L'ossessione dell'ottimismo

In un mondo in cui il tempo della propria vita va barattato in cambio di denaro, il disoccupato non può che essere un escluso, un dannato a cui è capitata la sfiga di non poter leccare i piedi di qualcuno più furbo di lui in cambio di soldi, e quindi della "normalità" del quieto vivere quotidiano. Niente scandalizza di più, oggi, di una persona che abbia intere giornate libere in cui scegliere cosa fare e cosa non fare, a quale ora alzarsi la mattina, a quale ora mangiare, dormire, uscire di casa. Ci hanno insegnato questo "horror vacui" del tempo per cui averne a disposizione è una mancanza di rispetto, o una vergogna.

I progressisti arrivano con somma magnanimità a considerare i disoccupati degli handicappati sociali da aiutare con politiche mirate, vanno in giro a fare la questua di buone intenzioni con la mano sul cuore affinché si trovi qualcuno disposto a dare quattro spicci a 'sti disperati, e poi contenti così.

Pochi, invece, li considerano per quello che sono: la classe di inadatti e sofferenti che la modernizzazione ha creato dal nulla e di cui nessuno vuole sobbarcarsi l'onere. Perché la razionalità produttiva impone nuovi valori, ad esempio che si vale qualcosa solo se si è materialmente utili, quindi abbiamo fatto tabula rasa anche del più elementare diritto alla sofferenza. Chi soffre perché schiacciato dalle logiche competitive senza uscirne vincente va resettato e riadattato. La sua sofferenza è scandalosa, in questo mondo che offre così tante opportunità, non può essere presa sul serio.

Eh già. Ci vuole ottimismo e coraggio, che mai come oggi sono stati doveri così ossessivamente imposti. Chi soffre a indossare i panni del vincente ad ogni costo non ha spazio e non deve averne: siamo dentro un’enorme festa dove tutti sono belli e devono divertirsi, e guai a chi rovina l’atmosfera.

Diciamolo chiaro: per molti giovani il futuro non è una speranza, ma una minaccia. Fingere il contrario è il più grosso tentativo di fare buon viso a cattivo gioco mai visto nell storia. Ma chi ci vuole vivere in un società che usa i bisogni base degli individui (casa, famiglia) come ricatto per dettare condizioni da padrone? Forse chi si trova dalla parte di chi i ricatti li può fare, o gli illusi trionfalisti che sperano prima o poi di arrivarci. Ma per gli altri il futuro sarà l'onesto lavoro, cioè la vittima impotente, resa tale da leggi e istituzioni, allo scopo di fargli scontare tutti gli errori di chi sta sopra di lui.

Mi lamento troppo, vero? Molti dicono che proprio un lavoro "serio" mi farebbe passare certe "fantasie". Ed è così che involontariamente svelano la spaventosa etica del lavoro di oggi: quella di una pialla levigatrice, un collegio educativo per ridurre alla ragione ogni desiderio di innocente libertà e trovare finalmente gratificazione nel conforme, nell'ovvio. Una scuola che forgia uomini tutti d'un pezzo, che insegna a campare come si deve, altro che romanticherie e poesiole su quant'è bella la vita.

Scriveva un poeta, appunto, tanto tempo fa, in un'Italia lontana lontana:

«Credono che preferire la serietà al riso sia un modo virile di affrontare la vita. In realtà sono dei vampiri felici di veder divenuti vampiri anche le loro vittime innocenti. La serietà, la dignità sono orrendi doveri che si impone la piccola borghesia.»

La storia insegna effettivamente che ad essere così poco ottimisti e angosciati si finisce male: l’hanno fatto fuori.
Colpa sua, s'intende.


