Death must be the place

Da piccolo mi hanno insegnato a non aver paura della morte.
Crescendo mi son reso conto che averne paura era giusto, voglio dire, a non averne paura quasi si afferma che non ci cambierebbe nulla morire. E invece cambia.
In situazione estrema, dove la fine è quasi certa, uno (auguratamente normale) avrebbe tutto il diritto di pensare cose del tipo "Così è la vita…", "Non ci posso fare niente e non rimpiango niente." eccetera eccetera. Ma in cuor suo dubito non pensi, piuttosto, frasi più simili a "Siamo sicuri che non ci siano alternative?", "Non voglio…", "Ho paura…".
E non si smette mai d'aver paura, finché avercene diventa concretamente impossibile.

Nasciamo impauriti e moriamo impauriti.

Cresciamo sempre con una sorta di rispetto, di timore reverenziale anzi, nei confronti della morte. Questa, sempre stata l'unica in grado di sensibilizzare chiunque, poiché unica certezza.
Al momento, ho appreso da terzi che la morte pare essere l'unica soluzione infallibile ad ogni problema. Che sia auto-inflitta o provocata, s'intende. E al contempo, ha smesso di sensibilizzare.
Nell'era moderna ogni giorno ad ogni minuto di ogni ora ci ricordano di come essa non faccia sconti e faccia pagare tutti. Ma ormai accade tanto spesso affinché sembri una questione più ordinaria di prima. Normale amministrazione, azzarderei.
Ogni giorno sentiamo di almeno un morto nuovo. C'è chi s'è impiccato, chi s'è sparato, chi ha ucciso tal dei tali, e chi dopo aver ucciso tal dei tali s'è tolto la sua stessa vita. Al punto che, laddove prima incuteva timore, ora non ci si fa neanche più caso, da quant'è saturo il "mercato".
Piuttosto, si prende parecchio alla leggera, come se fosse cosa da nulla. E ultimamente è più lampante che mai.

Le ragioni che sentiamo, per cui uno dovrebbe togliersi/togliere la vita sono sempre più delle stronzate. Preferirei non sindacare troppo sulle scelte di chi commette suicidio, dipende estremamente dalla sensibilità personale e la propria soglia di accettazione; nonostante non possa nascondere che, ogni tanto, mi vien spontaneo un "E questo s'ammazza per una stronzata simile?".
Togliendo la S apostrofata, lo stesso discorso potrei farlo per chi infierisce sulla vita altrui. Oramai ogni minimo impedimento, ogni minimo scazzo, ogni minima questione sembra trovare via di fuga in questo modo. Se una persona ti arreca fastidio, facile: uccidila.
A tal proposito m'è venuta in mente la notizia che lessi ben tre anni fa, di un tale che uccise la moglie (durante la separazione) in quanto su Facebook s'era segnata come "single" nella situazione sentimentale. Di esempi ce ne sono tanti, nonostante questo sia - forse - il più idiota.

Non so se forse è colpa mia, ancorato a una sensibilità verso la questione piuttosto datata, dove ancora la morte non si prendeva alla leggera, dove ancora la morte era una fase in cui quella persona non sarebbe tornata più indietro (mica cazzi, per dirla rasoterra). Non so nemmeno da dov'è partita né quando, questa assurda escalation, ma ricordo che anche solo fino a non troppi anni fa era diverso, non esasperato. Adesso il massacro è anche mediatico, dove tutto è notizia, tutto è cibo per sciacalli. E adesso sui massacri non si sta più zitti come si dovrebbe.

"Perché non c'è nulla d'intelligente da dire su un massacro." (Kurt Vonnegut - Mattatoio n. 5)


(Questo testo è interamente scritto in memoria, e con dedica, per un vecchio amico di cui ho appreso solamente poco fa della sua scomparsa. Altri scopi - perlomeno dichiarati - non ne ha.)

