Visual Medium - part 2

Che il mondo del cinema, oggi, attinga moltissimo dal mondo dei fumetti è un fatto.

Se da una parte è difficile stilare una statistica esatta e, sebbene a occhio e per “evidenza” il numero di film la cui trama sia stata ricavata dal mondo della letteratura e non da quello dei fumetti continui ad essere di gran lunga maggiore, il gap risulta essere di gran lunga inferiore, probabilmente, mettendo a confronto le pellicole cinematografiche che ottengano il maggiore successo di pubblico presso il botteghino. Questo mentre, forse, la critica continui a preferire pellicole e film che abbiano delle trame inedite, oppure comunque originate dal mondo della letteratura.

Ma il mondo del cinema, quello di Hollywood in particolare, continua a essere legato a schemi e regole pretederminate, che raramente vengano violate; è difficile che da Hollywood salti fuori qualche cosa di nuovo. A livello di premiazioni e riconoscimenti perlomeno.

Ad ogni modo, gli spettatori, quelli che pagano il biglietto, soprattutto i più giovani, di questa cosa se ne fregano e i film la cui trama è stata presa da un fumetto piuttosto che da un’opera letteraria li guardano eccome. E ne fanno oggetto di culto. V for Vendetta, Watchmen, 300 sono solo alcuni dei titoli che avrebbero riscosso grande successo negli ultimi anni. Senza tenere conto, ovviamente, di tutti i film ispirati e tratti da storie del mondo della Marvel e dei supereroi. Il successo della trilogia di Batman diretta da Christopher Nolan è stato universale e, pure grazie alle interpretazioni sopra le righe di un grande attore come Christian Bale, ha riscosso apprezzamenti a tutti i livelli.

Fumettisti come Alan Moore e Frank Miller e le loro opere, siano queste serie o miniserie, oppure veri e propri romanzi grafici, sono considerati oggi alla stregua di autori letterari, come se avessero pari dignità di autori letterari e sicuramente, a certi livelli e presso determinate categorie di soggetti, godono di una popolarità pure maggiore.

Naturalmente queste riflessioni portano in alcuni casi i più bacchettoni a esternare considerazioni di tipo assai negativo nei confronti degli appassionati. Che poi, generalmente, sarebbero i più giovani; quelli appartenenti a una fascia di età definibile tra i dieci e i quarant’anni. Quindi in molti casi neppure tanto più giovani in verità. Riflessioni che comunque porterebbero, a fronte del successo del fumetto, dati secondo i quali si diffonda sempre più un generale disinteresse nella letteratura, arte definita assai superiore a quella dell’arte fumettistica. Che, anzi, dai più non sarebbe neppure definito un’arte.

Che cosa porti un soggetto a preferire il fumetto rispetto a un’opera letteraria è evidente: l’immediatezza, nella fruizione delle immagini, oltre che dei testi e dei contenuti complessivi dell’opera. In genere potremmo dire sia la stessa motivazione per la quale la televisione abbia alla fine avuto facilmente la meglio sulla radio. L’immagine vince su tutto e questo non accade necessariamente perché il soggetto che si ponga innanzi all’opera in questione sia schiavo delle immagini. Non è neppure necessariamente una questione di superficialità. Del resto, ad esempio, osservare un quadro, ammirarlo, è molto meglio che sentirselo descrivere e raccontare. In genere.

Personalmente sono un fruitore dei fumetti occasionale. Continuo a preferire la letteratura tradizionale, i romanzi in particolare; preferisco continuare a leggere delle avventure piuttosto che guardare delle immagini. Ma non ritengo questo faccia di me un uomo migliore di un appassionato di fumetti.

Penso, al contrario, che ci voglia comunque una certa forza per avere a che fare continuamente con delle immagini. Che guardare delle immagini e, magari, fare di queste termini di paragone con la propria esistenza non significhi necessariamente schiavitù; il confronto con le immagini, come con i testi infatti, può anche essere costruttivo. Al contrario, penso che, per quanto mi riguardi, io non riesca ad approcciare al mondo dei fumetti proprio perché, queste immagini, io le lascio scorrere sotto i miei occhi troppo rapidamente. Senza prestare la dovuta attenzione.