Stoney , Il 26 gennaio 2010 — DeRango: 0,00

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

marpado
Stoney, io ti voglio bene.
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algol
Un grande editoriale che mi sento di sottoscrivere appieno. Viviamo in un sistema malato.
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Shò
ti dico solo che lo ho copia-incollato su una pagina di word. Davvero sono d'accordo su ogni virgola e accento del tuo editoriale. Ogni persona ha una sua storia ed una sua umanità, e quindi andrebbe quantomeno rispettata, e tu questo l'hai evidenziato in modo impeccabile. è davvero bello sapere che esistono persone capaci ancora di astrarsi senza vergogna da questo sistema di credenze labirintico e in parte stomachevole.
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Flo
Flo Evangelìsta
Ah ma allora il discorso di ieri non era casuale! Comunque bell'editoriale, davvero. Non posso che associarmi agli altri e sottoscrivere.
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nes
nes
"il futuro non è una speranza, ma una minaccia" L' editoriale vale la pena di essere letto anche solo per questo concetto.
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fedezan76
Condivido poco o niente di questo editoriale. Perlomeno questo punto di vista adolescenziale e disfattista. La disoccupazione è un problema più ampio, mentre qui leggo solo una mancanza di volontà ad integrarsi. Se può essere comprensibile un giudizio sul male del sistema, non è solo la modernizzazione che lo ha generato. Ogni società, consumistica o no, si fonda sulla cooperazione e sulla responsabilità. Pertanto l'individuo che NON VUOLE integrarsi e collaborare, deve perlomeno assumersi le proprie responsabilità. E non pesare sempre e solo sugli altri. Una visione più ottimistica della vita ti aiuterebbe sicuramente, il pensiero positivo è fondamentale all'uomo per raggiungere i propri obiettivi. Prendilo solo come un suggerimento. Nessuno può o deve imporre niente a nessuno.
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algol
Il punto è proprio questo fedezan. Questo sistema di merda capitalistico e consumistico è pesantemente imposto e non è che favorisca molto un evoluzione dell'individuo o un pensiero "positivo".
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Stoney
@federzan76 Avresti ragione se "integrarsi" significasse anche solo lontanamente "collaborare" come implicitamente sostieni. Viviamo in un paese in cui la metà della ricchezza è in mano al 5% della popolazione, e devo sentirmi responsabile io che "non collaboro", cioè che non rendo quel 5% un 4 o un 3% ancora più ricco (o forse che non mi faccio il culo per entrare dentro quel 5%, non so cosa intendi). Chi è il vero disfattista?
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fedezan76
Questo lo capisco e in parte pure lo condivido, algol. Ma cosa facciamo allora ? Dobbiamo per questo "lasciarci" vivere? Non si ottiene nulla pensando sempre e solo al lato negativo delle cose o piangendosi addosso. Ti parla uno che ogni mese cerca di far quadrare i conti. Ma trovo la felicità nelle cose più semplici: l'amore, la famiglia e perchè no il lavoro. Bisogna imparare a vedere il bello nelle piccole cose. "Nella rugiada delle piccole cose il cuore scopre il suo mattino e si conforta" (Khalil Gibran) Spero che quello di stoney fosse solo uno sfogo, dovuto a un momento poco lucido.
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Stoney
Non c'è niente di più offensivo di qualcuno che dall'alto delle sue buone intenzioni butta una palata di merda su ciò che credi e che senti bollandolo come "poco lucido". Ebbene non era uno sfogo il mio, io credo veramente in ciò che scrivo. Tu sei uno di quella categoria di persone che delegittima chi la pensa come me. Mi hai dato del matto e mi rendo conto che nemmeno te ne sei accorto. Bene, chiusa qui la discussione.
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fedezan76
No, stoney, non travisare le mie parole. Ho detto solo che speravo che quello che hai detto derivasse solo da un momento di sconforto. Ora che mi confermi che non è così, pazienza. Non condivido e mi spiace della tua visione, che per quello che penso nuoce a te e a chi ti sta accanto. Ma non mi permetterei mai di darti del matto o di dirti che sei in torto.
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algol
Non credo che Stoney (nè io) ci si "lasci vivere" come dici te. Manifestiamo il disagio di non poter vivere per davvero e di doverci dimenare come salmoni controcorrente per dei brandelli di verità. Verità riguardo a chi saremmo potuti essere o diventare, liberi da ogni costrizione o sovrastruttura distorta come quelle che drammaticamente vengono poste oggi come modelli assoluti.
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fedezan76
Se questo stile di vita vi rende felici, allora sono contento per voi. Ma quello che colgo dal'editoriale o dai vostri commenti è che non siete felici. Magari mi sbaglio. Ma se è come penso, cercate la felicità. Anche in un onesto lavoro o in un onesto amore. Possono darvi molte soddisfazioni. E fanculo al 5%. Forse nemmeno loro sono davvero felici.
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Coelum
Coelum Divèrs
Credo che il "riso" che citi e di cui io stesso sono promotore sia in stretto contatto con l'ottimismo. Il riso, come l'ottimismo, dà la forza di guardare avanti. L'importante è mantenere il cervello ben oliato per discernere e capire. Capire di essere in un sistema malato, ma sorridere, pensare e studiare per essere liberi.
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algol
Alcune cose mi rendono felici, altre no. A momenti lo sono ed in altri sono incazzato come un cobra ... mi sembra umano ma anche talmente ovvio ... insomma credo che qui si volessero focalizzare quei momenti e quelle dinamiche che non contribuiscono esattamente all'armonia ... Il tutto senza arrendersi e anche col sorriso sulle labbra come giustamente ricorda Coleum. Io però non posso non pensare che il mondo stia andando alla deriva pur non perdendo di vista e continuando a coltivare il mio microcosmo d'amore e di affetti.
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laRock
oh DeUtente Stoney, nessuno in questo momento avrebbe potuto descrivere meglio trasformando in parole ciò che sento adesso! Mi alzo dal letto,talvolta, provando un qualcosa che s'avvicina tremendamente (ed orribilmente) ad un senso di colpa per aver perso un lavoro. L'inettidudine mi avviluppa completamente. Invece, credo avrei dovuto sentirmi in quel modo quando la scrivania l'avevo, ma c'era poco lavoro e non venivo stipendiata da mesi. Ma sono a casa senza far nulla di "utile" e dunque che io legga, m'interessi alle arti più svariate o passeggi, la sensazione è sempre la medesima: sono inadeguata. Ma...inadeguata rispetto cosa?
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algol
Guarda ... io un lavoro ce l'ho (e per fortuna) e mi sento inadeguato uguale. Un cazzo di automa che cerca di tirare avanti e che deve pure ringraziare per la merda quotidiana che mi consente di provare a vivere nelle restanti ore della mia esistenza.
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Coelum
Coelum Divèrs
Credo che il "riso" che citi e di cui io stesso sono promotore sia in stretto contatto con l'ottimismo. Il riso, come l'ottimismo, dà la forza di guardare avanti. L'importante è mantenere il cervello ben oliato per discernere e capire. Capire di essere in un sistema malato, ma sorridere, pensare e studiare per essere liberi.
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panNZZOone
@Stoney meta' della ricchezza in mano al 5 per cIIIento della popolazione???? Ma tu hai idea di quanti evasori fiscali che girano con la "panda" ci sono nel nostro paese? tu non hai idea , lasciamo perdere altro che chiacchere "buoniste". l'ho gia detto, troppa gente predica bene e razzola male . Oggi lamentarsi significa avere sempre e comunque ragione. e' questo il danno. Ci sono persone che veramente stanno a pezzi ma sono dignitose, anche se avrebbero si bisogno di aiuto . Ti dico di piu', ormai non mi fido piu' di quelli che piangono sempre e troppo.
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laRock
per dignitose intendi "mute"? e "piangere troppo" per caso significa manifestare il proprio disagio cercando l'umana comprensione ed il dialogo? mah...
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Skeletron
@larock: "Se riesci a passare un pomeriggio assolutamente inutile in modo assolutamente inutile, hai imparato a vivere"
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panNZZOone
la rock intendevo dire che molti continuano a lamentarsi della qualita' della vita ma che in realta' sono degli ottimi benestanti , dicono di guadagnare poco ma e' vero il contrario , pagano le tasse quando gli capita e sparlano anche male del loro paese , e tu lo chiameresti propio disagio? suvviasu
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cappio al pollo
cappio al pollo Divèrs
Bellissimo editoriale, Stoney. Uno dei migliori che abbia mai letto. Penso che le due tesi sostenute in questa pagina (mi riferisco al seguito dell'editoriale, i suoi commenti) siano entrambe "corrette". Nel senso che per quanto riguarda la nostra società, purtroppo, ha ragione fedezan76, ma se facessimo astrazione da quello che questa rappresenta oggi e ne idealizzassimo una alternativa come quella presumibilmente ipotizzata da Stoney (e non solo...), con buone possibilità non sarebbe meno "corretta" di questa. E' sempre il solito discorso delle convenzioni. Talvolta ne siamo vittime. Ma così è (se vi pare). L'unica sarebbe seguire le orme di Alexander Supertramp insomma. Comunque a proposito dell'editoriale, ma anche no, consiglio:

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laRock
ah beh se t'addentri in casi specifici, permettimi, è tutt'altro discorso. Skeletron, insomma chi determina l'inutilità di un pomeriggio? Gli altri! Era quella la questione in realtà!
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Stoney
@Panzone, questo succede perché qui l'imperativo è essere più figli di puttana del proprio vicino, per avere il culo parato. Quelli di cui tu parli non sono dei pazzi o dei deviati, sono i figli perfetti della nostra morale e del nostro modo di vivere, che insegna l'onestà solo per facciata, ma incita in sostanza a mettere i piedi in testa a chiunque capiti, per primeggiare. E siccome nessuno ci sta a fare la parte del perdente, se messo alle strette può arrivare a fare cose disoneste o discutibili.
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Stoney
Inoltre, tu non mi conosci. Io non sono un benestante, ma anche se avessi i quattrini che mi escono dal culo, anche se vivessi in una reggia, non significherebbe certo che il disagio di cui parlo non esiste. Una realtà esiste o non esiste indipendentemente dallo stile di vita di chi ne parla. Se pensi che quello che ho detto è sbagliato accomodati, ma critica le idee, non il mio presunto stile di vita.
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Mike76
"Io non sono un benestante, ma anche se avessi i quattrini che mi escono dal culo, anche se vivessi in una reggia, non significherebbe certo che il disagio di cui parlo non esiste. Una realtà esiste o non esiste indipendentemente dallo stile di vita di chi ne parla." Già, e magari anche il 5% della popolazione che ha metà della ricchezza in mano prova lo stesso disagio che hai tu.
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fedezan76
@cappio: la tua è una bella disamina, ma la mia non è una tesi. La mia è azione (o reazione vedila come vuoi). Ideologicamente io sto dalla parte di stoney. Ma volenti o nolenti, questa è la nostra realtà. Mi piace sognare, ma allo stesso tempo so distinguere tra sogno e realtà. E soprattutto so distinguere il sogno dall'utopia. E cerco la felicità nel modo in cui mi è consentita, dalle mie capacità, dalla società, dal caso. La cerco, lottando. Non la aspetto.
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panNZZOone
Stoney guarda che non mi stavo riferendo a te , cosa centri tu? no mi dispiace ma non sono d'accordo non e' questione di fare la parte del perdente , e' Questione di fare la parte di "facciata" del perdente , ma continuamo a giustificare tanto a criticare che ci vuole? la rock tu li chiami casi specifici? se lo dici tu
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laRock
non è la maggioranza (ottimi benestanti), non è una generalizzazione. Mi pare invero alquanto delineata la figura che tracci, dunque confermo, è abbastanza "un caso" e tutto sommato "specifico".
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panNZZOone
un caso che? spiegati meglio
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iside
iside Divèrs
" al mattina vado a dormire presto, verso le sei, sei e mezza..... guardo fuori dalla finestra e vedo la città che si sveglia tutti questi pazzi che corrono cercando qualcosa... mi bevo un tea e mi infilo nel letto, penso :son pazzi." cit. F.R.
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laRock
con "casi specifici" intendevo dire che, nel tuo primo post in questo editoriale ponevi un certo esempio di persone, abbastanza particolareggiato tra l'altro, (pagano le tasse quando gli pare, sparlano del proprio paese, girano con il panda evadendo il fisco ect) una cerchia tutto sommato ristretta, generalizzando. (A mio avviso s'intende, eh? non è che se lo dico io, è verità...mai avuta tale presunzione!) Tutto qui.
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panNZZOone
a ok , allora e' valida la mia risposta precedente : se lo dici tu che e' ristretta ....
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laRock
lo ripeto, non è che ho mai insinuato che "Se lo dico io è verità", dunque l'epressione gergale "se lo dici tu" non mi sembra adeguata. Non parli con una prepotente ne tantomeno con qualcuno di saccente e chiuso, io amo dialogare, dunque se vuoi puoi motivare quanto da te asserito, senza attaccarmi solo per l'uso a tuo avviso improprio del termine "ristretto". Se mi è concesso, uso il vocabolo "ristretto" per intendere "limitato" se rapportato ad una totalità, non per dire che sono tre persone in tutto.
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panNZZOone
Perche' io sono stato saccente? tu hai detto la tua , secondo me non sono cosi' pochi .
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geenoo
Stoney una cosa non ho ben capito: vuoi o non vuoi essere un "disoccupato"? Se la tua è una scelta, massimo rispetto per il "disoccupato". Ognuno nella vita fa quello che vuole. Se non è una scelta cerca un lavoro. Però mi pare di capire che tu non vuoi un lavoro che ti sottoponga a ricatti. Quindi, stante il Sistema in cui viviamo, le soluzione sono tre: a) non lavori e stai contento così; b) ti cerchi un lavoro sotto padrone e smadonni. c) Tenti la strada del "solista". In sintesi: il tuo mi pare uno sfogo rispettabilissimo che però contiene al suo interno delle contraddizioni in termini, sfogo probabilmente dettato da una fase della tua vita. Il futuro è una minaccia per tutti. Non solo per il disoccupato. Pensa un pò all'operaio che ha uno stipendio e ci spera di pagare un mutuo a tasso variabile, mantenere due figli, una moglie, una suocera, una casa, una cane, una macchina? Anche per lui il futuro è una minaccia.
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macaco
Bell´editoriale Stoney. Condivido con qualche riserva anche perché vivo in Brasile e ogni volta di piú mi infastidisce quell´insoddisfazione cronica che leggo in faccia alla gente. Credo siano i sintomi inevitabili di un continente in piena decadenza.
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macaco
Volevo solo aggiungere che a mio avviso la disoccupazione fa parte del sistema stesso, altrimenti come controllare il prezzo del lavoro? Come sarebbe possibile gestire un sistema con piena occupazione?
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pixies77
ok ti sei sfogato. ora tocca al vecchietto sull'autobus:
"quando c'era lui i treni arrivavano in orario".