kosmogabri , Il 13 gennaio 2013 — DeRango: 0,00

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

Talkin' Meat
oh, i Lento.
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Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
La tematica de "Il settimo sigillo" è (im)-mortale, scusa il gioco di parole: dicono che se hai Fede non hai Paura di morire, ma anche Padre Pio avrebbe avuto un attimo di smarrimento prima di morire...
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extro91: Ti credo che ha avuto un attimo di smarrimento: Era la reincarnazione di un domenicano cinquecentesco.
fosca
fosca Divèrs
Comunque vada, non se ne uscirà vivi!!!!
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federock: Fosca!
pirata
Una volta la Morte venne a trovarmi, un giovedì sera verso le nove meno un quarto, mi disse "ora ti porto via". Ovviamente l'ho riempita di botte, nessuno può rompermi le palle quando guardo Walker Texas Ranger.
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hjhhjij: Scommetto che l'hai picchiata insieme a Chuck poi lui l'ha calciorotata.
mariuccia: pirata, anche io la sera, prima dello spettacolo che mi interessa guardo Walker (malamente storpiato da una mia cognata di 90 anni in Water), e in mezzo alle parole tristi di questo argomento, ma comunque verissimo ed esistente, mi hai divertito, ho riso con la mia metà proprio di gusto!!!!!!
Don_Pollo
Don_Pollo Divèrs