Quindi, non voglio considerare il fumetto come se fosse necessariamente un antagonista della letteratura; appare questa una lettura troppo semplicistica e, a fronte della quale, chissà, magari andando a fondo nelle analisi e nelle rilevazioni statistiche, alla fine potremmo scoprire e rilevare come i maggiori fruitori e lettori di fumetti possano alla fine coincidere con dei perfetti, costanti consumatori di opere letterarie. Insomma, il crollo dell’interesse alla letteratura (peraltro non so se sarebbe corretto parlare di crollo, non avendo mai riscontrato tutto questo interesse alla materia, guardandomi in giro e alla storia del nostro paese) andrebbe eventualmente ricercato altrove.

Non raccontiamoci balle.

soulonice , Il 1 ottobre 2014 — DeRango: 0,00

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

ZannaB
ZannaB Divèrs
A me i film di Batman piacciono e preferisco un libro (corto) ad un fumetto perché mi lascia più spazio alla fantasia. Io il crollo di interesse nella letteratura di cui parli non lo vedo, ma anche se ci fosse secondo me sarebbe da ricercare nel fatto che un libro necessita di un impegno da parte del lettore per essere fruito mentre le immagini sono immediate. E sappiamo tutti che oggi la voglia di impegnarsi è merce rara.
PS: posso dirti che il tuo modo di scrivere mi risulta un po' troppo "macchinoso" (passami il termine) e faticoso alla lettura? Vabbè, ormai l'ho detto...
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ZannaB: Ah dimenticavo la "foto" (disegno) è figherrima!
Sì, è una palese leccata di culo a Bartolino, lo so.
RIBALDO
Riguardo la diminuzione (il crollo) negli acquisti di libri di letteratura credo sia vero. Mi pare di aver sentito non molto tempo fa qualcosa al riguardo (tipo crollo delle vendite, librerie che chiudono) probabilmente anche per il fenomeno dell'e-book che però ha di positivo il fatto di arrivare a tutti che però non necessariamente è positivo. Ma sarebbe lo spunto per un altro editoriale (è davvero un bene che tutto - musica film libri - sia a portata di tutti?).
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ZannaB: No Riba, non è un bene!
aleradio: No aspetta, ti stai chiedendo se sia un bene che musica, film e libri siano alla portata di tutti? Ma dicivero?
RIBALDO: Ovviamente è un bene ma la possibilità di fruire di tutto e subito non necessariamente è positivo per la formazione culturale di un individuo. è come se ti trovassi un buffet con ogni ben di dio e ti ingozzi a caso qua e là. il paragone opposto invece, ovvero la formazione culturale che procede per gradi, poche cose alla volta ma approfondite, potrebbe essere l'equivalente di chi è a tavola e mangia poche pietanza ma tutte squisite. Che preferisci: il buffet o il ristorante?
ZannaB: Ribaldo, oggi mi hai stupito! Mi hai tolto le parole di bocca. Bravo!
aleradio: Ma le due cose possono anche sposarsi. Se le due cose non si sposano non si sposano in nessuna era, in nessun pianeta, in nessuna dimensione spazio temporale. Io la vedo solo come una cosa positiva. I gagni che collezionano liste della spesa dei gruppi che fagocitano, non sono frutto delle nuove tecniche di condivisione.
ZannaB: Io pensavo ad altro Ale, ma poi se lo dico certi utenti si offendono e iniziano discussioni infinite che non ho voglia di fare.
RIBALDO: Non sono il frutto ma a tale condivisione così "reagiscono" e si comportano. è il concetto di "dispersione dell'energia" tanto caro a Kierkegaard.
shark: Oggi Ribaldo in forma
aleradio: Senza tale condivisione invece rimarrebbero identici. Non penso che il problema sia il dispendio di energia in COSA, ma il dispendio di energia in generale.
RIBALDO: Per sintetizzare al massimo è la stessa differenza che passa tra erudizione e cultura...
geenoo .: Ribaldo mò non esagerare per caritàdiddio... che mi sono rovesciato sulla poltrona di pelle umana.. mi sto sganasciando dalle risate... tu dove ti ficchi tra erudizione e cultura?? ;-DDD
aleradio: Mah, questo non greto.
RIBALDO: Sono ferrato su poche cose, sono più erudito che colto ma mi spaccio per colto.
Aliosha
Penso che per il cinema attingere al fumetto sia, come l'abitudine non certo recente fare sequel di sequel di sequel, una tattica per massimizzare gli introiti. La gente é attirata da ciò che conosce già (pensate robe orrende tipo jason contro freddy, la leggenda degli uomini straordinari, van helsing etc)
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puntiniCAZpuntini
puntiniCAZpuntini Presidénte onoràrio
Oltre a essere attratta da ciò che conosce già (stesso discorso che si fa per i loop, i ritornelli e di conseguenza i tormentoni) i film Fumetto secondo me hanno più incassi perchè i bambini ti assillano per andare a vederlo e quindi ci va tutta la famiglia che normalmente non va a vedere film decenti. A prova di questo, abbiamo gli incassi di Harry Potter, che viene sì dai libri, ma libri per bambini.
Ovviamente aiuta il fatto che una cagata immane piena di effetti speciali vista al cinema ha un po' più di senso che vista in tv, però non è il punto principale.

