Forse non tutti sanno che nei primi quaranta giorni di vita l’embrione, indipendentemente dai cromosomi che possiede, è neutro: infatti sono presenti sia l’abbozzo dell’apparato genitale femminile, sia l’abbozzo dell’apparato genitale maschile. In poche parole niente patatina e niente pisellino.
Solo a partire dalla sesta settimana di gravidanza si incomincia a distinguere qualcosina, guidata dalla presenza o meno del cromosoma Y. Quello femminile, insomma, rappresenta il sesso “di partenza”, una specie di strada obbligata per lo sviluppo embrionale, perché l’embrione diventi maschio occorre l’attivazione e la presenza del cromosoma Y(e pure di un altro gene, ma questa non vuol essere una lezione di genetica).
Ci sarà già qualcuno che si chiede dove vuole arrivare lo scrivano, ebbene è semplicissimo: non gliene frega niente a nessuno sapere di che sesso sei, tanto conta solo avere un Y. Questa è l’unica cosa che conta, anche nel 2012.Credo che si incominci a capire il titolo, ma non perché sia poi così criptico, no no, semplicemente perché è una domanda che mi sono dovuta riformulare pochi giorni fa e questa è la “vera” sorpresa: dopo più di trenta anni non abbiamo fatto alcun passo in avanti, care le mie XX, e per favore adesso non ditemi, cari i miei XY, che siamo le solite piagnone e femministe di m***a.
Insomma, è veramente l’Y che fa la differenza o è solo comodo che si pensi così?
Fermi tutti ho la risposta: la colpa è di mammà, che durante la gravidanza ha fumato, bevuto e straviziato, ma solo dopo l’ottava settimana, selezionando così quegli Y che nel futuro faranno la differenza!