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Don_Pollo: lui non è mai morto eh
mariuccia
Baudelaire dice: La vita è un ospedale dove ogni malato è in preda al desiderio di cambiare letto..A me pare che starei sempre bene là dove non sono, e questo problema dello sgombero lo discuto incessantemente con la mia anima." E alla fine, grida: "non importa dove, purchè sia fuori da questo mondo!" Quindi la vita come un continuo dissidio con il mondo, e quindi con se stessa. Ciò detto, e ammettendo che l'assimilazione di queste parole non è sempre facile e non da tutti,a me personalmente quello che fa paura nel vero senso della parola è la morte di quelli che amo, la mancanza del contatto, la percezione tattile..
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kosmogabri: si!
fosca: Pienamente d'accordo
geenoo: Mariuccia sai quanto ti ammiro, ma, in merito al tuo ultimo capoverso, a me basterebbe, dopo la dipartita, sentire i miei cari anche solo per telefono. La morte mi porta via proprio l'anima del mio caro, e con lei le sue parole, i suoi insegnamenti, i suoi rimproveri, i suoi sospiri.... L'anima sopravvive si dice, si ma anche fosse, sempre altrove e non qui. E così, lasciamo andare il corpo, ok, è una questione fisica, tutto passa, ma il vero Terrore Profondo è che non rimanga nulla di nulla, nemmeno una parola, nemmeno un "ciao".
mariuccia: geenoo, ma no, tutto rimane nella mente e nel cuore, a distanza di anni sento la risata fresca di una mia nipotina di 20 anni mancata da tempo, le parole di papà, la sua voce pacata. nel nostro intimo tutto resta, e non è soltanto il ricordo, ma la vicinanza, e a tutto questo quello che manca è la mano nella mano, l'abbraccio per una gioia o per un aiuto morale, e la certezza di non avere ali, o mare, o sentiero perchè questo accada..ogni giorno io "ascolto" il ciao di chi ho inevitabilmente perso, e sai, purtroppo sono tanti, troppi...ma sono con me, e se così non fosse, non esisterei più.
geenoo: Mariuccia, sono "anche" con me, ma al passato, immobili. Sono ricordi. Molto vivi, ma ricordi. O almeno io li sento tali anche se, a volte disperatamente, egoisticamente e forse ottusamente tento di avere una risposta al presente. Stiamo parlando di ciò che ci manca di più ovvio, non di quello che "può essere".
iside: @@Mariuccia@@ beata te che senti. io mio fratello non lo sento dal '75.
mariuccia: iside, non sono più una ragazza, se così non fosse, avrei un peso sulle spalle ancor più pesante di quanto non sia stato fino ad ora. E forse proprio per la mia età veneranda, parlo e "sento" così..Probabilmente è solamente egoismo personale, come tutti quelli che sopportano pene e sofferenze fortissime in nome della fede e che un pò io invidio.
iside: be, io e mio fratello avevamo fatto un patto " il primo che muore torna e dice all'altro cosa c'è" siccome noi siamo gente di parola e lui non è mai tornato per dirmi cosa c'è son sicurissimo che poi non ci sarà nulla.
mariuccia: geenoo, io non sono atea ma nemmeno profondamente credente, me quel poco di religione insito in me (madonna! me lo hanno inculcato le orsoline che non mi erano molto simpatiche) mi porta a pensare che forse li rivedrò tutti, e allora mi sto preparando, insieme a loro che da uno spazio temporaneo mi stanno insegnando come fare. Sarà un'utopia, ma regala forza. Se mi sentisse la Margherita degli astri mi manderebbe a quel paese..
mariuccia: mamma mia Iside, lasciati un pò di speranza, ecchecavolo!! E guarda che questi patti più o meno quando si è potuto, li abbiamo fatti tutti. Magari ci proverà ma tu non ti accorgerai, è difficile legare un pensiero quotidianamente, chissà forse ti avrà mandato un avvisino in un momento in cui non "c'eri".. E poi lascia un pò di spazio alla speranza. Guarda, comunque mi piace molto il tuo attaccamento a tuo fratello, e vedi?, è lui che ti lega a sè con questo bene grande che dimostri e che non è da tutti. Mi commuovi. A me piace il contatto, come dicevo, e allora ti invio un abbraccione grande.Se vuoi, lo puoi "sentire".
iside: ognuno ha i suoi convincimenti.
ZannaB: "quello che fa paura nel vero senso della parola è la morte di quelli che amo" Io ho più paura di averli ancora vivi ma di non poterli avere più come una volta. A me ha fatto più male questo di questo e quando sarà la mia ora non mi preoccupo più di tanto, soffriranno di più gli altri...
mariuccia: per forza di cose nessuno di noi sarà più come una volta, rassegnati, (e qui ritorniamo al professore di Talkin) e nessuno di noi può sapere che atteggiamento avrebbe di fronte al cambiamento, in questo caso doloroso, di una persona cara. A me oggi figlie e nipoti spesso dicono che sono "fuori come un balcone" ma nel caso di una distruzione cerebrale mi amerebbero ugualmente, credo, pur patendo.: chiedi a Kosmo. Mio fratello e mia sorella non ci sono più, darei l'anima pur di averli ancora qui per accudirli.