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nes: beh oddio, harry potter se lo son letti un po' tutti.
puntiniCAZpuntini: Sì, ma non credo che il grosso del guadagno lo abbia fatturato con gli over 30, eddai, uno se lo legge ma si accorge del target a cui era dedicato.
nes: i film non lo so, il libro il grosso lo ha fatto sugli over 12 di sicuro: quando è uscito l'ultimo libro in versione originale in italia alla mondadori di milano c'era la coda fuori. e si parla di un libro in inglese messo in vendita dalle 24.00 alla 1.00 di notte (forse ricordo male e era dalle 23.00 alle 24.00, di sicuro su questa pagina c'è qualcuno che sa meglio di me come andarono le cose. di una cosa son sicuro: nell'arco di quell'ora è andato esaurito)... li di bimbi ce ne eran veramente pochi.
Ah, io ero la perchè stavo raccattando la mia ex... No ecco, che non si pensi male.
over 30, non over 12. Va beh, il discorso direi che si è capito.
puntiniCAZpuntini: Mi sono espresso male prima, volevo dire che per fare quei numeri stratosferici devi puntare a tutti i Target: bimbi genitori e nonni. E questo lo puoi fare solo partendo dai bimbi, a un genitore può piacere qualcosa per un bimbo (dato che bimbo lo è stato) ma difficilmente a un bimbo può piacere che ne so... Citizen Kane.
Non che un film tipo l'ultimo Scorsese abbia fatto fiasco, però niente a che vedere con le botte di Frozen, Avengers, Transformers e compagnia infantile.
O vedi l'esempio di SIn City, riportato sotto: è fumettoso, è facilone e pieno di effetti speciali però non ci porti i bambini e quindi tanti biglietti in meno. Con le troie vendi ma mai quanto con gli eroi e le battaglie per la terra.
Gringott
Personalmente credo che nell'ambito cinematografico la riproposizione di fumetti non sempre è un modo per massimizzare gli introiti come dicono Aliosha o puntiniCAZ, non sempre infatti si presentano come film scadenti imbottiti di effetti speciali, ad esempio a me sono sempre piaciuti moltissimo: Batman(1989), Watchmen (Alan Moore perlappunto), anche Sin City (Frank Miller) ma anche uno degli ultimi di Christopher Nolan: Batman Il Cavaliere Oscuro. Poi infine credo che i lettori di fumetti possano essere costanti lettori di opere letterarie.
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puntiniCAZpuntini: No, non è sempre così. Comunque, aldilà di qualsiasi opinione i numeri dicono che da 10/15 anni i film che incassano di più sono sempre quelli dove ci porti i bambini. Indubbiamente anche il fatto che ora in Cina e simili si va molto più al cinema rispetto agli 80/90 ha contribuito a questo completo predominio, che però è partito da molto tempo fa. Se vuoi vedere dei titoli campioni di incasso che non siano "per tutta la famiglia" devi tornare agli anni 70, negli 80 e 90 qualcuno c'è stato ma comunque in minoranza.
Gringott: Non sempre però i film tratti da fumetti sono film dove ci porti i bambini, vorrei sfidare qualunque buon padre di famiglia a portare il proprio figlio a vedere Sin City, basta udire il nome del regista e puoi capire che non sono film che possono essere adatti a bambini.
puntiniCAZpuntini: Sì, ok, ma hai tirato fuori un caso su 200, e quel caso, per l'appunto, non ha fatto numeri da capogiro. Avrà venduto sicuramente tanto, altrettanto sicuramente sono convinto che se vai a vedere le classifiche di vendita di Sin City, lo troverai sorpassato nello stesso anno da uno o due (minimo) film per tutta la famiglia. Film col maggiore incasso per ogni anno - Wikipedia ... guarda tu, non ricordo di che anno è Sin City.
