Nel 1991, anno in cui tra l'altro sono nato, una band proveniente da Buffalo, (NY) da alla luce il suo primo full length e contribuisce assieme agli altri grandi nomi provenienti da quegli anni, a scrivere la storia del Death Metal.
Sto parlando dei Malevolent Creation. La band americana, allora costituita da Bret Hoffmann alla voce, Phil Fasciana e Jeff Juszkiewicz alle chitarre, Jason Blachowicz al basso e Mark Simpson alla batteria, partorisce un signor disco, che malgrado non sia tra i più violenti di quell'anno, come ad esempio "Butchered At Birth" dei monsters Cannibal Corpse o "Effigy of the Forgotten" dei Suffocation, si caratterizza per uno stile particolarmente grezzo, rude e influenzato in buone dosi dal Thrash Metal di Possessed e Slayer. La voce di Hoffmann ad esempio non è quel growl gutturale tipico delle band soppracitate, ma è una comunque ottima voce raschiata, acida in certe tonalità e molto molto cupa. Le ritmiche, furiose e violente, sono intervallate in certi momenti da brevi ma violenti stacchi mosh che fanno scuotere forsennatamente la testa.
Introdotto da una splendida copertina disegnata dal grande Dan Seagrave (colui che disegnò anche Left Hand Path degli Entombed o Effigy of the Forgotten dei Suffocation e tante altre covers di dischi Death Metal), e prodotto da Scott Burns, passo obbligatorio per le Death Metal Bands dell'epoca, "The Ten Commandments" è un bombardamento, una tempesta, un cataclisma di chitarre pesanti, veloci e taglienti, drums veloci e precise e di un basso pachidermico, che creano un muro sonoro indistruttibile su cui Hoffmann impervio, declama truculente novelle splatter. Dopo la tenebrosa e oscura intro "Memorial Arrangements", comincia il khaos: "Premature Burial", "Remnants Of Withered Decay" e "Multiple Stab Wounds" sono le prime tre scheggie impazzite di un Death Metal furioso e maleducato in cui Hoffmann si sgola letteralmente e le sue parole, essendo il suo growl non profondissimo, si stagliano nei timpani con cattiveria e brutalità. L'intro della della cadenzata quinta traccia "Impaled Existence" è rabbioso quanto basta, finchè non si giunge alla metà della song in cui le vocals sono filtrate con uno strano effetto e il ritmo in sottofondo fa partire un headbanging strapieno di foga e incazzo. La canzone è una colata lavica di mid tempos e sfuriate Death/Thrash. Davvero evocativo il tuono in sottofondo verso la fine. L'accoppiata "Thou Shall Kill!"/"Sacrificial Annihilation" è di una violenza prepotente, tra le due la seconda traccia è la mia preferita del disco, bello il breve intro di basso all'inizio in mezzo ad un condensato di ritmiche quasi Brutal Death che si alternano ad altre più prettamente Thrash. Bret Hoffmann imprime un aggressività devastante : "I am your...DESTRUCTION!!". Bellissimi i riff iniziali della seguente ottava traccia "Decadence Within" che, assieme alla successiva "Injected Sufferage" e all'epica "Malevolent Creation" chiudono col tritolo un disco davvero cattivo, bastardo e brutale.
Una vera e propria mazzata tra capo e collo, nonchè un must per tutti gli amanti del Death Metal e dell'Extreme Metal tutto.
Lo stile nel songwriting è particolarissimo e originalissimo.
Capolavoro, insomma, ma anche manifesto del Death Metal meno “spaccatutto” e growler.