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Stoney
@Genoo, sicuramente tornerò a lavorare, con buona pace di quelli che più o meno velatamente hanno insultato me e chi la pensa come me nei commenti qui sopra. Saranno contenti che un'altra pecora si allinea al normo-pensiero e torna nel gregge senza mettere in dubbio l'ovile e il pastore che distribuisce il mangime. Ho detto o no che questo sistema ti obbliga a ragionare in un solo modo e che i disadattati devono essere riconvertiti? Se ci fosse una via di fuga il mio discorso non avrebbe più tanto senso.
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Stoney
Per quanto riguarda poi l'esempio dell'operaio, credo che di fronte a una cosa simile una persona sana di mente griderebbe alla violazione dei diritti umani. Chiunque si lanci in spiegazioni pindariche tipo "eh ma la società va così", "eh ma è colpa del mercato del lavoro..." non ha ben chiaro di cosa si parli. Questa gente mi fa paura perché è davvero convinta che esista un modo ammissibile di giustificare l'esistenza di simili abomini, però poi magari fa il pacifista quando vede la guerra in Iraq o si commuove a vedere gli orsi bianchi che si estinguono. Chiunque pensi che questo sia un prezzo da pagare per chissà quale ricchezza o comodità non si rende ben conto di quale sia il problema. Vedi, non siamo nel medioevo, non regna l'ignoranza: sappiamo tutti cosa significhino libertà e diritti, sappiamo tutti come funzionano le cose. Ormai la responsabilità di ciò che facciamo e pensiamo è solo nostra, e se le cose vanno a scatafascio non possiamo dire che non ci avevano avvisato.
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fedezan76
@stoney: non mi sembra che qualcuno ti abbia insultato. Semplicemente ci sono persone che non la vedono come te. O sei forse vittima della teoria del complotto? Puoi sempre fare una scelta di vita e andartene in qualche posto esotico, lontano dallo stress e dalla frenesia dei Paesi capitalistici. Magari in Brasile e forse macaco ti rimedia un posto. Ma sempre dovrai rimboccarti le mani. Questa è la vita.
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sellami
Fedezan, rimboccarsi le maniche sarà vita, ma non mi pare che il problema posto da Stoney sia questo. Viviamo in un sistema malato, se lo stato è malato anche il mondo del lavoro è di conseguenza malato. Almeno questo è quello che ho capito io. Ed è, in gran parte, condivisibile. Così parlò sellami.
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Stoney
Fedezan76 per insulti non intendo parolacce ma qualcosa di molto più sottile. È che mi dispiace, non è che sono un complottista, semplicemente mi dispiace vedere che certi stati d'animo siano minimizzati. Forse è colpa mia che non mi sono spiegato o forse me la prendo troppo. E comunque non mi riferivo a te, ci mancherebbe. Ci siamo chiariti sopra, è tutto a posto.
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fedezan76
@sellami: come ho già accennato ad inizio discussione anche io condivido il male del sistema, che si ripercuote sul mondo del lavoro come logica conseguenza. Quello che sottolineo ancora è che non è lamentandoci o restandone fuori che possiamo cambiare qualcosa. Quello che possiamo fare è lottare per migliorare la vita nostra, dei nostri cari e di quelli che vivono attorno a noi. Cercare di essere noi degli esempi positivi. E sperare che questi esempi possano essere seguiti. E questo lo possiamo fare solo con una visione più ottimistica. @stoney: massimo rispetto per il tuo stato d'animo, se hai capito il senso delle mie parole io voglio spronarti. Non per forza devi adeguarti a tutto. Cerca nelle cose più semplici ciò che può darti la felicità. Tenta di cambiare la prospettiva.
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geb
geb
"...per gli altri il futuro sarà l'onesto lavoro...svelano la spaventosa etica del lavoro di oggi: quella di una pialla levigatrice, un collegio educativo per ridurre alla ragione ogni desiderio di innocente libertà e trovare finalmente gratificazione nel conforme, nell'ovvio." sì, questa è proprio la fiera dell'ovvio. Mi dispiace, ma non capisco il senso del tuo sfogo. Viviamo in una società in evidente declino, ok. La ricchezza ed il suo conseguente sfruttamento è nelle mani di pochi, ok. Ma la ricerca di un "onesto lavoro" è una delle poche cose che ci rimangono da fare....
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geb
geb
....Cercare di fare il proprio meglio, ogni giorno (in questo sono completamente d'accordo con Fedezan76). Essere propositivi, non abbattersi, anche se il conato di vomito è sempre a portata di gola. Essere onesti, con sé stessi e con gli altri. Che altro ci rimane? Se il lavoro non ti gratifica, cambialo. Muoviti, cambia posto, datti da fare, sbattiti. Non credo nelle grandi rivoluzioni. La rivoluzione la fa ognuno di noi, quando suona la sveglia la mattina.
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sellami
No, non rivoluzione! ma rivolta, come insegna l'odiato Max Stirner.
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Sid
Sid
"Cerca nelle cose più semplici ciò che può darti la felicità." mi dispiace, ma questa frase - et similia - è sciocca. significa aver capito poco della condizione umana. Senza rancore.
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fedezan76
@Sid: Io non la trovo per niente sciocca. Perchè dovrebbe esserlo? Vuoi forse spiegarmi tu qualcosa della situazione umana? Comunque il mio è solo un consiglio, l'esempio che posso portare. Non è certo un comandamento.
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Sid
Sid
Oh no, sei tu che devi spiegare: se sei realizzato nel vivere semplicemente, senza preoccuparti di ciò che mangerai o di cosa ti vestirai, come fanno gli uccelli e i fiori, potresti essere il secondo caso di essere umano senza peccato originale. Altrimenti sei un illuso, e sei triste e insoddisfatto, come tutti noi esseri umani.
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Finnegan
daccordo con Fedezan al 100%. Fa tutto schifo, è vero, ma che vogliamo fare? ucciderci?
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Sid
Sid
Uccidersi? Why? Che c'entra? Imparare a non mentire a noi stessi non vuol dire cadere in depressione, ma acquisire consapevolezza, una delle caratteristiche base dell'uomo (in teoria).
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Cornell
Cornell Evangelìsta
Ok ragazzi stiamo per risalire, non andremo a fondo, la crisi è passata, ora inizia la ripresa.. Meno male.. Ma quando è iniziata la crisi? E poi che crisi? Io stavo uguale sia prima che dopo.. Per quanto riguarda il lavoro posso solo dire una cosa: se avete notato, negli ultimi anni, c'è in giro un'incompetenza e una professionalità rasente lo 0 assoluto. Nel senso, se non conosci personalmente uno veramente bravo (es. idraulico, elettricista ecc..) e hai bisogno di farti fare un lavoro, stai pur tranquillo che lamaggior parte di quelli che arriveranno ti faranno un lavoro di merda, facendosi pagare profumatamente. Non c'è più professionalità, tutto è lasciato al caso, hai bisogno una cosa, un documento, qualunque cazzata, anche la più banale, e devi sudare sette camice per averla (quando riesci ad averla). l mondo del lavoro è in mano sempre più ad incompetenti cronici che rivestono anche alte cariche pur non avendone la benchè minima capacità.
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Cornell
Cornell Evangelìsta
Questo un po' mi fa paura. Sapere che l'economia e la pubblica amministrazione è in mano a dei mentecatti incapaci. Gente che da muratore si improvvisa pizzaiolo, da pizzaiolo ad elettricista, da commesso a idraulico. E poi c'è la crisi.. Comunque i centri commerciali, centri benessere, estetisti sono sempre strapieni. Altro che crisi. La gente piange ma al 94 pollici, dvd dolby surround, sky calcio, play, xbox, computer, macchina fotografica digitale, videocamera, unghie e capelli sempre a posto, abbronzatura, bella macchina ecc.. Non ci rinuncia proprio. Anche a costo di fare 35 finanziamenti contemporaneamente. L'italiano è un personaggio assurdo.. Stoney, io ti voglio bene.. Grandissimo editoriale.
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Sprinkler
Ho capito cosa cerchi, De-Utente Stoney. E' una cazzo di Sensazione Inarrivabile, la stessa alla quale tendo anch'io. A volte l'olezzo di questo Sistema pare disumano anche se, probabilmente, delle volte è la stesso che emanano le nostre ascelle.
Siamo Piombati a terra, nel senso proprio di piombo, l'elemento: c'è chi ci cammina bene ugualmente e chi -non potendo levarselo- si lamenta. Insomma, tutto vero..da autoconfusione..ma dopotutto, "Confusion is Next".
Ciao a Tutti.
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giola
Una signora che conosco ha dato lavoro come addetta alle pulizie a una postina, una che, bene o male, un lavoro sicuro ce l'ha. Questo per dire che le colpe ce l'ha anche questa gente come la signora in questione. Complimenti , le ho detto, diamo il lavoro a chi ce l'ha già. Mi toglierà il saluto? E chi se ne frega! Bravo Stoney, ottimo editoriale. Ricordiamoci anche che questo è il paese dove chi ha più di 30 anni è una persona finita.
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giola
Non so se è un abitudine solo qui in Liguria, dove abito, ma qui è uso comune dare un lavoro, nero ovviamente, ai pensionati e ai lavoratori comunali che, non avendo un cazzo da fare entrambi (gli impiegati comunali "lavorano" dalle 8 alle 12,30)pensano sia un bene fregare lavoro agli altri che ne hanno bisogno perchè non hanno alcuna entrata e non sanno come tirare a campare. Io conosco una che ne ha addirittura tre di lavori e che ha il marito professionista che può mantenerla tranquillamente. Alla mattina fa la segretaria in una ditta, al pomeriggio aiuta nella contabilità un commercialista,nei weekend si aggrega a un'impresa di pulizie. Saranno puttanate queste cose che ho raccontato ma anche da questi piccoli episodi si capisce in che razza di paese viviamo. Il paese dei furbi e dei raccomandati, di chi ha troppo senza averne bisogno e chi niente.
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giola
Cornell ha detto cose assolutamente vere, ahimè. terzo raccontino. Una ragazza, figlia di un assessore, lavora in un hotel-ristorante famoso e rinomato in un paese in provincia di Genova, dove il padre è appunto assessore. Lavora come receptionist. No, no ha fatto il linguistico, non ha una laurea in lingue, è studentessa fuoricorso di giurisprudenza. A dire il vero, nemmeno l'italiano sa molto bene.
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geenoo
Stoney, ok. Quindi, per te, quale sarebbe la ricetta? Ovvero, come si potrebbe concepire questo Sistema? Magari in maniera, come mi pare tu proponga, che non ci siano più sfruttati, che ci siano soldi per tutti, che non ci siano più padroni, che tutti siano felici ed ottimisti, che non ci siano logiche competitive perchè tutti arrivano primi (o non ci sono ultimi)? Credo che tutti noi tendiamo al Mondo Perfetto. Un mondo in cui non ci sia dolore, sofferenza, sfruttamento, ipocrisia. Ma solo felicità, prosperità ed amore. E sai che penso io? Ci arriveremo a quel punto, e sarà il metro del nostro progresso. Ma per adesso, e da millenni, è così. Ed "è così" è una gabbia trasparente ed infrangibile da cui non si può uscire.
BËL (00)
BRÜ (00)

