Un uomo in rete

"Io non voglio minimizzare il calcio, ma è appunto soltanto calcio." (R. Enke)

Giovane. Forte. Vincente. Ammirato. Ma a Robert Enke tutto ciò non è più importato, quando il 10 novembre scorso s'è suicidato. Portiere tedesco dell'Hannover, già del Benfica, del Barcellona e della Nazionale tedesca, ha parcheggiato la sua auto vicino ad un passaggio a livello. Ha lasciato il suo portafoglio sul sedile accanto. Ha camminato lungo i binari per un centinaio di metri. Poi, il treno.
Cresciuto in una famiglia di sportivi, Enke ha raggiunto le vette del calcio professionistico nonostante difficoltà e drammi. Si dice che le vicissitudini presso il Barcellona nel 2003 abbiano dato il via a una depressione già latente, e a peggiorare la sua insostenibile pesantezza di vivere ha contribuito la morte della figlia, tre anni dopo, in seguito ad una malattia cardiaca. Il padre psicoterapeuta sollecito, la moglie premurosa, affetti e amicizie, nessuno ha potuto alleviare l'angoscia cupa che attanagliava il portiere. Una Angst lacerante, ma mantenuta segreta. Nel mondo dello sport non è concesso strappare il velo al tabù della depressione, tanto più se a soffrirne è una promessa nazionale del calcio. Lui stesso non è riuscito ad uscire dalla paralisi emotiva per il timore di perdere la patria potestà sulla seconda figlia adottata, e l'autostima di gran sportivo con il prevedibile risultato di ritrovarsi al centro di un gorgo metifico, composto da clamore, scandalo, derisione, isolamento. Un uomo in trappola.

Ho sempre pensato che il ruolo di portiere sia quello più stressante. Lì, da solo, a giocarsela contro tutti, ad attendere quel momento in cui i calciatori concitati s'avvicinano correndo con il pallone che schizza convulso tra i loro piedi. L'attimo in cui tutto lo stadio trattiene il respiro. La rara capacità di raccogliere sé stessi in un nanosecondo di estrema concentrazione, fotografare la situazione, decifrare le mosse dei giocatori, anticiparne le intenzioni. E reagire costretto in quello spazio circoscritto, senza via di fuga. Dunque lo scatto, la presa. Oppure il fottuto gol. Poi, andata com'è andata, scoppia il boato. Ecco: un uomo depresso non può sostenere a lungo l'eco esigente, quel roboante muggito da arena romana. Quando Robert ha deciso di gettarsi sotto il treno, nulla lo ha trattenuto, nemmeno il boato dei tifosi. Mi vien da dire... anzi.

Mentre i fan compilavano schedine, discutevano sugli attesi giochi in SudAfrica, preparavano lo striscione da sventolare allo stadio, un portiere tutto d'un pezzo, ma con l'anima di padre spezzato, ha detto basta alla vita. Basta allo strazio, alla competizione, alla costante tensione, a palloni da afferrare. Riteneva d'aver già perso, per sempre.
Disse Fromm che solo chi ha fede in sé può essere fedele agli altri. Robert "Riese" Enke, il gigante di Hannover, era un uomo in rete che aveva perso la fede. Vincere era mentire a sé stesso, e a un mondo che ormai non sentiva più suo.

K. , Il 17 novembre 2009 — DeRango: 3,00

BËL (01)
BRÜ (00)

I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

carlo cimmino
carlo cimmino Divèrs
Perché non è da tutti andare cotro il lampo. Di un bolide scagliato sui duecento orari. E farsi trovare.
BËL (00)
BRÜ (00)

anfoxx
Spesso dobbiamo rinunciare a capire la nostra di testa, difficile tentare di comprendere quella degli altri; la veritá (si fa per dire, diciamo quello che penso io) é che realmente alla fine siamo soli con noi stessi, e che il peso si fa insostenibile. Non credo sia un problema di epoche o situazioni, meglio: non credo siano la cosa principale. La cosa principale é la nostra natura umana che ci fa deboli e forti, forti e deboli, ma alla fine piú deboli che forti. Non conoscevo Enke, se non come nome da appassionato di calcio. Non oso dare spiegazioni, ma sono quasi certo che se quella piccolina fosse ancora a questo mondo lui non se ne sarebbe andato.
BËL (00)
BRÜ (00)

Cornell
Cornell Evangelìsta
Quando eravamo piccoli e facevamo finta di saper giocare a calcio nessuno voleva mai andare in porta.. Tutti in attacco volevamo stare, per prendere a pallonate il povero malcapitato in mezzo ai pali.. Si fa presto a fare di un portiere un eroe per un goal salvato in extremis oppure crocifiggerlo in pubblica piazza per una "papera". Il portiere è quello che ha più responsabilità, l'ultima maglia della catena che deve tenere a tutti i costi, quello che subisce lo stress più di ogni altro in campo, quello a cui è afidata la sorte di un match.. Ci vogliono le palle per stare in porta, ecco perchè nessuno voleva mai andarci.. E lui gli attributi ce li aveva tutti.. Ci vuole fegato anche per un gesto estremo del genere. Ciao Robert... R.I.P.
BËL (00)
BRÜ (00)

voodoomiles
Era "forte" agli occhi del pubblico, ma questa immagine non corrispondeva alla sua interiore. Il resto lo annota ANFOXX sulla perdita della bambina. Gli sia lieve la terra.
BËL (00)
BRÜ (00)