Aliosha: comunque non negavo che un film che adatta un fumetto, così come quello che adatta un libro, debba essere peggiore di uno con un soggetto originale. Dicevo solo che, fatto bene o fatto male, se la gente ne ha già sentito parlare vende di più.
nes
nes
Ho letto fumetti scritti come giust 3 o quattro scrittori al mondo san scrivere (preacher, garth ennis Preacher - Wikipedia ). Ho letto fumetti sulla guerra più intelligenti di un libro di gino strada ( L'orgoglio di baghdad, Brian H. Vaughan e Niko Henrichon Amazon.it: l'orgoglio di bagdad: Libri ).
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nes: Poi ho letto anche topolino... Allo stesso tempo ho letto libri che se anche solo ti comperi sei un coglione (c'è 'na lista tra le recensioni di the punisher) . Ho poi visto film che cambiano la tua percezione della realtà (2001) e ovviamente da faccia da picasso ad atm, ho visto pure una tonnellata di film che hanno solo accorciato il numero di cose che mi sarà dato da fare in vita. E quindi? E quindi il problema non è il media ma quello che ci sta dentro. nessuno dirà mai è meglio la pizza del pandoro, perchè quindi bisognerebbe stilare una classifica dei vari media? son cose differenti, e come tali vanno analizzate, no?
la cosa "grave" è che questi paragoni (con conseguenti classifiche) vengono da chi si ritiene intellettualmente più elevato: non ho mai sentito dire a nessuno "è meglio vedere un film; è meglio leggersi il fumetto" in compenso spesso e volentieri sento dire "e' meglio leggere il libro". diciamo che sarebbe meglio visonare il media originale.
[finisce sotto]
nes
nes
O, ancora meglio, sarebbe il caso di parlare solo dopo aver preso in considerazione tutti i media a disposizione. magari con un bagaglio culturale che ti permetta di valutare realmente quello di cui stai fruendo. ecco, se le cose si facessero così credo che l'argomento potrebbe essere affrontato da un centesimo delle persone che normalmente ci si incaponiscono. Ma se così si facesse le cose funzionerebbero meglio, e a quanto pare a noi piace far andare le cose un po' alla cazzo di cane.
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Gringott: Quindi stai dicendo che ci dovrebbe essere un regime di poche persone che potrebbe affrontare l'argomento, addirittura ''un centesimo di quelle che si incaponiscono'' ma come fai a capire se il bagaglio culturale ti permette di affrontare l'argomento??Certamente non si ha un unità di misura per calcolare il tuo grado culturale.
nes: "stai dicendo che ci dovrebbe essere un regime di poche persone che potrebbe affrontare l'argomento," no sto dicendo che l'argomento è una minchiata, e lo dico perchè so di cosa sto parlando. al contrario chi dice "meglio i libri dei fumetti" se gli chiedi chi cazzo siano zezelj o ennis l'unica cosa che ti sa rispondere è: una marca di scarpe. No, perchè mica ci vuole un genio per capire che ennis scriva da dio... o che paragonare un fumetto di zezelj a un'opera priva di immagini è come paragonare una finale di champions a un album della panini. Per comprenderlo basta una cosa sola: sapere di cosa si sta parlando, avere idea di cosa sia il fumetto (che non è solo bonelli topolino e spiderman) e avere idea dicosa sia un libro (che non sempre è Grossman, anzi, il primo stephen king che passa rischia di essere uno spesso se paragonato a chi ha scritto il libro delle risposte). quindi un libro è meglio di un fumetto??? si insomma: ma di che cazzo si sta parlando???