ZannaB: Io Mariuccia capisco pienamente quello che dici ma purtroppo non concordo. Io ho avuto persone care che sono state malissimo prima di morire, ed io insieme a loro! Piacerebbe anche a me averle indietro come una volta, ma non mi piacerebbe assolutamente riaverle sofferenti!
iside: certo vedere i propri cari morire dopo una malattia più o meno lunga è dura, però uno si abitua pian piano all'idea. la cosa che più ha sconvolto la mia vita è stato tornare dalla colonia estiva e scoprire che il fratello più grande (quello che mi ha insegnato a leggere/scrivere/contare/ andare in bicicletta/ giocare a biliardino/usare il Ciao della mamma) non c'era più. e in fondo è l'unica cosa che davvero mi è mancata negli anni dell'adolescenza, sarà per quello che non mi sono più affezionato a nessuno.
mariuccia: Zanna B. la stessa cosa potrei dirti io. Ho perso TUTTI i miei sempre in modo tragico, non avevo ancora 40 anni, nel giro di 2 anni.Ho i miei figli e i miei nipoti, che ho sempre cercato di non coinvolgere nel mio stato d'animo, che è ancora oggi disagiato,e "loro" mi mancano...
mariuccia: Zanna B. la stessa cosa potrei dirti io. Ho perso TUTTI i miei sempre in modo tragico, non avevo ancora 40 anni, nel giro di 2 anni.Ho i miei figli e i miei nipoti, che ho sempre cercato di non coinvolgere nel mio stato d'animo, che è ancora oggi disagiato,e "loro" mi mancano...
ZannaB: Concordo Isi. Ricordo quando ci telefonarono al bar per dirci che un nostro amico era caduto in moto nelle colline ed era morto sul colpo. Questo è sconvolgente, ma Mariuccia dice che le mancano i suoi cari (come a tutti credo) ma a me mia nonna mancava già 7 anni prima di morire, quando mi guardava con gli occhi pieni di paura e mi diceva "te chi sei???"
cappio al pollo: Vorrei solo fare un appunto in merito a chi sostiene di temere esclusivamente la perdita dell'altro (dei cari): forse si sottovaluta la morte, o forse la sopravvaluta chi ha una qualche fede più solida, ma non pensate che la propria morte sia da temere allo stesso modo per il semplice fatto che implichi la medesima sostanza (in parole povere: muoio io e comunque perdo loro)?
cappio al pollo: Allora i più fiduciosi diranno "aspetterò...", gli altri "non sentirò più niente..." Alla fine, sicuramente la fede aiuterà, ma vi è presunzione e vi è in entrambi i casi. La cosa più logica(?!?) sarebbe riuscire ad avere l'accortezza di non schierarsi. Ma si vive uno schifo. La cosa più giusta forse sarebbe riuscire a credere e vivere una grande illusione con devozione, ma ecco che pecco di presunzione. Piccola divagazione.
ZannaB: Io Cappio sono ateo, non ho fede in cose che non posso spiegarmi con una logica (chiamiamola) terrena. Invidio quasi chi invece ce l'ha, ma io non ce la faccio! Credo quindi che dopo la morte non avrò nessuna possibilità di avere pensieri, ricordi, sensazioni e quant'altro, per me la morte è fine, dopo non c'è niente, quindi mi spaventa quella degli altri più della mia. Bel ragionamento comunque!
mariuccia: sì Cappio,chissà, c'è sempre la speranza che in un modo o nell'altro rimanga nell'etere qualcosa di noi che ci permetta di avere sì, almeno sensazioni tranquille, dal momento che la vita in sè e per sè è alquanto tribolata. La materia di cui siamo fatti è talmente vasta e complicata, che non è possibile svanisca completamente. Dai, ditemi che è utopistico, che è una chimera, forse me lo merito, ma mi piace pensarlo, e magari mi aiuta, ma chi può farne una colpa?
mariuccia: E Zanna, mi hanno pronosticato che in un'altra vita (un'altra, !!!!!!!) sarò una mucca.. Spero da latte, da evitare almeno per un pò il macello.....E allora veramente credo che non avrò più pensieri, se non cibo e riposo. Ma constatando che anche per le povere mucche la vita non è facile, mi sa che sarà un'altra fregatura...
ZannaB: Ah ah! Bello una mucca, almeno provi qualcosa di nuovo!A me piacerebbe essere un alce, adoro i posti in cui abitano! Purtroppo la logica alla quale sono tremendamente attaccato mi dice che una volta morto non rinascerò. Ma come dici tu non posso fare una colpa a chi ci spera... ;-)
iside: be anche lui ha le corna...https://www.debaser.it/main/Video.aspx?y=VwxsjwjBo8g
ZannaB: Beh lui però ha avuto una bella sfiga Isi! :-D
kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Tutte le ore feriscono, l'ultima uccide.
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geenoo
Posso toccarmi?
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musicanidi: Fai pure, ci mancherebbe....usa un certo tatto però !
kosmogabri: musicanidi ahaha!
Chiodo95
Bel testo. Vabeh lascio stare riflessioni personali, però credo tu abbia sbagliato una cosa. E' assurdo credere ce ora sentiamo più gente che muore di anni fa, in quanto, vuoi per guerre, vuoi per la difficoltà della vita, prima la morte era qualcosa di molto più "quotidiano" con cui convivere. Lo è ancora in paesi più poveri (vedi India).