fosca
fosca Divèrs
Ragazzi, arrivo come sempre in netto ritardo e commento senza avere letto completamente tutti i vostri post (perchè sono in ufficio a tirare su i dindi per campare e quindi fare la pecora), per cui esprimo 2 cose al volo: Mah, dipende inanzitutto dai motivi per cui uno oggi, il tempo libero ce l'ha: un conto è averne perchè ce lo si può permettere, un altro perchè non c'è alternativa. Magari si potesse scegliere (tra queste 2 condizioni) e si potesse scegliere anche il tipo di lavoro, Stoney. Invece il dramma è che OGGI non esiste proprio scelta, o meglio questa è solo tra averlo, da precario, o non averlo affatto, mi sembra. Punto.
BËL (00)
BRÜ (00)

fosca
fosca Divèrs

Scegliere di avere un lavoro, serio? In quale film? Tu ad esempio, potresti scegliere ora di averlo, per smantellare quelle "fantasie"? Non so, e guardate che vi parla una che lavora da anni 20, pur avendo fatto l'università etc etc. Poi è vero che la mentalità attuale è quella che fa sentenziare frasi tipo" Ma tu che fai? Si insomma, tu produci (reddito) o no??" - sentita con le mie orecchie - ma il punto è che chi non produce, non lo sceglie, lo subisce. E si torna ovviamente a quei gentiluomini ben vestiti, a Palazzo. Che poi alla fine sono quelli che dettano legge e decidono chi è perdente e chi no. Mi spiego? Mi piacerebbe capire meglio che intendi..
BËL (00)
BRÜ (00)

fosca
fosca Divèrs
E' che leggendoti mi sembra di capire che tu un lavoro non lo voglia o non voglia uniformarti al sistema per partito preso o per principio, o almeno questo mi arriva leggendo la 2° parte del tuo scritto. Siccome potrei aver frainteso (e siceramente lo spero) il tuo pensiero, vorrei mi chiarissi la cosa. Come dicevo la mia esperienza mi ha fatto iniziare a lavorare subito dopo i 20 anni contestualmente pagandomi gli studi, diciamo "per scelta necessaria", e va bene così. Quindi per me il concetto del "cazzeggio" è lontano mille anni luce anche se ovviamente anche io ho avuto momenti di stop e di stasi, ci mancherebbe altro. Ma nella testa sono sempre stata una che lavora, sempre. E quando sono stata disoccupata non ho molto gustato la ritrovata libertà, dovendo arrivare a fine mese. Insomma, parliamo di un disoccupato disperato o di un adulto che comunque il lavoro, a queste condizioni, non lo cerca nemmeno? Perchè le 2 cose sono diametralmente opposte.
BËL (00)
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Aliosha
Sono sensazioni che a volte tutti proviamo, ma sitematizzarle lo trovo vittimistico e controproducente

BËL (00)
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fedezan76
@sid: io sono felice, si, non ho paura di dirlo. E chi l'ha detto che non mi preoccupo del futuro? Solo che la mia preoccupazione è uno stimolo a fare sempre di più, a non mollare mai, a vedere le cose belle che ci sono nella vita. Ragazzi, noi siamo comunque dei privilegiati. Cazzo, nessuno ha guardato i telegiornali? Forse vi siete soffermati solo a guardare le cose brutte. Ma io ho visto anche bambini che nonostante tutto riuscivano a sorridere o cantare. E se lo fanno loro, perchè non possiamo farlo noi? E' questo il problema di noi italiani: guardare sempre alla parte più nera, marcia, corrotta. E' il modo di guardare alle cose che le fa cambiare. Momenti di tristezza ne ho, come tutti. Li supero pensando alle cose positive.
BËL (00)
BRÜ (00)

Sid
Sid
Sì, tu sei felice, ora lo capisco. Per la cronaca io non parlavo della preoccupazione per il futuro, citavo Luca 12-22:34, un passo che, se avrai voglia di leggerlo, ti dirà con parole migliori quello che tu stai ribadendo, e che, forse, ti aiuterà a capire quello che io stavo cercando di dirti. Ora, torno a vivere. Ciao!
BËL (00)
BRÜ (00)

fedezan76
Beh, complimenti per la citazione, che non avevo colto, ma cosa c'entra con quello che dicevi tu che tutti gli esseri umani sono "tristi e insoddisfatti" ?
BËL (00)
BRÜ (00)