Sid
Sid
I calciatori, nella testa di mio padre, non sono che ometti di plastica, come quelli del calcio balilla.
BËL (00)
BRÜ (00)

sfascia carrozze
Sè c'è una cosa di assolutamente certo-e-incontrovertibile a questo mondo è il fatto chè prima o poi dobbiamo lasciarlo; sbaglierò ma sinceramente (preciso che non conosco le vicissitudini dell'uomo protagonista del gesto, tantomeno quelle calcistiche: prima del "gesto" non lo avevo mai sentiro nemmeno nominare) mi sembra chè questa straordinaria opportunità che ci è stata regalata, qualsiasi siano le condizioni nelle quali la si viva, valga la pena comunque di tentare di viverla fino in fondo. Nel caso specifico fosse anche stato solamente per dare conforto e stare a fianco (magari senza pallone a far da contorno: sè era stufo di quel mondo bastava appendere i guantoni al chiodo e cercarsi un lavoro da comune cristiano..) della piccola, oltretutto adottata, ahiLei inconsapevole, nuova orfana di padre. In sintesi, sarà brutale e insensibile, ma ha fatto una emerita stron*ata.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
grazie a tutti per essere passati. Sfascia condivisibile il tuo pensiero, ma mi fai rimandare a Sebastian Deisler, anche lui nella nazionale tedesca che qualche anno fa dichiarò la sua depressione pubblicamente, perdendo poi tutto, sport, moglie, figli. L'ho visto ultimamente in un'intervista (e faceva ancora fatica a parlarne, tremava tutto), ha appena pubblicato un'autobiografia, che ha ritenuto necessaria per dire la sua, per far tacere le malelingue che han avuto da ridire sulla sua situazione di salute e sportiva quando ha ammesso la sua malattia Praticamente l'hanno fatto a pezzi. Non è così semplice abbandonare questo mondo di forti dichiarandosi deboli. Buffon, tanto per stare in campo, ebbe a dire sulla sua di depressione: "quando qualcuno soffre di depressione, perde il senso di sé stesso, e tutto diventa irrazionale". Irrazionale, appunto.
BËL (00)
BRÜ (00)

macaco
Molto brava, Kosmo, uno scritto toccante. Mi sento in sintonia con il pensiero di sfascia.
BËL (00)
BRÜ (00)

fosca
fosca Divèrs
Brava kosmo che ne hai voluto parlare, questa notizia mi ha lasciato senza fiato quando l'ho appresa, come probabilmente resta senza fiato chi invano tenta di spiegare agli altri cosa si provi quando si ha in corso una depressione forte e soprattutto vera. Sfascia, chi è depresso veramente, non vede luce fuori dal tunnel, la realtà circostante non ha peso nè consistenza, tutto diviene inutile e difficilissimo. Ed essere sotto i riflettori è lancinante.
BËL (00)
BRÜ (00)

turkish
turkish Alto Papàvero
Sfascia, la depressione è una malattia, non è che per guarirne basti "non fare stronzate". Sarebbe come dire che chi non riesce a guarire da un tumore fa una stronzata perché lascia la famiglia.
BËL (00)
BRÜ (00)

Skeletron
non guarire da un tumore non dipende dalla forza di volontà, turkish.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
Ma non credete che ci sia un po' troppa depressione nello sport negli ultimi anni? Anche la storia di Agassi mi ha colpito molto devo dire. E non dimentichiamo poi lo stesso Buffon, che qualche tempo fa dichiarò di soffrire di depressione, Adriano.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Enke non si è mai perdonato di essersi addormentato, dopo molte veglie, accanto a sua figlia in ospedale, proprio in quel momento quando lei se ne andò. Non si è mai perdonato di essere stato responsabile di sua figlia fino alla fine... è indubbio che a volte si pensa che sostituire un affetto faccia alleviare la mancanza dell'altro, mentre invece può succedere l'esatto contrario, cioè che ne esasperi oltremodo la nostalgia, e che faccia arrivare i nodi al pettine. In una persona sensibile e malata di depressione, ciò può avere effetti devastanti.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
riformulo: non si è mai perdonato di non essere riuscito dd'essere responsabile di sua figlia fino alla fine, soprattutto alla fine.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
Sono d'accordo con quanto dici, Kosmo. Ho letto un articolo al riguardo in cui si faceva riferimento ad un'intervista dello stesso Enke relativa alla morte della figlia. Era struggente e prestando la dovuta attenzione (c'era una fase in particolare che ora non ricordo) era possibile intuire una sorta di volontarietà premeditata in quello che poi ha fatto. Solo, credo, un uomo, un padre, cazzo, dovrebbe avere un po' più di forza. Spero di averne sempre tanta.
BËL (00)
BRÜ (00)

sfascia carrozze
Ragazzi, non mi và di tirare dentro al discorso faccende ed esempi (miei)privati e personali appartenenti purtroppo al medesimo ambito: dico solo che l'esperienza mi costringe a riscontrare una pesante analogia con persone e fatti a mè vicini. Ribadisco, e pazienza sè verrò ritenuto superficiale o anche peggio, che per quanto mi riguarda, ancorchè non serva a nulla, chè (per quanto possa esser stato "malato", come giustamente sottolinea l'esimio Turko e la cara madamigella Foska) costui ha fatto proprio, ma proprio, una emerita e grossolana quanto soprattutto (inconsapevole?) egoista stron*ata.
BËL (00)
BRÜ (00)

turkish
turkish Alto Papàvero
@Skeletron: nemmeno guarire dalla depressione dipende dalla forza di volontà. Magari.
BËL (00)
BRÜ (00)

turkish
turkish Alto Papàvero
Jim: non basta la forza per guarire da una malattia. La malattia mentale, in questo senso, non è diversa dalle altre malattie. Essere "depressi" non significa esere un po' giù d'umore, il che è ovviamente fisiologico e capita a chiunque, significa avere una vera e propria patologia dell'umore, diagnosticabile e - purtroppo - non sempre curabile.
BËL (00)
BRÜ (00)