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geenoo: quoto questo giovine
mariuccia: chiodo, concordo con te, anche definendo molto bello il testo.
boredom
più che una via d'uscita, la fine (comunque arrivi) sarà una liberazione.
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cofras
Concordo con Woody Allen: sono fortemente contrario alla morte.
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ZannaB
ZannaB Divèrs
Come ho scritto più su non mi spaventa la morte in se e per se, mi spaventa molto di più quello che c'è subito prima... Comunque bello scritto, complimenti.
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MorenoBottesin: Sei anche tu mortedimerdafobico?
mariuccia: Certo, anche a me, ma al dunque, non te ne rendi più conto.Fidati.
ZannaB: Al dunque dici Mariuccia? Al dunque mia nonna non riconosceva più nessuno, non parlava più e non capiva neanche più chi era! E succede anche a mia mamma? E se succede alla mia ragazza? Se succede a me soffrono loro, ma la mia parte egoistica mi fa pensare sempre a come sarà se invece succede a loro...
mariuccia: sì Zanna B. grazie al cielo succede quasi a tutti, e meno male...Ho visto morire quasi tutti i miei, non sono stata molto fortunata nell'ambito dei miei affetti più forti, e se pure hanno sofferto, nel momento cruciale nessuno si è accorto di andarsene. E ritengo sia stato un bene.
ZannaB: Certamente Mariuccia! Arriva per tutti e nell'ultimo momento con tutta probabilità soffrono più gli altri di chi sta morendo. Voglio però raccontarti una cosa: mia nonna soffriva di alzheimer. Mia mamma la accudiva tutti i giorni nonostante non abitasse con noi. Un giorno, dopo anni di vai e vieni per pulizie e cose varie mia nonna gli fa "ma la tua mamma non ti dice niente, che vieni tutti i giorni qui da me?" Ora se la morte è una cosa veloce per chi resta è più o meno sopportabile, ma quello che ti ho raccontato è durato per 7 anni e in tutta sincerità mi fa molta più paura della mia morte!
mariuccia: la sorella di mio marito alla quale ho voluto molto bene, quando mi vede (e sono 9 anni) mi chiede "sei di turno?". Credo mi prenda per un'infermiera e via dicendo, eppure mi fa una tenerezza infinita e riesco a parlarle immettendomi nei suoi pensieri.
ZannaB: Sono molto felice per te e non scherzo, le ritengo cose difficili da affrontare e farlo con lo spirito da te descritto fa di te una bella persona nella mia personale opinione! :-) Io purtroppo ho reagito diversamente...
geenoo: Comprendo in pieno ZannaB. Ho avuto la medesima esperienza con mio nonno, per fortuna solo negli ultimi tre mesi prima della sua morte. Rimasi inorridito, anche se avevo il volto sorridente come sempre, quando, un giorno, mio nonno disteso a letto, solitamente sempre gioviale e molto ma molto felice di vedermi, mi guardò entrare con gli occhi spalancati, senza salutarmi, fissandomi solo. Dopo una vita insieme è stato davvero osceno.
geenoo: Osceno non mio nonno eh, chiarisco, lui mi ha fatto una pena infinita. Oscena è la vita in situazioni come quella narrata.
ZannaB: E per di più Geenoo si dice sia una malattia genetica, quindi con buona probabilità ci passerò anche con mia mamma e per la legge di Murphy qualcuno ci passerà con me...
mariuccia: Non è detto Zanna, e se temi la cosa, perchè non inizi uno di quei programmi medici proprio per scoprire se ci sono delle malaugurate possibilità genetiche? Oggi è fattibile.
ZannaB: Mariuccia io non ho paura di morire di alzheimer, io ho paura che di star male perchè ne soffrono gli altri. Comunque sei una persona molto cara, grazie! :-)
MorenoBottesin
Bella pagina, complimenti. Un po' Heidegger, un po' Vikernes (non ti sto prendendo in giro, lo penso sul serio). Comunque secondo me la vedi dal lato sbagliato: è la vita (o Vita che scriver si voglia) che è una malattia terminale. Tutto qui.
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mariuccia: Moreno, la vita è una battaglia. La malattia terminale è la presunzione di volerla diversa da quello che rappresenta, nel bene e nel male.
mariuccia
Moreno, mi sembra di essere una iettatrice, ma in questo anno ho visto passare l'esistenza di parenti ed amici come in un film di fantascienza!! Ma ti assicuro che in generale, mi giudicano simpatica e divertente. Fuori. Bah.....
BËL (00)
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mariuccia: Moreno. letti i Link: formidabili, quando volete siete eccezziunali vermente....
MorenoBottesin: Non ti preoccupare Mariuccia: sei piuttosto simpatica in effetti. Comunque la mia non era una metafora solo che, in effetti, dovevo usare il termine "stato" o al limite "condizione" invece che "malattia". Tra le altre cose siamo fatti (anche) per morire quindi la Vita è uno stato terminale (ma anche molte altre cose probabilmente: dipende da caso a caso). Comunque il mio essere una brutta persona lo devo anche ai venti anni in cui la Morte e quello che la precedeva è stato il mio lavoro. Un abbraccio.
Geo@Geo: Stare accanto alla Morte, come dici tu, non ha fatto di te una brutta persona: lo eri già;)) Scherzo, ovviamente. Secondo me, si diventa solo più "sensibili" e un po' più "fatalisti"...
JURIX
JURIX Divèrs
La morte in sè è un passaggio, più che altro intimorisce o spaventa il prima e/o il dopo. Perchè la morte fa parte della vita, non è il suo contrario. Quello è la nascita.