aleradio: "o che paragonare un fumetto di zezelj a un'opera priva di immagini è come paragonare una finale di champions a un album della panini"
EverardBereguad
Metti in ballo un po’ di argomenti, intervengo solo in merito al modo in cui affronti il confronto fumetto/libro. Tu presupponi un collegamento tra le fortune dell’una e dell’altra forma d’arte che secondo me non c’è. Ad esempio a mio parere non esiste alcun collegamento tra il crollo delle letture di libri e l’aumento di quelle dei fumetti. Se non ci fossero i fumetti il crollo di cui parli si sarebbe comunque verificato.
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RIBALDO: La penso come te. Inoltre il proliferare di film tratti da fumetti è dovuto al fatto che incassano bene (era facile da capire). Se un domani per assurdo la gente "impazzisse" e andasse solo a vedere film da supercapiscioni i film/fumetto sparirebbero e la carrozzella col bambino e l'occhio della madre imperverserebbero in ogni dove...
geenoo        .
Dai... i fumetti col il crollo della letteratura non c'entrano niente. I fumetti ci sono da decenni. Il crollo della letteratura è dovuto alla tv, ad internet e all'ignoranza soprattutto. Se uno è ignorante non legge. Quindi se scende il numero dei lettori aumenta l'ignoranza. La lettura è pericolosa, per certi versi, perché se uno cerca bene come dice, il Prof. Ribaldo, può trovare tutto. Nella tv no. Comunque ancora un editoriale pesantuccio eh...
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EverardBereguad
E soprattutto è sbagliato fare un confronto nel senso di meglio questo o quell'altro, come forse un po' fai. Come ti ha già fatto notare qualcuno sono due forme d'arte ormai troppo diverse tra loro.
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ilfreddo
ilfreddo Divèrs
Molto carina l'immagine dell'editoriale. Non so affatto convinto che esista una correlazione negativa tra film fumettosi/fumetti vs. lettura di libri. Se in Italia la media di pezzi di carta rilegata letti per un ggggiovane è vicina alla singola unità in 365 giorni; se è davvero così, e lo è, io credo che i motivi vadano ricercati in altri fattori: lobotomizzazione ultradecennale tramite maggioranza di programmi tv da galera e preconfezionati con 0 elementi culturali e che non necessitano di spirito critico, dipendenza patologica da smartphone/social network/scommesse online che asciugano il tempo libero, educazione famigliare discutibile, scuola incapace di attrarre gli studenti ecc.... Un fumetto o un film non impegnato non credo siano affatto un problema.
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Aliosha: La televisione sencondo me non é stata molto influente per i diciottenni di oggi. Più che altro é la forma mentis che deriva da essere nati già collegati ad internet, con conseguente abitudine a fruire in modo molto liquido dei contenuti, quali che siano. Il libro é molto poco liquido in questo senso. C'era un saggio di Baricco su sta cosa, non molto originale, soprattutto se letto a dieci anni di distanza, ma l'avevo trovato ben presentato. Quanto alla scuola, non ho idea se possa maggiormente avvicinare le persone alla lettura. Di sicuro l'ambiente famigliare é spesso molto incisivo.
ZannaB: Aliosha forse è vero che i giovani d'oggi sono più influenzati da internet che dalla televisione come dici tu, ma non dimentichiamoci che le loro famiglie sono composte invece da quelle persone che a suo tempo sono state lobotomizzate proprio dalla televisione.