Stoney
@Fosca, ho risposto poco più sopra che prima o poi tornerò a lavorare, per ora non ne voglio sapere. Certo, essendo io non giovanissimo e avendo così poca esperienza alle spalle potrò aspirare al massimo a pulire i cessi di qualche locale (forse), altrimenti c'è l'opzione elemosina. Sinceramente non lo so. So solo che il tempo è più importante di qualsiasi altra cosa. Una società che costringe a scegliere fra tempo e denaro è una società destinata all'autodistruzione. Persone che accettano una simile scelta senza fiatare sono persone già morte, e io, almeno un pezzetto di vita - che è davvero troppo breve per fare tutto quello che c'è da fare - la voglio vivere.
BËL (00)
BRÜ (00)

panNZZOone
@ Giola E prova a chiedere a quella signora che ha tre lavori con il marito profffffessionista cosa ne pensa della situazione italiana : " l'italia ? che schifo che schifo ! e' una vergogna e' un indecenza -un _in!"
BËL (00)
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fosca
fosca Divèrs
Ho capito, Stoney, grazie. E' che purtroppo il discorso rimane utipistico allora, perchè è l'eterno dilemma, dalla nascita della Rivoluzione Industriale, che ancora non è stato risolto. E non credo sarà la nostra società a risolverlo, messi come siamo messi, effettivamente...Sul fatto del pulire i cessi poi, mi hai fatto venire in mente una cosa di cui rimasi molto colpita quando mi recai a Dublino, nel 2000, per un "soggiorno di lavoro": chiedevano il curriculum vitae anche per fare il cameriere o lavorare nei fast food a farcire hotdog, e pulire i bagni, appunto... E sono passati 10 anni. Insisto, non credo che la situazione possa migliorare drasticamente e non solo a livello locale, purtroppo... Comunque grazie per il chiarimento, ed in bocca al lupo, per quello che vuoi.
BËL (00)
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voodoomiles
@Stoney, Lei mi ricorda Murphy dell'omonino romanzo di Samuel Beckett. Mi permetto questa osservazione, invitandoLa a leggere l'opera se già non lo ha fatto, perchè trovo che nonostante il "periodaccio" Lei abbia sufficente autoironia (e rabbia repressa) per gestire il "per ora non ne voglio sapere" (anche se probabilmente è il lavoro a non volerne sapere di Lei). Mi creda, il vero lusso è aver nulla da fare, certo una rendita...
BËL (00)
BRÜ (00)

Stoney
«Insisto, non credo che la situazione possa migliorare drasticamente». Già. Ma se non migliora è anche colpa di chi abbassa la testa nonostante sappia che per sé stesso e per tutte le persone intorno è e continuerà ad andare peggio. Quello che mi smonta è questa totale passività, questo "si salvi chi può" collettivo, questa mancanza di solidarietà che emargina chi senza peli sulla lingua dice chiaro che stiamo messi male e non vuole starci. Siamo in tanti ad avere gli stessi problemi, ma siamo inevitabilmente soli. Ragazzi, più vi guardo e più penso che ci hanno fottuto il futuro.
BËL (00)
BRÜ (00)

geenoo
"Ragazzi, più vi guardo e più penso che ci hanno fottuto il futuro." Fidati Stoney non è così. Già il fatto che tu abbia aperto questo dibattito lo dimostra. Più fiducia!
BËL (00)
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fosca
fosca Divèrs
Ragazzi, questi sono solo discorsi, punto. Cosa dovremmo fare? Ovvio che ci vuole solidarietà ma quando vedi che non gliene fotte di niente, non solo del lavoro, a nessuno, mi dite che possiamo fare a parte lamentarci e condannare la cosa? Sei mesi fa da noi hanno licenziato 2 mie colleghe (qui da 7 anni a tempo indeterminato!) come nulla fosse nonostante la nostra sommossa generale (che mi ha vista in prima fila). Risultato? A distanza di 6 mesi è tutto come prima e abbiamo la stessa paura che possa capitare di nuovo. Altro episodio di altra natura: una mia amica con problemi di deambulazione ha fatto una brutta caduta un mese per strada lussandosi spalla e ginocchio. Ha chiesto aiuto a tre ragazzi che erano dall'altrra parte del marciapiede che hanno tirato dritto! E noi stiamo qui a parlare del diritto alla disoccupazione?
BËL (00)
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fosca
fosca Divèrs
Credo sia semplicistico e un poco comodo lamentarsi e basta, in fondo parliamoci chiaro, se non si lavora non si mangia e se non mangi crepi prematuramente, fine! A meno di avere qualcuno che ti mantenga (familiari, parenti, amici, amanti) non c'è altro modo. E' ovvio che anche a me faccia schifo buttare il 70% del mio tempo dietro a d un sistema che mi vuole mulo da soma, quando potrei dilettarmi tutto il giorno tra cd, libri, film e passeggiate, ma mi dite quale possa essere la valida alternativa per non vivere questa "normalità"?
BËL (00)
BRÜ (00)

fosca
fosca Divèrs
E' tutto sbagliato al giorno d'oggi, la società non incarna affatto il senso sociale appunto, il senso civico non esiste più. Non è solo il lavoro, ma è una crisi totale di valori. Allora dico, va bene lamentarsi, anche io lo faccio ma più di tutto io non mollo mai, mai. Perchè almeno so di aver fatto tutto il possibile. E se "non hai voglia di avere un lavoro, in un momento in cui è il problema principale, mi sembra che sia uno strano modo di fronteggiare le difficoltà. O forse solo te lo puoi permettere. Io no. Magari sbaglio eh, però.... Ora scappo che devo lavorare e non vi ammorbo più con le mie chiacchere da bar dello sport! Ciao
BËL (00)
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geb
geb
Grande Fosca, hai toccato il punto.Sono 10 anni che lavoro al fianco degli ultimi. Disabili, giovani tossicodipendenti, immigrati. Ci lavoro insieme, sto al loro fianco, osservo i loro sforzi quotidiani per cercare di ottenere qualcosa. Ho visto lacrime, impotenza, sangue, merda, di tutto. Soprattutto ho visto persone che, nonostante tutto, non si vogliono arrendere. Quindi, caro STONEY, non farmeli a me questi discorsi. Il futuro te l'hanno fottuto a te, che hai perso la voglia di lottare. Io la testa non l'abbasso. E poi, se tu ti puoi permettere di non lavorare pur non essendo giovanissimo, beh, allora mi sa che sei più fortunato di quello che vuoi far intendere. Senza rancore.
BËL (00)
BRÜ (00)

geb
geb
non farmeli a me - te l'hanno fottuto a te - se tu ti puoi permettere - vabbé, un po' di errori. Ero preso
BËL (00)
BRÜ (00)