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JURIX: "si prende parecchio alla leggera, come se fosse cosa da nulla"; poi quando ci tocca da vicino, ci sembra impossibile. Ed è proprio l'esposiZione mediatica che ci ha portato a questo.
geenoo: Un passaggio (significato: spostamento da un luogo all'altro)???? Se hai qualche info in più passamele. Io credevo fosse un terminale.
JURIX: Sì, smussata poteva essere 'na bella divertenZa, bravo Geen(i)oo.
geenoo: Smussata di che? Tu hai parlato di morte come "passaggio" e poi dici anche che ti spaventa il prima ed il dopo. Ergo: morte come passaggio da un prima a un dopo. Passaggio per dove? No, perché io non stavo affatto scherzando.
JURIX: Ah no? UAU. Innanzitutto non ho scritto che "mi" spaventa, poi ho scritto primo E/O dopo. Ziocan è 1 riga eh, non un poema. Sul termine "passaggio": la morte è un momento, un attimo. Poi c'è il dopo: per qualcuno l'aldilà, per altri la reincarnazione, per altri ancora l'inferno. Tu dici che non c'è nulla? BeniZZimo, allora passi dalla condizione di essere vivente a quella di essere non-vivente. Cioè ti sto spiegando 'na roba complicatissima, avanZo una birretta.
geenoo: Mah... ironia fuori luogo.
Patatrac : Il miglior conciiietto di jurix da quando e' nato il pc ( personal computer ) un salto di qualita' inaspettato . prova d'orgoglio
mariuccia
Moreno, tu una brutta persona? Di brutte persone purtroppo ne conosco, e ti assicuro che tu non non fai parte della nutrita schiera. Mi associo al commento di geo con entusiasmo.
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ilfreddo
ilfreddo Divèrs
Però, per dire, "A sangue freddo" di Capote mi sembra uno scrivere intellignete su un massacro che può essere definito il re tra i massacri assurdi e senza motivo. 10 dollari a persona facendo 600 km di strada. Mi permetto di consigliartelo. Mi farebbe piacere cosa ne pensi perché credo sia foriero di discussioni. haloa
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mariuccia
Fu secondo Capote, "il romanzo verità" che lo condizionò per il resto della sua vita. anche perchè in uno degli assassini aveva intravisto chi forse sarebbe stato se avesse avuto una vita diversa, a cominciare dall'infanzia tristissima, il tutto accomunato allo scrittore da molti aspetti, la madre alcolizzata, il padre inesistente, la solitudine e spesso il disprezzo della gente. Ragioni più che valide per ferire drasticamente l'animo di un individuo. Non so se sia stato uno scrivere intelligente piuttosto di un ricerca di liberazione dal proprio io.Da lì cominciò la discesa di Capote, alcolizzato e tossicomane, che terminò la sua esistenza distruttiva morendo (e qui si ritorna all'argomento principale) solo e infelice. Forse se fosse stato accudito amorosamente negli ultimi giorni avrebbe avuto una fine meno straziante.
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IL SICILIANO
Una volta il suicidio mi tentò ma io non lo tentai
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ILM_igliore
la morte non esiste
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templare
Da quando avevo 4 anni ho sempre avuto incubi, con scheletri che cercavano di prendermi. Poi con gli anni, ogni tanto si ripresentano. Li ho sempre identificati come la vecchia signora che viene a prendermi. Quindi: sì. Temo la morte. Alla grande anche.
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Radicale
La morte da sempre nel nostro immaginario collettivo è vista come stadio ultimo della nostra collettivo. ( Con la frase "nostro immaginario collettivo" intendo prettamente una formazione cattolica cristiana ).
Pensate ad esempio al buddhismo: non c'è morte. Nel sesno, è tutto un ciclo vitale continuo.
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Radicale: * della nostra vita, non della nostra collettivo, mmm!
mauro60
Il passaggio alla Morte lo si deve considerare una cosa normale inevitabile e quindi non deve far paura, sia per chi come me pensa che non ci sia più nulla e che siamo stati 'solo' un piccolo mattoncino di questa incredibile meravigliosa storia che è la Natura, sia per chi crede che ci sia qualcosa oltre e, quindi, un continuum. E' invece il valore che viene dato alla Vita che, dopo gli orrori provocati nell'uomo moderno dalle ultime guerre e la consapevolezza, oggi e da un po' di tempo questo valore è veramente ritornato quasi a 0.
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mariuccia: Mauro non è per tutti facile pensare la morte cosa normale, inevitabile sicuramente, ma considerarla normale da qualsiasi punto di vista è moralmente faticoso, proprio per chi "regala" alla vita il valore che che si merita.
ILM_igliore
Avete rotto il cazzo... la morte non esiste. E' inutile che vi fissate, prima dite di essere anticlericali ed anti-CATTOLICI (CATTOLICI in antitesi con il Cristo) e poi rompete il cazzo con la morte... siete i soliti condizionati borghesi utilitaristi egocentrici del cazzo... LA MORTE NON ESISTE! questo darà l'unica verità... LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!LA MORTE NON ESISTE!
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ILM_igliore
VI POSTO QUESTO VIDEO COSI' STANOTTE NON ANDRETE A DORMIRE CAGATI ADDOSSO...

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