi sei a casa e puoi fare i giochi”.

Poi si fermò ad un semaforo.
Uno di quegli stupidi semafori pedonali, grandi e grossi, con striscie pedonali nuove di zecca e rialzate, che spuntano di solito alle intersezioni con piste pedonali e ciclabili, vicino a parchi pubblici o scuole, piazzati lì a dimostrare quanto le autorità abbiano a cuore vecchi e bambini, e quanto siano in prima linea contro l’inquinamento e il deleterio e scorretto traffico cittadino.
Accanto a lui un grosso furgone, bianco come il latte, piazzava il suo tubo di scarico giusto di fianco al finestrino. Chiuse tutte le bocchette di aerazione, ma il gas penetrava ugualmente, pungente nelle narici.
La bimba tossì, lievemente. Lui la guardò attraverso lo specchietto retrovisore, e vide che lei sorrideva.
Fece ripartire la vettura lasciando gli altri fermi al rosso. Dietro di lui un clacson protestò per quell’infrazione così sfacciata.
“Si, si, vaffanculo!” gli uscì strozzato dalla gola.

Guidò lentamente ancora per qualche minuto.
Da un piccolo parcheggio, alla sua destra, una giovane donna sbucò sulla strada con andatura spedita. Era vestita di scuro, in maniera non casuale. In mano teneva una gabbietta di plastica verde, di quelle per il trasporto di gatti o piccoli cani. Guardando dritta davanti a se, senza esitazioni, fece un paio di passi sulla strada, quando si avvide della macchina che sopraggiungeva e fermò bruscamente il passo. Lui andava piano, frenò e si fermò a debita distanza per farla passare.
Per un attimo si fissarono. Negli occhi della donna il piccolo spavento provato si trasformò istantaneamente in disappunto per quell’uomo che l’aveva sorpresa sovrappensiero.
Un piccolo odio quotidiano.
Poi riprese a camminare e attraversò la strada. Lui guardò alla sua sinistra: c’era un ambulatorio veterinario dalle vetrine multicolore che non aveva mai notato. Innestò la prima e ripartì.

Il traffico non era particolarmente intenso.
Arrivati.
Spense il motore.
Una inconsueta versione per archi del celeberrimo standard “My favourite things” aveva attirato la sua attenzione, e rimase un paio di minuti seduto al posto di guida ad ascoltare la musica e la trasmissione che seguiva. Voci pacate discutevano su qualcosa che aveva a che fare con l’arte, Adorno e Barthes. Poi cambiò stazione e spense la radio.
“E’ meglio non ascoltare certe cose, eh ciccina?”.
Scese dalla macchina, sbloccò le cinture del seggiolino posteriore, fece uscire la bimba e la mise in piedi di fianco alla vettura mentre lui prendeva la borsa e i libri che durante il tragitto si erano rovesciati sul pavimento.
Veniva ancora giù una pioggia sottile e penetrante, ed il cappuccio della giacchetta della bambina era imperlato di goccioline luccicanti.
Passò un aereo già a bassa quota e lei, naso in su, osservava quella strana cosa. Poi si sbilanciò un po’ troppo all’indietro finché cadde a sedere, come solo ai bambini riesce.
Lui si accosciò davanti a lei, la faccia proprio sopra alla sua. Lei rise forte e qualche goccia le cadde dritta sul viso.
Stettero così qualche secondo, lei piccola, lui un po’ più grande.
Intanto l’aereo era già passato, chissà dove si trovava, adesso.


kosmogabri , Il 5 settembre 2009 — DeRango: 0,00

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
questo editoriale m'è rimasto impresso. A parte che tutti i tuoi mi rimangono. Ma questo in particolare, perché così "intimo". Ciao.
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fosca
fosca Divèrs
Si, è molto poetico ed intenso..
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fosca: Ribadisco, POETICO anche se non ti piace ammetterlo, vrtx
mariuccia
Un tocco profondo nell'anima e nel cervello... bello!!
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cappio al pollo
cappio al pollo Divèrs
Molto. Però ho una domanda. Ma forse non vedrà mai luce.
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