casamorta
Con il massimo rispetto per le vicende personali di ognuno, non condivido quanto scrive Sfascia per un paio di motivi: innanzitutto, la depressione è una malattia per moltissimi versi ancora sconosciuta e difficile non soltanto da curare, ma spesso anche da diagnosticare. In secondo luogo, avendo perso il mio migliore amico in questo modo, anch'io spesso penso al suicidio come a un atto di estremo egoismo, per molto tempo ho provato rabbia e impotenza...impotenza appunto...ma alla fine mi sono dovuto arrendere, ho capito che davanti alla morte i nostri giudizi non contano, ci vuole soltanto rispetto e silenzio.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
putroppo curabile solo con la chimica, oltre alla terapia. E nello sport la chimica non è ammessa né concessa. Uno sportivo di successo che si ammala di depressione è sempre di fronte ad un bivio che cambia la vita per sempre. Così non si può dire di una rockstar per esempio, che si può curare (ufficialmente, in una clinica, o ufficiosamente, con droghe e alcool) e allo stesso tempo esibirsi ed essere cool, o tuttalpiù tornare e avere ancor più successo premendo sul tasto della compassione dei fan. Nello sport non è così. Nello sport le debolezze si rafforzano o si reprimono, non c'è altra via di scampo.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
(Jim: non basta la forza per guarire da una malattia. La malattia mentale, in questo senso, non è diversa dalle altre malattie. Essere "depressi" non significa esere un po' giù d'umore) Sono pienamente d'accordo però devi riconoscere che la "depressione" una via di scampo in più te la concede se paragonata ad una leucemia o a un tumore. Però non era questo che volevo dire in realtà, forse sono stato poco chiaro, bensì: "spero di essere sempre abbastanza forte in modo tale da poter affrontare qualsiasi avversità, anche enormi come quella di Enke (la morte della figlia), senza "ammalarmi". Quindi dico forte in maniera preventiva, non curativa.
BËL (00)
BRÜ (00)

mariuccia
tristissimo..ma scritto molto molto bene, struggente.. Non ci sono molti mezzi per uscire dalla depressione, la forza di volontà non esiste in questi casi. ogni mattina quando ti svegli (se riesci a dormire) pensi solamente al modo di morire senza far troppo male a chi resta..Sei impotente di fronte alla vita, hai il terrore del futuro perchè non sai se questo incubo finirà, se finirà.Però è anche vero che con terapie e chimica piano piano se ne può uscire. Questo ragazzo evidentemente aveva un disagio latente che la morte della sua piccolina ha scatenato: non ci sono se e ma, il dolore dei depressi è atroce, e pensi che se avessi un tumore almeno sapresti di cosa si tratta, ma questo male antico non sai da dove nasce, e quando morirà..
BËL (00)
BRÜ (00)

Alfredo
Dire "ha fatto una stronzata" è veramente squallido, perchè si presume di sapere quello che Enke stava passando interiormente, cosa oggettivamente impossibile. La depressione ogni persona la vive in un modo diverso. E non tutti hanno la forza di continuare.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
@Alfredo: non voglio certo fare l'avvocato del diavolo ma credo tu abbia letto un po' superficialmente il commento di Sfascia, condivisibile o meno. IMHO, eh.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
@Alfredo: non voglio certo fare l'avvocato del diavolo ma credo tu abbia letto un po' superficialmente il commento di Sfascia, condivisibile o meno. IMHO, eh.
BËL (00)
BRÜ (00)

mariuccia
comunque scrivete tutti molto molto bene, complimenti a tutti. Una che ha insegnato a scrivere a tanti per tanti anni.
BËL (00)
BRÜ (00)

Alfredo
Jim, a meno che il buon Sfascia non abbia postato un commento con dei messaggi subliminali stile cinema d'annata che non ho colto, credo di averlo compreso. E ribadisco quanto detto.
BËL (00)
BRÜ (00)

carlo cimmino
carlo cimmino Divèrs
Non addebito il suicidio di Enke alla sua professione. E alle sue "disavventure" calcistiche. A differenza di Deisler, Enke era integro fisicamente e almeno sui campi da gioco sembrava aver trovato un certo equilibrio negli ultimi anni. La Nazionale. E' evidente che in questa circostanza hanno giocato un ruolo determinante fattori extra-calcistici di rilevanza drammatica. Non condanno Enke. Ma tutto sommato, e considerando che ogni situazione è giammai identica a un'altra, le osservazioni di Sfascia sono lucide e condivisibili. Preferibili a tante parole che puzzano di ipocrisia, saccenteria e buonismo da due soldi del tipo "a me resta sempre l'impressione che quando succedono tragedie del genere non tutti quelli che potevano fare qualche cosa hanno fatto tutto il possibile". Editoriale bello. Il giornalismo sportivo italiano avrebbe bisogno di una Kosmogabri.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
(perchè si presume di sapere quello che Enke stava passando interiormente, cosa oggettivamente impossibile). Appunto, oggettivamente impossibile. Ed effettivamente non leggo da nessuna parte nel suo commento riferimenti a "cosa stava passando interiormente" Enke. Il suo punto di vista è scarno e diretto, condivisibile o meno ma non ammette fraintendimenti: "ha fatto un'egoistica stronzata". Nel suo commento leggo piuttosto riferimenti a vicissitudini personali e quel finale di post suona piuttosto come la sofferenza di chi l'ha vissuta per davvero. Riporto le parole di mariuccia, che mi hanno colpito: "pensi solamente al modo di morire senza far troppo male a chi resta". In realtà è impossibile riuscire a non far del male a chi resta. Ecco cosa ha detto Sfascia.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
io capisco il pensiero di sfascia, sull'egoismo (il termine "stronzata" ci sta fuorviando). Ma mi chiedo, quale è la tara con cui misurare e giudicare questo egoismo? E' il nostro, il nostro egoismo che fa da tara, è quello di chi viene lasciato, abbandonato, e di chi vorrebbe aiutare ma non gli viene più permesso. E invece penso che, parafrasando, l'egoismo degli altri finisce dove inizia il nostro. Vorrei far anche notare che il padre di Enke è psicoterapeuta ed era cosciente del problema del figlio. L'aiuto professionale c'era, in casa, fin da ragazzo. Per me Enke è uno che ce l'ha messa tutta. Ma purtroppo, come si dice dalle mie parti, era uno che è saltato sulla sua ombra troppe volte.
BËL (00)
BRÜ (00)