Stoney
@geb, non ci provare nemmeno. Il terrorismo psicologico del "c'è gente che sta peggio di te, vergognati" con me non attacca. Ho passato anni a combatterlo e se sono così consapevole di ciò che dico è anche per questo. Se per te il disagio ha bisogno di una scusa tangibile per essere legittimato (malattia, sangue, povertà) sono fatti tuoi. Massima stima per ciò che fai, massima compassione per i sofferenti a cui ti dedichi, ma non venire a raccontarmi che se la causa del male è invisibile allora sono tutte chiacchiere come stai insinuando. La favoletta dell'adolescente depressoide che si lamenta ma sotto sotto se ne approfitta è finita, siamo milioni, non tre o quattro, direi che è un po' azzardato dire che stiamo così perché "possiamo permettercelo". Saluti.
BËL (00)
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geenoo
Stoney hai passato anni a combattere il terrorismo psicologico? Urca! Dai rilassati che mi pare stai esagerando. Io credo che sei fortunato a parlare di questi problemi. Come me e gli altri che qui zuzzurèllano. Non ergiamoci ad eroi di un mondo impossibile. Siete milioni di adolescenti? Guarda che è sempre stato così. Vedrai che il "problema" passerà più in fretta di quanto pensi. Domani sera conoscerai una ragazza. Ci starai bene. Fra 2 anni ti chiederà di sposarla. Tu ci stai bene e la sposerai. Dopo 3 anni avrai un figlio... bene a quel punto vedrai che il lavoro, qualsiasi lavoro, potrà essere una manna dal cielo. E non ti fregherà un cazzo da dove vengono i soldi, se sarai sfruttato o meno. Saprai che ci sarà un piccolo sorriso che ogni sera vorrà mangiare. E tutti i parametri di giudizio cambieranno magicamente. Esci domani sera, prova! P.s. Me lo ha detto mio cuggino.
BËL (00)
BRÜ (00)

Stoney
Ho già una ragazza, ci sto già bene. Magicamente lei condivide almeno una parte di questi pensieri e mi sta vicino. Ci rendiamo conto che se mettere al mondo un figlio un domani volesse dire che i suoi genitori non avranno tempo per sostenerlo e vederlo crescere beh, il gioco non vale la candela. Perché non sta scritto da nessuna parte che mettere al mondo un figlio implichi rinunciare al proprio equilibrio come buona morale cattolica insegna.
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geenoo
Stoney: Ehhhhhhhhhhhhhhhhhhh?????????!!!!!! !!!
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Stoney
Qual è il problema?
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Stoney
Qual è il problema?
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Stoney
Qual è il problema?
BËL (00)
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Stoney
Comunque chiudo qui i commenti. Ho detto quello che dovevo dire e ho spiegato anche troppo. Non voglio certo cambiare la testa a nessuno, se sono riuscito a farmi capire da qualcuno e magari a farlo riflettere allora ho raggiunto il mio scopo. Non voglio certo far rivoluzioni. Grazie di essere intervenuti.
BËL (00)
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Cornell
Cornell Evangelìsta
Sì, certo, avrai un figlio, qualsiasi lavoro andrà bene perchè a casa ti aspetta un poccolo sorriso che ti aprirà il cuore.. bla bla bla.. Quante cazzate. Allora, qualsiasi lavoro, bene, ma con che garanzie? 8, 10 12 mesi? 24 mesi? Poi chi te lo dice che non sarai precario ancora? E chi te li presta i soldi se sei precario per metter su un progetto di vita? La verità è che qui c'è bisogno di gente che non spari puttanate nei salotti di Vespa o Lerner. Parole infarcite del nulla più assoluto. Promesse mai mantenute. C'è bisogno di gente che abbia una strafottuta competenza e sappia come gestire i soldi in favore del popolo SOVRANO (perchè i sovrani siamo noi), per servizi, lavoro e tutto il resto. Abolire le leggi vergognose che autorizzano le imprese a illudere giovani con lavori di merda senza speranza di alcuna possibilità di ascesa per merito. Dire basta ai contributi gratis. Se una persona è valida, anche se non è figlio o nipote di tizio e caio, te la tieni.
BËL (00)
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Cornell
Cornell Evangelìsta
Investire sulla ricerca e andare a cercare le mele marce che corrodono la società in qualunque settore, a partire dall'assistenza e sanità. Non che chi continua a combinare un mare di cazzate se ne stia sempre e comunque indisturbato saldamente al suo posto. Creare asili nido all'interno delle aziende per facilitare le madri, non chiedere al colloquio "Scusi, ma lei è giovane, è in età da figli, non ne avrà mica intenzione spero? Se no il lavoro se lo scorda".
BËL (00)
BRÜ (00)

Cornell
Cornell Evangelìsta
Ricercatori che scappano all'estero, ingegneri, architetti che disgustati dal non poter dimostrare quanto valgono danno un calcio in culo alla Madrepatria. Fino a che si avrà il coraggio di mandare al Parlamento Europeo quel farabutto di Mastella (che in carcere deve stare) o IVA ZANICCHI! Che cazzo racconta la zanicchi al Parlamento Europeo? Salve mi chiamo Iva, l'aquila di Ligonchio, ho vinto qualche Festival di Sanremo, e volevo dire "Prendi questa mano, zingara!". Progetto di un ponte sullo stretto, in piena zona sismica, con la Sicilia in perenne movimento. Siamo al delirio.. Siamo seri dai.. Fino a che ci sarà quest'andazzo le cose non potranno mai migliorare.
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fedezan76
@stoney: per quanto il tuo discorso a livello di principio possa essere condivisibile, in qualunque modo tu voglia girarla tu stai facendo del male a te stesso e alle persone che ti stanno accanto. Questo è egoismo. Perchè se è vero come hai detto che non sei benestante e che nemmeno sei tanto giovane, allora vuol dire che da qualche anno vivi alle spalle di qualcuno (i tuoi genitori?). In questo caso stai trascurando il fatto semplice che quel qualcuno lo stai facendo soffrire. Non è questo il modo di affrontare i problemi, anche se fossero condivisibili. Il sistema non lo cambia di certo chi non è attivo. Se poi questa vuol essere una tua scelta, assumitene la responsabilità. Ma non pesare sugli altri. La responsabilità è tua. E se è vero come dici che la tua ragazza condivide questo tuo stile, stai pur sicuro che lo fa solo per amore. Ma l'amore in questo modo prima o poi lo perderai.
BËL (00)
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fedezan76
@cornell: condivido le tue considerazioni, ma non sta qui il punto. Mi sembra che tutti qui concordino che il nostro sistema è marcio. In Italia più che in altri paesi. Ma il punto è decidere come si vuol vivere in questo sistema. Non credo che fregarsene e pensare sempre e solo a se stessi sia la soluzione per trovare la felicità. L'egoismo può portare solo ad una felicità effimera e di breve durata.
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geenoo
Lamadonna Cornell! E non è nemmeno lunedì mattina...
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panNZZOone
Comunque Cornell il sistema non e' solo nella politica il sistema siamo anche noi popolo , in Italia il lavoro lo si trova subito se conosci il cugino del nipote dello zio della cognata , anzi ne trovi tre! E'' sempe stato cosi' solo che una volta ce ne se accorgeva di meno perche' lo spazio per l'impiego era maggiore , oggi siamo in tanti e la pappa e' poca . ma non e' cambiato un cazzo . cominciamo dal basso a far cambiare le cose non dall'alto . solo che si parla si parla quando si tratta degli altri , . Sul precariato lasciamo stare perche' e' un fatto talmente incredibile che a distanza di anni ancora non ci credo se l'avessero proposto 40 anni fa' si sarebbero messi a ridere tutti , invece noi l'abbiamo preso per benino in quel posto senza dire be' . Certo che siamo stati propio dei bei volPini
BËL (00)
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geb
geb
sì sì, invece lo dico, state così perché potete permettervelo. Altrimenti eravate fuori in strada (in questo mondo di merda, ok, ribadiamolo) a rimboccarvi le maniche. E non mi mettere parole in bocca che non ho detto. "vergognati, c'è gente che sta peggio" lo hai detto tu. Non sto facendo la classifica dei disagi: disabile - disagio di serie A, disoccupato che non vuole lavorare perché contesta il sistema - disagio di serie B. Io rispetto il tuo stato d'animo, ma mi fai rabbia, cazzo.
BËL (00)
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Cornell
Cornell Evangelìsta
Io me ne strabatto il culo di questi fanfaroni, ormai ho capito che gente che vuole cambiare le cose ce n'è poca, e quella poca che c'è, mano a mano che la possibilità si avvicina (di avere un posto a Roma per dire la propria) viene talmente accecata dal potere o gambizzata strada facendo. Se ci fosse volontà di cambiare l'avremmo già fatto in qualche modo, si vede che stiamo bene così. Io cerco di far star bene quanta più gente possibile nel mio piccolo, nella mia minuscola realtà lavorativa (lavoro nel sociale), del resto me ne sbatto.
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panNZZOone
cornell Ma io sono d'accordo con te! a parole siamo sempre in tanti ma a fatti siamo sempre in pochi ! e non solo nella politica! E' quei pochi alla fine devono adattarsi perche il "sistema" ha sempre funzionato cosi' , e alla fine a FATTi rimarresti un pesce fuor d'acqua . Il problema e' alla radice e ritorneremmo al discorso di prima ,gente che piange e ha 3 lavori paraculati ,e gente dignitosa che dorme sotto i ponti . e non vorrei insistere sul precariato ma e' una cosa allucinante , pago l'affito solo per 12 mesi perche poi mi scade il contratto di lavoro AHAHAHAHAHAH ma ti rendi conto cosa ci hanno appioppato??? ahahahahaha ma non sara' mica una cosa normale , e l'intermediazione ci ha fatto pure un Buisssssssnesssss !!! ahahahahahah no le comiche cazzo le comiche
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Il Dandi
c'est la vie....piangerci sù non aiuta, prenderla per quello che é sì!
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geenoo
Il Dandi: sono d'accordo a metà con tè: basta non prenderlo in quello che si é, si?
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De Lorenzo
Caro Stoney, se il tuo problema è la disoccupazione, come quella di tanti giovani, ti consiglio di arruolarti in ferma volontaria obbligatoria, o comunque percorrere una carriera nelle Forze dell'Ordine: scoprirari che valori come impegno, abnegazione, idealismo, spirito di corpo, dovere verso la Patria e gli altri, solidarietà verso i deboli, contano qualcosa. La tua visione della vita è troppo romantica: la disoccupazione è un lusso che solo i mantenuti possono permettersi.
BËL (00)
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Cornell
Cornell Evangelìsta
Impegno (a lasciar andare i criminali), abnegazione (a piazzare le partite sequestrate di droga e altro, oltre a prendere sghei da quelle che si fan passare e tacere su segreti di Stato che coprono atti vergognosi), idealismo (in cosa può essere idealista uno che dovrebbe aver come primo scopo quello di far rispettare la legge e questa è ormai scritta dai delinquenti per i delinquenti?), spirito di corpo (intendi le puzzette di gruppo?), dovere verso la Patria e gli altri (la Patria, sì ma cosa intendi con il termine Patria? Ha ancora senso parlare di Patria?).....
BËL (00)
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Cornell
Cornell Evangelìsta
solidarietà verso i deboli (che intendi con i deboli? I clandestini che vengono bacchettati sulle dita e poi rilasciati? O quelli che vengono accusati e chiamati a rispondere di omicidio colposo se difendono la propria casa piazzando una pallottola nelle chiappe al ladro?), contano qualcosa (per te forse, io dalle forze dell'ordine non mi sento affatto tutelato, non parliamo poi della GdF, loro sono i primi tangentari della lista nera). Certo che a voi fanno proprio il lavaggio del cervello.. Se scherzi allora ridiamo tutti, se ne sei convinto... Puoi uscirne, siamo con te!
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Frankie89
"Diffidate degli ottimisti, sono la claque di Dio"
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pixies77
a me pare che stiate facendo una confusione assurda. lo sfogo confuso dell'editoriale non parla dei problemi, reali, del mercato del lavoro, o di quelli del lavoro in se e per se. qua non stiamo nella casistica del disoccupato, ma del ritirato volontario dal mercato del lavoro. in altre parole, Stoney non ce la fa a lavorare, non gli regge la pompa, non vuole lavorare, per problemi personali pregressi che niente hanno con i problemi della società in cui viviamo in quanto nascono in ambito familiare. continua
BËL (00)
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pixies77
ma restano problemi di natura personale che nulla hanno a che fare con i problemi del mercato del lavoro, a cui al massimo si sommano. per assurdo anche in un mondo del lavoro perfetto, Stoney continuerebbe ad essere a disagio. la maggioranza della gente, nonostante tutti i problemi connessi al lavoro, continua a pensare che il gioco valga la candela. personalmente ritengo che questo spostamento del problema per Stoney sia nocivo, e anzichè fare il sociologo da bar dello sport, dovrebbe prendersi la responsabilità dei propri problemi, che per quanto gli piaccia pensare il contrario, non sono quello della maggioranza delle persone. continua
BËL (00)
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pixies77
un sistema come quello descritto da Stoney in questo assurdo editoriale (dove il lavoro viene definito come la possibilità di leccare i piedi al proprio capo!!!!) esploderebbe in poco tempo, e non ditemi che non è vero perchè storicamente rivoluzioni per il lavoro si sono fatte, nonostante tutte le strutture, le brutture che ancora esistono (ad esempio una volta il lavoro minorile era la norma non l'eccezione). se volete sapere qualcosa sul mondo del lavoro leggete De Masi non Stoney, perchè in quest'ultimo caso leggerete solo dei problemi del giovane Stoney. che valgono quelli dell'ottantenne sull'autobus e senza falsi moralismi, sono altrettanto noiosi.
BËL (00)
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Carpanix
Stoney, non ho idea di chi tu sia nel mondo reale ma, porca miseria!, mi hai colpito. Bravo.
BËL (00)
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Carpanix
geenoo: "Dopo 3 anni avrai un figlio... bene a quel punto vedrai che il lavoro, qualsiasi lavoro, potrà essere una manna dal cielo." -- Ecco un'altra delle tante, buone, ottime ragioni per non mettere al mondo figli.
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