Darkeve
Darkeve Divèrs
L'Italia è il paese europeo dove si legge meno, da sempre, sia quotidiani che libri (con Spagna e Portogallo). Le tv immonde di Berlusca, prima, e internet, poi, hanno solo peggiorato la situazione. In generale i paesi cattolici sono sempre stati meno abituati alla lettura, a causa della mediazione dei preti verso le sacre scritture. I protestanti leggono di più, perché il luteranesimo spingeva ad un' interpretazione personale della bibbia. Saranno cazzate, ma dati alla mano è proprio così. I paesi nordici leggono molto di più, questo è legato anche ai fattori climatici (quando ancora non c'era la tv): fa freddo, sto a casa a leggere. Gli italiani invece andavano a figa perché c'era il sole, yeah!
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nes: i paesi nordici hanno (inghilterra in primis) pure delle televisioniraccapriccianti,roba che al confronto i programmi di barbara d'urso son roba per dottorandi. No, lo dico solo perchè almeno la si smette di pensare che la tv porti a leggere di meno, il tuo ragionamento mi pare decisamente più sensato.
macaco
Scoperto per caso in libreria che pure questo é tratto da un fumetto. La vita di Adele (2013) - IMDb Non l´avrei mai pensato.
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Aliosha: concordo, molto bello.
Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
Siamo ignoranti: facciamocene una ragione oppure facciamoci una cultura;)))
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zaireeka
inuna prospettiva funzionalista bisognerebbe prima capire a che serve leggere.Vifacciodapere!!
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zaireeka: primadituttovachiaritochelaletturan one'unfinemaunmezzoperacquisire
zaireeka
Dunque dicevo. Prima di tutto va chiarito che la lettura non è un fine ma un mezzo per acquisire informazioni sul pensiero (o sul prodotto del pensiero) di un'altra persona al fine di usarlo per completare/plasmare il proprio. Su questo, senza voler tirare in mezzo teorici della coscienza, non penso che ci piova. 
BËL (00)
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zaireeka: La differenza sostanziale del mezzo lettura, rispetto ad altri  quali farsi una chiacchierata con il vicino di casa la mattina oppure stare tutto il giorno fuori  di casa e chiedere come va ad ogni persona che incontri, è che il primo è come bere l'acqua di un lago (possibilmente depurato) ed il secondo è come bere l'acqua direttamente da una sorgente che si trasforma presto in un fiume, anche impetuoso, che può finire per portare con se cose assolutamente insignificanti ma anche creare cascate meravigliose che tu conosci per primo.
Ecco, penso che tutte e due sono forme (mezzi) di acquisizione della conoscenza (utili sempre a completare se stessi), ed onestamente, da quel grande lettore che sono diventato, non penso, in base alle considerazioni fatte, di poter dire che la prima sia più nobile a prescindere della seconda (che pratico molto poco ultimamente). 
zaireeka
Insomma, va bene a leggere meno (ed alla stessa maniera ascoltare meno canzoni su youtube, guardare meno film, chè tanto tutti mezzi simili sono, sempre laghi sono) se
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zaireeka: serve a uscire un po' di casa (possibilmente fisicamente) a farsi due chiacchiere con la gente che sta fuori!! Sai che romanzi potresti scrivere tu stesso ..

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