Alfredo
"Ma mi chiedo, quale è la tara con cui misurare e giudicare questo egoismo?"--> quoto in pieno, Kosmo.
BËL (00)
BRÜ (00)

Franci!
Bellissimo editoriale, davvero. Ho appreso la notizia su uno di quegli squallidi quotidiani grauiti che ti rifilano in stazione, andando a scuola. Ho bigiato e sono andato a vedere la tomba (non andavo al cimitero da anni) di un vicino di casa che è finito più o meno così... Tutto questo per dire che son cose che mi atterriscono di brutto. Quoto Gabri e Cornell, del resto. Quando un uomo compie un gesto del genere non è più condannabile, è condanabbile il suo (e nostro?) porco mondo. O almeno, io non avrei assolutamente il coraggio - coraggio! - di condannarlo nè di accursarlo di un cazzo.
BËL (00)
BRÜ (00)

fiquata
Bell`editoriale, Kosmo, ma ti sei scelta un tema molto complesso, che hai trattato... con gentilezza. Mi ricordo di un personaggio di I Demoni che si suicida per inalzarsi al grado di Dio o almeno di Dio di se` stesso, come estremo gesto di libero arbitrio e il libero arbitrio non andrebbe mai giudicato, soprattutto quando cosi` estremo e sofferto. Alla fine il suicidio e` sempre una forma di protesta, magari contro la vita, contro questa vita. Diceva Pavese che tutti hanno un buon motivo per uccidersi, io sono d`accordo. Comunque, bella la frase di Enke che me lo fa diventare automaticamente molto simpatico. Salut`!
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
"E invece penso che, parafrasando, l'egoismo degli altri finisce dove inizia il nostro." Ecco la chiave di volta del discorso, l'intersezione fra le due estremità di egoismo, lontane, ma entrambe comprensibili (non per forza giuste). Ripeto, il punto di vista di Sfascia non è perfettamente aderenta al mio, solo va interpretato come seconda misura del bilanciere.
BËL (00)
BRÜ (00)

iside
iside Divèrs
evito i commenti, tanto non potete capirmi.
BËL (00)
BRÜ (00)

sfascia carrozze
Veda Alfredo, quello chè ho detto io sarà anche "squallido" (e mi scuso con Tutti per la forma chè ho utilizzato, effettivamente poco delicata, per un argomento del genere) però mi chiedo (e spero con tutto il cuore non debba mai farsi carico, Lei come ciascu altro, di una cosa del genere) sè avrebbe la forza di spiegare e far accettare a quella povera creatura, probabilmente oggi solo molto confusa, forse inconsapevole o magari del tutto ignara dell'accaduto, come mai non ci sarà più il Papà (Padre, Patrigno, lo chiami come preferisce) a darLe la carezza della buona notte.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
(Sfascia la creatura ha 8 mesi) Grazie a tutti, in particolare a Cimmino e Mariuccia, troppo gentili! Quello che penso su questo dramma in fondo l'ho scritto nell'editoriale. Forse bisognerebbe fare un distinguo: non tutti i suicidi sono causati dalla depressione, immagino che buona parte sì, ma non sempre. Le ragioni di un suicidio possono essere considerate egoistiche se attuato per orgoglio, per la patria, per fallimento, per l'onore, ecc.. La depressione invece - che è una malattia - non può essere considerata un "egoismo", e quindi nemmeno le sue conseguenze, pur terribili esse siano...
BËL (00)
BRÜ (00)

Alfredo
Appunto il "poco delicato" ho fatto notare.
BËL (00)
BRÜ (00)

Carpanix
Uh! E allora, quelli che vivono la galera quotidiana e umiliante d'un lavoro di "serie B", magari in regime di pendolarismo stile deportato, con paghe ai limiti della sussistenza, che dovrebbero fare? Mettere in ginocchio le ferrovie con masse di cadaveri in putrefazione sui binari? Suvvia, la malattia può colpire chiunque e chi si ammala va senz'altro compreso ed aiutato, ma fare di questo Enke (mai sentito) un martire sull'altare di chissà quale fede e addirittura un "gigante" mi sembra eccessivo. E' un depresso suicida come tanti altri, anche se forse più popolare.
BËL (00)
BRÜ (00)

Carpanix
Uh! E allora, quelli che vivono la galera quotidiana e umiliante d'un lavoro di "serie B", magari in regime di pendolarismo stile deportato, con paghe ai limiti della sussistenza, che dovrebbero fare? Mettere in ginocchio le ferrovie con masse di cadaveri in putrefazione sui binari? Suvvia, la malattia può colpire chiunque e chi si ammala va senz'altro compreso ed aiutato, ma fare di questo Enke (mai sentito) un martire sull'altare di chissà quale fede e addirittura un "gigante" mi sembra eccessivo. E' un depresso suicida come tanti altri, anche se forse più popolare.
BËL (00)
BRÜ (00)

Carpanix
Uh! E allora, quelli che vivono la galera quotidiana e umiliante d'un lavoro di "serie B", magari in regime di pendolarismo stile deportato, con paghe ai limiti della sussistenza, che dovrebbero fare? Mettere in ginocchio le ferrovie con masse di cadaveri in putrefazione sui binari? Suvvia, la malattia può colpire chiunque e chi si ammala va senz'altro compreso ed aiutato, ma fare di questo Enke (mai sentito) un martire sull'altare di chissà quale fede e addirittura un "gigante" mi sembra eccessivo. E' un depresso suicida come tanti altri, anche se forse più popolare.
BËL (00)
BRÜ (00)

Carpanix
Chiedo scusa per l'invio triplo. E' stato un incidente tecnico dovuto probabilmente a qualche mia "manovra" tanto involontaria quanto imprecisata.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Carpanix, "gigante" (Riese) è il nomignolo affibbiatoli dai tifosi per le sue imprese calcistiche. La fede di cui parlo non è chissà quale (religiosa o sportiva), ma quella più elementare, quella in sé stessi. Ciao notte.
BËL (00)
BRÜ (00)

