Luglio 1975

Quella sera Paolo prese tre sveglie, le caricò a quindici minuti di distanza una dall'altra, poi le mise dentro una pentola prima di infilarle sotto il letto. Pensò: “Così è sicuro che le sento, stavolta non posso non svegliarmi”.

Poi spense la luce, prese un libro e alla luce di una torcia elettrica lesse per qualche ora.
Arrivarono puntuali, come sempre le quattro del mattino, la prima sveglia strillò per tre minuti inutilmente così come la seconda e la terza; nell’altra camera i genitori di Paolo si guardavano e decisero di non svegliarlo, a loro questa storia della gita a Montisola col gommone non piaceva troppo, avrebbero preferito portare il proprio figlio a fare una gita in Vaghezza, una passeggiata fra i boschi della Val Trompia avrebbe fatto dimenticare a tutti la calura di quel luglio cittadino.

Bruno parcheggiò la nuova Vespa 125 ET3 primavera nel cortile, salì le scale facendo attenzione a non fare troppo rumore, era domenica ed erano solo le cinque del mattino, Paolo avrebbe dovuto farsi trovare in strada ma sicuramente dormiva ancora.
Bussò alla porta, bussò un po’ più forte alla porta, poi ancora più forte.
Quel mattino Paolo uscì senza neanche salutare.

Da Sulzano a Montisola il braccio di lago non è di neanche un chilometro, a sedici anni remando di buona lena ci metti un attimo, e mentre i due amici remavano l’adrenalina cresceva, una giornata da soli in spiaggia e poi avevano adocchiato una parete da scalare a mani nude, sarebbe stato più emozionante di quando pisciarono dal campanile del paese o di quando si buttarono a capofitto giù per la cava. Altro che le impennate con l’Aspes Yuma o il Caballero.

Altre volte Bruno ritornò a casa di Paolo, entrava e rimaneva in piedi senza parlare guardava i genitori, le sorelle e il fratello più piccolo, non parlava, poi dopo qualche mezz’ora tornava a casa sua.
Le visite a casa di Paolo continuarono per qualche mese poi si fecero sempre più rare fino ad esaurirsi completamente, dicono che poi abbia ripreso a parlare.

Io non l’ho più rivisto, di quell’estate ho solo ricordi di merda, anche se forse è stata l’unica volta che mio padre mi ha stretto a sé.

“Scoprire la natura mia ha sempre affascinato, ma, all’alba della vita, la natura mi ha ripreso in grembo”


isidax , Il 29 gennaio 2014 — DeRango: 20,23

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

woodstock
un tuffo al cuore. bravo
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Forse poco "editoriale", ma bello. Molto.
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musicanidi
Tutto molto bello...soprattuto quel monte a forma di isola e quei "piani" poco pianeggianti...
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extro91
extro91 Divèrs
Tolto il finale l'avevo ovviamente già letto e riconfermo quello che ho detto: molto bello.
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iside
iside Divèrs
intendevo aprire una discussione sugli adolescenti che muoiono per disgrazia o perché idioti come tutti gli adolescenti, vedo che però non gliene frega nulla a nessuno, peccato. (PS il virgolettatato è sbagliato e non è mio.)(“Scoprire la natura mi ha sempre affascinato ma, all’alba della vita, la natura mi ha ripreso in grembo” E.M.)
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musicanidi
C'è poco da discutere, c'è solo da soffrire maledettemente...
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Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
Ciao Isi, non è che non gliene frega a nessuno, credo che sia talmente doloroso che il solo leggere delle storie come queste ti riporta alla memoria qualcuno che hai perso proprio per una stronzata e allora non hai molta voglia di aggiungere parole. Sapere quanti adolescenti rimangono paralizzati o in coma per una cazzata di tuffo di merda da una roccia, può fare la differenza? no, credo di no, perciò anch'io ti dico "bello scritto", ma aggiungo... fott*** mi hai fatto piangere.
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urlicht
gli adolescenti sono idioti perché non sanno e quando lo sanno è perché è successo ad un altro...meravigliosi fragili idioti, pazzi e sperimentatori. Egocentriche strafottenti facce di bronzo. A volte chiedono scusa a chi dovrebbe scusarsi con loro...
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ilfreddo
ilfreddo Divèrs
È un editoriale nel quale mi ci specchio. Io sono stato fortunato, alcuni conoscenti molto meno e ora cerco di usare più giudizio nelle mie uscite. Ho una foto in camera che mi ricorda un pericolo sfiorato in ghiacciaio. Me la riguardo spesso come monito. Se mai sarò genitore affrontare l'adolescenza dei miei figli sarà una sofferenza. Lo
scritto è 5 stelle e ti faccio i miei complimenti.
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hjhhjij
Si, molto bello. Tristissimo come ovvio che sia in casi simili. Ci sta bene oggi, con la pioggia incessante fuori dalla finestra, che già mi sento depresso e mi girano i coglioni.
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geenoo
Iside io non sono intervenuto proprio per rispetto della disgrazia. La penso come Geo. Ma se chiedi ti dico: l'adolescenza è un passaggio in cui all'adolescente non gliene frega un beneamato cazzo della morte. La morte non esiste a quell'età ed è vero. Uno che ha 16 anni non deve pensare alla morte. Deve vivere. E basta. Qualcuno le vede come "cazzate" ma l'adolescente deve sperimentare, deve vivere, non può e non vuole fidarsi di tutte le stronzate che gli rifilano gli adulti. E stop. Di solito va bene. E l'adolescente diventa uomo. Non è un discorso cinico, non voglio offenderti. E' esattamente quello che pensavo/non pensavo io a sedici anni. Quindi parlerei di una disgrazia, in questo caso, e basta.
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zaireeka
come geeeno (in più aggiungo che mi e' dispiaciuto averci "giocato" in passato con questa storia ma non potevo sapere.) L'ed e' splendido per il modo in cui racconta senza dire le cose
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RIBALDO
che c'ha de bello sta cosa? bello molto bello... italiani piagnoni demmerda
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geenoo: Ribaldo capisco che sei "contro il sistema" ma prima ci sarebbe da fare una cosa: capire l'editoriale, chi l'ha scritto di chi e che parla. E dopo dire la propria. Io credo che tu abbia detto la tua senza avere ben compreso l'editoriale.
Piero Basèta
E' un onore,e anche soprattutto un piacere esordire in questo cangiante sito(per la verità sul Web..) commentando il tuo editoriale,che come avrai inteso mi è piaciuto moltissimo.
Hai avuto vita facile nel mio Subconscio in quanto hai descritto istanti mattinieri e citato luoghi della mia vita esistenza,e niente..volevo solo esortarti a scriverne abbomba e a non prestare attenzione al commento qui sopra!Al pòl mìa capì,a l'è foréster!!!
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iside: grazie, il prossimo editoriale che ho in mente parlerà di un tipo bizzarro residente a Collebeato...
Stanlio
...
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Dislocation
Hai fatto gocciolare di nuovo una ferita che mi si riapre ogni giorno, oggi l'hai riaperta tu.
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iside: ...sapevi di che si parlava...
Dislocation: Sì, ma ci casco lo stesso.
iside: se vuoi piangere davvero devi leggere l'editoriale su Mario...https://www.debaser.it/main/editoriale.aspx?EDITOR_ID=866
Dislocation: Mi odi così tanto?

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