UhuhPanicoUhuh
Nessun rimorso è facile solo a dirsi. Tu scrivi meglio dei migliori giornalisti sportivi, brava.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
(Appunto il "poco delicato" ho fatto notare.) La verità è che ora mi seccherebbe iniziare una polemica.
Comunque K, se potessi votare questo editoriale sarebbe un 5.
BËL (00)
BRÜ (00)

turkish
turkish Alto Papàvero
@Jim: non ho statistiche alla mano, ma sono abbastanza sicuro che molti tumori diano molte più chance di guarigione rispetto alla depressione. Per quel che conta, prova a fare una statistica personale: conosci più persone guarite da un tumore o dalla depressione? Ma a parte questo, secondo me si sbaglia a parlare di "debolezza" come causa: trattandosi di una malattia, può colpire chiunque, anche persone molto "forti". Il risultato finale non è sempre la morte per suicidio, ovviamente, però è una malattia decisamente invalidante. E la cosa più brutta dev'essere proprio il non essere considerati "veramente ammalati" da parte degli altri.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
"secondo me si sbaglia a parlare di debolezza come causa" ed esattamente questo il cruccio di molti depressi e la loro reticenza ad ammettere la loro malattia, perché il problema della depressione oggi non è quella delle donne e dei poeti - depressi e deboli per antonomasia - ma degli uomini. Il tabù non esiste quando si parla di una donna depressa (anzi capita pure che il dire "sono depressa" venga usato a sproposito dalle donne stesse - pure da qui parte il fraintendimento sulla malattia), ma di un uomo. Per un uomo ammettere la depressione è come ammettere di essere debole. Ma la realtà, appunto come dice Turkish, è che "secondo le stime dellOMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in media ognuno ha il 10-15 % di possibilità di ammalarsi di depressione almeno una volta nella vita.". Ognuno.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Ma ammalarsi esattamente di che? "si parla di depressione reattiva quando consegue a un evento particolarmente drammatico; di depressione secondaria se è un'altra malattia (o i farmaci usati per curarla) a provocare i sintomi mentali; e di depressione endogena se non si trovano cause fisiche o psicologiche che la giustifichino, e si ritiene pertanto che l'origine del male sia da ricercare nei meccanismi di funzionamento del cervello. Sebbene quest'ultima forma sia la più grave e purtroppo anche la più comune, è importante che le altre vengano riconosciute, perché vanno trattate in maniera diversa.". ...
BËL (00)
BRÜ (00)

casamorta
E' vero, Turkish, oggigiorno la depressione colpisce con maggiore frequenza che in passato persone molto "forti", o ritenute tali (poi si potrebbero aprire altre pagine di analisi sociologica, perciò mi fermo...). Il dramma nel dramma è anche che spesso, con ripercussioni di vario tipo, finisce per colpire più duramente le persone intorno al "malato" che lo stesso.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
@Turk: (secondo me si sbaglia a parlare di "debolezza" come causa: trattandosi di una malattia, può colpire chiunque, anche persone molto "forti".) Questa è una cosa che mi da molto da pensare, un punto di vista che non mi era mai capitato di prendere in considerazione, lo ammetto. Hai ragione tu, nessuno è immune, e questo fa paura. Però continuo ad essere dell'opinione che la depressione sia conseguenza diretta di un periodo di estrema debolezza psicologica, ovviamente causata da fattori differenti. Anche la persona "forte" può cadere, effettivamente, ma se in un periodo si ritrova relativamente debole. Funziona come il Virus contro gli Anticorpi e quindi è come dire: spero di essere sempre forte per evitare di ammalarmi.
BËL (00)
BRÜ (00)

sfascia carrozze
Però Kosmo, ecco, veda, aldilà del fatto chè io (come la maggioranza dei convenuti, e credo anche Lei) costui non sappia minimamente chì sia stato e quali le reali ragioni (e quale anche il grado della teorizzata malattia: ne era consapevole? E' stata certificata/diagnosticata? Era in cura?) che lo hanno spinto a agire in tal irrimediabile senso, mi lascia un poco perplesso il messaggio (subliminale, o forse sono io che interpreto male cercando l'antipatico pelo nell'uovo) che l'editoriale potrebbe ingenerare: ovvero ci (intra)vedo [e mi perdoni sè erro, ma ci leggo anche questo] una sorta di trasversale e accettabile rispetto (apologia?) sul merito del "gesto" compiuto. Non sò. Ci dica Lei.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
"ne era consapevole? E' stata certificata/diagnosticata? Era in cura?", ma non si capisce dall'editoriale? Se poi hai letto i commenti e non mi pare, si capisce che a) io so chi era Enke (ma come ti permetti?) b) lui della sua depressione ne era cosciente e il padre psicoterapeuta e la moglie e gli amici ne erano coscienti c) era malato già prima dei suoi drammatici fatti della vita d) curarsi seriamente in una clinica voleva dire fare una pubblica ammissione e prendersi una pausa dal calcio e) già in precedenza qualcuno l'ha fatto, un suo collega, ed è stato un macello mediatico e familiare f) non non è un'apologia (vogliamo usare termini ridimensionati per favore? qui non si sta facendo propaganda) g) di fronte al libero arbitrio rispetto sempre. h) non lo considero un gesto di vigliaccheria ("emerita stronzata"), al limite un gesto di resa.
BËL (00)
BRÜ (00)

casamorta
..adesso qualcuno si incazzerà, perciò sia chiaro: PARLO SOLTANTO PER ME, ok? Bene, vedo il suicidio come l'atto estremo (più o meno conscio) per difendere, salvare, e liberare il proprio Io in una situazione di estrema drammaticità. Spero di non avere offeso nessuno.
BËL (00)
BRÜ (00)

panapp
panapp Divèrs
E quei buffoni de "Lo Zoo di 105" l'altro giorno stavano (s)parlando appunto di calciatori e depressione dicendo che gli sembra impossibile che dei giocatori ricoperti di soldi ed onori possano scivolare nel male di vivere; ovviamente non parlavano in questi termini, ma usando le più disparate formule volgari e stracolme di parolacce. Banda di idioti.
BËL (00)
BRÜ (00)

frantz
bellissima pagina!
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
(x Sfascia, tra l'altro dopo la sua morte c'è stata una conferenza stampa dove ha partecipato il suo medico cha ha confermato la malattia e che il portiere ne fosse gravemente colpito. Sì era in cura, quindi.)
BËL (00)
BRÜ (00)

MaTaCà
Bell'editoriale. Però non colgo il topoi. Dear Kosmo, illuminami. Possibilmente non con un accendino e una tanica di benzina. Si parla di suicidio, di calcio, di depressione, di fama, di traumi passati, dell'esser genitore o di cosa principalmente? No perchè così si può contestualizzare meglio il pensiero da esporre.
BËL (00)
BRÜ (00)

MaTaCà
"i" tòpoi.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Matacà ciao, a me piace raccontare storie e che la morale ognuno se la faccia da sé. A ben vedere mi pare che sia più facile discutere sul suicidio se sia una stronzata si o no, sulla depressione se sia una malattia o no, ma sui tabù nello sport.. non a caso sono tabù, appunto :)
BËL (00)
BRÜ (00)

cappio al pollo
cappio al pollo Divèrs
Bell'editoriale, bella pagina. Brava Kosmo e bravi tutti. Avrei due quesiti da porre in merito all'accaduto e a quanto s'è detto tra i commenti: a) cos'ha da offrire/ricevere un uomo depresso? b) Perché adottare la fanciulla, nelle sue condizioni?
BËL (00)
BRÜ (00)

sfascia carrozze
Scusa Kosmo, ma chissà perchè immaginavo non gradissi l'ultimo post; come ho già detto di questo Signore non saprei proprio nulla (ribadisco: mai sentito neanche nominare prima dell'insano "gesto"). Non mi pare inoltre che sia esattamente obbligatorio leggere proprio tutti-tutti i commenti: ho letto l'editoriale e ne ho ricavato le considerazioni che ho espresso poco sopra. Non avevo capito che conoscessi questo Signore personalmente: se è così me ne spiaccio ulteriormente per te e per i Loro congiunti; questo non mi esime nel continuare à ritenere quanto espresso sopra. Nel merito del punto d) "curarsi seriamente in una clinica voleva dire fare una pubblica ammissione e prendersi una pausa dal calcio".. quindi sarebbe in qualche modo accettabile "suicidarsi" anzi che prendere atto (anche pubblicamente) del problema. Può darsi.
BËL (00)
BRÜ (00)

sfascia carrozze
A seguito del termine "apologia" ci sarebbe un punto interrogativo: forse è sfuggito, vabbè. Dato che l'argomento è fin troppo delicato preferisco evitare ulteriori, sicuramente inutili considerazioni derivanti (evidentemente) da due punti di vista troppo diversi sull'argomento. Su una cosa credo si possa placidamente concordare: pace all'anima Sua. Ci sentiamo.
BËL (00)
BRÜ (00)

Skeletron
"Non avevo capito che conoscessi questo Signore personalmente" questa punge. cmq i commenti di sfascia carrozze mi paiono più che condivisibili.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
@Sfascia: (Non avevo capito che conoscessi questo Signore personalmente: se è così me ne spiaccio ulteriormente per te e per i Loro congiunti;): Sfa', io credo intendesse dire che lo conosce come personaggio pubblico e non personalmente, ha infatti detto "io so chi era Enke". Questo non cambia il discorso, comunque. E' solo un appunto.
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
@Skeletron: pungente ironia dici? Può darsi, ma perderebbe di senso visto e considerato che: 1) non è strettamente necessario conoscere di persona qualcuno per essere sensibili ad un dolore (anche se è diverso); 2) Sfascia afferma che, prima della tragedia, non sapeva minimamente chi fosse Enke (lo dice anche di Kosmo ma non si parla di "conoscere" ma di "sapere").
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Sfascia mi prendi per il culo? apologia con o senza punto interrogativo non cambia di significato. In questo contesto è sproporzionato quanto lo è il termine "stronzata". Cioè a te questi termini sfuggono come un rutto dopo la peperonata? Clicchi enter a causa di uno spasmo involontario al gomito? Hai fretta, ti scappa la cacca? "quindi sarebbe in qualche modo accettabile suicidarsi anzi che prendere atto (anche pubblicamente) del problema." Ma chi ha detto che sarebbe accettabile? il punto d) è strettamente legato al punto e). Devo farti un disegno alla lavagna? D) + E) = "Lui stesso non è riuscito ad uscire dalla paralisi emotiva per il timore di perdere la patria potestà sulla seconda figlia adottata, e l'autostima di gran sportivo con il prevedibile risultato di ritrovarsi al centro di un gorgo metifico, composto da clamore, scandalo, derisione, isolamento. Un uomo in trappola.".
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
a me non punge, Skele, e nemmeno fa solletico. E' una battuta squallida. Punto.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Cappio ciao, (secondo mein questo specifico caso) a) ha offerto un sogno sportivo a migliaia di fans, e ora merita di ricevere rispetto. b) forse è stato un tentativo per lenire la mancanza dell'altra figlia, poi non dimentichiamo che c'è anche una moglie, non avrà deciso da solo e solo per sé. Grazie per essere passato.
BËL (00)
BRÜ (00)

Alfredo
"(Appunto il "poco delicato" ho fatto notare.) La verità è che ora mi seccherebbe iniziare una polemica"---> Jim, ma quale cazzo di polemica vuoi iniziare? a fronte di cosa?
BËL (00)
BRÜ (00)

Alexander77
???
BËL (00)
BRÜ (00)

Alexander77
Ho sempre pensato che Kurt Cobain fosse uno stupido egocentrico egoista, fino al giorno in cui scoprì che era bipolare (il bipolare alterna momenti di depressione a fasi maniacali di "eccitazione" e felicità fasulla). Molti di loro assumono droghe proprio per alleviar le loro sofferenze; altri (purtroppo...in genere quelli più sensibili) risvegliano sintomi che in molti casi avrebbero potuto rimaner latenti tutta una vita proprio a causa dell'uso di droghe, che ne pregiudicano le condizioni mentali e fisiche. Giudicar queste persone è un errore a meno di non saper esattamente cosa provano, averci a che fare è una delle cose più frustranti al mondo, e non c'è verso di convincerli che hanno una visione distorta della vita, perchè non è una questione di opinioni.

BËL (00)
BRÜ (00)

Alexander77
Cobain era bipolare, anche Hendrix, Mozart e Beethoven, Charlie Parker, Jeff Buckley eran bipolari, e molti altri ancora...Staley sembra fosse maniaco depressivo (le droghe non hanno fatto altro che trascinarlo sempre più giu'). Credo che Enke meriti lo stesso rispetto delle persone citate e di qualsiasi altro individuo che abbia sofferto di tale male! E credo sia esattamente ciò che K sta dicendo...
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
ciao Alex e grazie.
BËL (00)
BRÜ (00)

sfascia carrozze
Va bene Kosmo: scusa se ho osato esprimere i miei (forti)dubbi e la mia (debole)opinione nel merito. Sè proprio ritieni che io abbia necessità di un disegnino alla lavagna lo guarderò con interesse. Ringrazio per il tono amichevole (culo, rutti, spasmi e cacca in effetti sono il mio pane quotidiano, come ben sai) e tolgo il disturbo. Notte. P.S. Tengo a precisare che non ho fatto una "squallida battuta": ho davvero inteso che lo conoscessi personalmente.
BËL (00)
BRÜ (00)

Skeletron
"Sè proprio ritieni che io abbia necessità di un disegnino alla lavagna lo guarderò con interesse" te l'ha già fatto -> "D) + E) = "Lui stesso[..]"<- e poi "Tengo a precisare che non ho fatto una "squallida battuta": ho davvero inteso che lo conoscessi personalmente" ce ne vuole eh?
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
@Alfredo: (Jim, ma quale cazzo di polemica vuoi iniziare? a fronte di cosa?) No, niente, semplicemente sono molto pignolo e quando vedo uno che scrive A, poi è d'accordo con B, poi dice che effettivamente aveva già parlato di C (ma dove?) senza mai esprimere un'opinione concreta, mi vien voglia di dare polemica. Così, per gusto.
BËL (00)
BRÜ (00)

Alexander77
Ciao K...di nulla...io stesso, come chiunque altro, ho avuto idee forti (che forse non sono in toto sbagliate...in fondo esistono individui più forti di altri caratterialmente, alcuni riescono a venirne fuori...ma il punto è che non si può farne una colpa) su queste persone...ho avuto la fortuna di conoscerne una, di riconsiderar l'argomento e di informarmi...difficile capire quello che passano, forse impossibile da descrivere!
Jim, stai sempre a polemizzare..parliamo di f?;)
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
Certo Alex!
BËL (00)
BRÜ (00)

turkish
turkish Alto Papàvero
Non ho ben capito perché sfascia e kosmo stiano "litigando": temo ci sia stato un fraintendimento, a un certo punto, da qualche parte. Comunque, per rispondere a una domanda posta da sfascia (o almeno così mi sembra): io in effetti penso che il suicidio sia un diritto. Quindi, dal mio punto di vista, un'apologia del gesto di Enke ci può anche stare, no? Kosmo lo chiama "rispetto di fronte al libero arbitrio", ma il concetto è quello. O no?
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
si un fraintendimento c'è quello sul farmi le condoglianze (li mi sono pizzata, aho!). E ieri sera ho esagerato un po', chiedo venia per il linguaggio. Con l'ed ho tentato piu di fare una fotografia della storia, che dare una giustificazione. Anch'io le mie perplessità, come quella di scegliere una maniera - il treno - che ha coinvolto nella sua morte uno sconosciuto, il conduttore dello stesso, e in senso lato la gente che c'era dentro. Era un regionale rapido delle sei di sera, cioè probabilmente quello più zeppo di pendolari. E' questo gesto plateale che mi ha scosso, più che la questione del suicidio in sé, visto che sull'argomento ho sviluppato un'alta tolleranza per questioni personali. (...)
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
il problema è Turk, che ci può stare se si accettasse che ci può stare "come editoriale nella home". Credo d'aver toccato molti nervi scoperti con questo editoriale, non lo farò più promesso! :)
BËL (00)
BRÜ (00)

JimMorrison
JimMorrison Divèrs
(non lo farò più promesso!) Ma dico, vuoi metterti a litigare anche con me, adesso? :)
BËL (00)
BRÜ (00)

casamorta
eh eh, la scelta del metodo di suicidio dice molto (a volte tutto) sulla personalità dell'autore del gesto e le cause del suo malessere. Ma non voglio intristire nessuno...adesso è l'ora della birrozza gelata, del frittatone di cipolle, e del rutto libero mefitico!! See ya
BËL (00)
BRÜ (00)

ILM_igliore
Siete in grado di litigare anche in questi momenti siete dei pagliacci.......Robert Enke:

BËL (00)
BRÜ (00)

MaTaCà
La "morale" come tu dici, non è insita in ogni storia. Anzi. Poi dipende anche da quale significato dia tu alla parola. Perchè talvolta si confonde e cela dietro altri significati insulsi e bigotti che niente vi hanno a che fare. Per la morale di questa storia è facile cadere in passi falsi o banali considerazioni. Sei stata abile a mischiare gli argomenti così da velare meglio le provocazioni. Però non concedi semplici repliche o considerazioni in risposta, proprio a causa della varietà dello scritto. Troppi argomenti scottanti, insomma. Comunque brava.
BËL (00)
BRÜ (00)

Skeletron
certo che un pò di buonismo non poteva mancare, no? migliore, ma sei sempre tu? sei cassini?
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
impressionante Migliore, non so agli altri ma a me quel video fa venire i brividi...
BËL (00)
BRÜ (00)

Skeletron
e perchè dovrebbe?
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Matacà, capito, considera però che questo scritto è ristretto dentro ad un formato che non dà spazio ad approfondimenti, purtroppo.
BËL (00)
BRÜ (00)

MaTaCà
No no, non devi giustificarti. Nella peculiarità sei riuscita a creare uno scritto forte e d'impatto che, a fine lettura, crea diversi meccanismi di lettura e si pone al centro di svariati embrioni discorsivi. Il senso del mio post è da riferirsi al fatto di aver assistito a vari commenti. Vari pensieri e comportamenti. Varie idiosincrasie. Hai perfettamente colto nel segno in pratica. A me è piaciuto, limitatamente alla sua lettura. Non lo commento entrando nel merito per i motivi sopracitati. Di nuovo brava.
BËL (00)
BRÜ (00)

nes
nes
scritto benissimo l'editoriale( come sempre quando scrive k) il contenuto però preferisco non commentarlo. qualcuno ha scritto "io i miei morti me li porto dentro" non troppo tempo fa, e tutti lo hanno appoggiato. non vedo per quale motivo adesso i morti degli altri dobbiamo sbandierarli ingiro discutendoci sopra ( non è una critica all'editoriale, ma al fatto che ognuno possa dire la propria, non era meglio quando i commenti all'editoriale ognuno se li teneva per se o al limite li abbozzava nella playlist?).
BËL (00)
BRÜ (00)

marpado
Non giudico il gesto, nè tantomeno l'uomo. Davanti alla morte c'è solo il silenzio, come ha già detto qualcuno. Solo descrivere quella strana tristezza infantile che mi tocca quando muore uno sportivo, un calciatore in particolare, come fu con Feher, Foè, Puerta e tutti gli altri. Eroi intoccabili e invincibili, incarnazioni di sogni e speranze di milioni di tifosi, una vita fortunata e invidiata e la beffa delle beffe di non potersela godere fino alla fine. Quest'anno a Pes gli avevano fatto anche il volto personalizzato. R.I.P, Enke.
BËL (00)
BRÜ (00)

marpado
Kosmogabri le parole che hai usato per descrivere il ruolo del portiere sono meravigliose, le migliori che abbia mai letto.
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Skele: brividi ambivalenti, perché penso a tutti quei bambini che lo vedevano come "mitico", ma anche a lui che si fa bombardare da loro. Nes: non capisco il tuo discorso, quindi non si dovrebbe piu parlare di morte in questo spazio? sui commenti non so che dire, è una roulette. Marpado: grazie. Molto bella e significativa la frase "solo descrivere quella strana tristezza infantile che mi tocca quando muore uno sportivo".
BËL (00)
BRÜ (00)

nes
nes
kosmo ti ho risposto in pvt qua non me lo faceva mettere, forse troppo lungo non so...
BËL (00)
BRÜ (00)

nes
nes
provo ora a inserirlo spezzato in 2:__-- non so kosmo, non dico non parliamone, dico solo che un giorno diciamo che è bello che ognuno i propri morti se li porti dentro, il giorno dopo siamo tutti a parlare della morte di caio, o tizio... non è una critica ma una considerazione, cambiamo idea veramente in fretta. Poi leggere ( ripeto senza offesa per nessuno):"quando muore uno sportivo, un calciatore in particolare, come fu con Feher, Foè, Puerta e tutti gli altri. Eroi intoccabili e invincibili, incarnazioni di sogni e speranze di milioni di tifosi, una vita fortunata[...])" rigurado a una recensione che comincia con una frase del calciatore morto che ciata:"Io non voglio minimizzare il calcio, ma è appunto soltanto calcio." (R. Enke) mi fa riflettere su quanto poco riflettiamo realmente sul tema trattato nella recensione, su quanto poco ci concentriamo su ciò che leggiamo. (continua)
BËL (00)
BRÜ (00)

nes
nes
(continua da prima): Sembrerebbe che siamo più interessati a dire quello che abbiamo in testa piuttosto che non qualche cosa di pertinente con il testo proposto ( Ti prego Marpado , non te la prendere, ho preso ad esempio la tua frase, ma avrei potuto prenderne centinaia di altre, sicuramente anche mie). quindi Kosmo volevo solo dire questo: non ho nulla da dire sulla morte di enke, solo una riflessione su come il nostro modo di esprimerci sul sito, sia a volte condizionato da un desiderio di "protagonismo"( brutta parola ma non me ne vengono di migliori). Spero di essere stato chiaro e non aver offeso nessuno, se così è stato me ne scuso anticipatamente e sono pronto a fare ammenda.
BËL (00)
BRÜ (00)

Hardrock92
Guarda nes, quello che hai detto lo trovo condivisibile, però secondo me l'editoriale non và preso come occasione parlare di QUESTO suicidio (non solo almeno), ma per parlare appunto del suicidio tout court, in via generale appunto; e in effetti, se noti, per la maggior parte è successo così. Complimenti per lo scritto Kosmo :-)
BËL (00)
BRÜ (00)

pixies77
"io in effetti penso che il suicidio sia un diritto. Quindi, dal mio punto di vista, un'apologia del gesto di Enke ci può anche stare, no? Kosmo lo chiama "rispetto di fronte al libero arbitrio", ma il concetto è quello. O no?"
ciò presuppone nell'atto del suicidio una lucidità più o meno assoluta. non credo sia così.
BËL (00)
BRÜ (00)

jack daniel's
mi dispiace per quel che è successo, la depressione è una brutta bestia.
BËL (00)
BRÜ (00)

lector

V - Goal

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non vedere l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce,
con parole e con la mano, a sollevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla - unita ebbrezza- par trabocchi
nel campo: intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questi belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
- l’altro- è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.

La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch’io son parte. (Umberto Saba)
BËL (00)
BRÜ (00)

Dì la tua! (Se proprio devi)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi: