Copertina di Manic Street Preachers Generation Terrorists
NightNursery

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Per appassionati di musica rock e punk, fan dei manic street preachers, amanti della cultura musicale anni '90 e della poesia nelle canzoni
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LA RECENSIONE

La prima volta che ho ascoltato i Manic Street Preachers è stato nel 1997.
Cioè, avevo già comprato, nel '95, "Everything Must Go" ma per ascoltare intendo altro... bellissimo disco senz'altro ma non è stato il loro "CAPOLAVORO SENTIMENTALE" a colpirmi, no.
Mio padre era stato, durante il periodo natalizio, a Londra, ed io avevo chiesto di comprare il primo album dei M.S.P., ovvero: "Generation Terrorists".

Dedito quel pomeriggio ad una corrosiva attesa per una telefonata da parte di una ragazza - storia fondamentale non per il cuore ma per il risvolto personale e caratteriale che ha avuto nella mia vita - vengo distolto dalla morbosità dal campanello di casa: è mio padre che è ritornato!!! Niente di più fastidioso in momenti come questo.
Arrivato, mio padre mi consegna la bustina della Tower Records contenente i 2 CD.
In quel momento iniziai un rapporto strano con una cosa, a partire dall'estetica, a me aliena; la copertina mostrava il braccio e metà petto nudi di un uomo (Richey James Edwards, il chitarrista) con tatutata una rosa stile "I love you, Jane". Solo che la rosa recitava: "Generation Terrorists". Nonostante ciò non mi venne in mente neanche per un attimo la parola "TAMARRO".
Andai in camera, scartai la confezione ed aprii alla prima pagina del booklet (premetto che conoscevo vagamente la loro storia e musicalmente solo il loro 4° album).
La foto dei quattro membri: Richey James Edwards, Nicky Wire, Jeams Dean Bradfield e Sean Moore.
E un'unica parola, alla vista di quelle foto, mi si stampò in mente: Rock'n'Roll.
Poi passai a scorrere la lista di titoli e qui qualcosa si unì; sotto ad ogni titolo c'era una citazione: Rimbaud, Sylvia Plath, Cummings (!), Camus, Valerie Solanas (!!!).

Un gruppo così non l'avevo mai visto prima e, sopratutto, IO, abituato all'immagine "Indie" del rock, capii che PERSONALMENTE preferivo quell'esagerazione.
Ascoltare i riff di "Slash and Burn" o di "Born to End" e nel frattempo leggere: "Progress is a comfortable Disease" (E.E.Cummings) o "the male is an incomplete female, a walking abortion" (Valerie Solanas), o ancora "O witches, O misery, O hate, my treasure was left in your care!" (Rimbaud)... la foto di un ragazzo intento ad applicarsi l'eyeliner, o un altro che mostra un tatuaggio che dice "Useless Generation"... la voce del cantante che somigliava più a George Micheal che a, che so, Kurt Cobain... I vestiti a là Clash pieni di Slogans... tutto questo catturò la mia immaginazione stigmatizzata in una frase: "I Laughed when Lennon got shot".

Quel disco, "Generation Terrrorists", mi riaccese l'amore per il Punk (inglese '77) e di tutta quella sottocultura, per il Rock'n'Roll senza formalismi a là N.Y.Dolls... probabilmente era meglio un "Kitch" che ispirava bellezza piuttosto di un "Finto-Loser" in jeans e maglietta.

Tutto qui.
W l'eyeliner, Camus e il Rock'n'Roll.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive la prima esperienza dell'autore con 'Generation Terrorists', l'album d'esordio dei Manic Street Preachers, evidenziandone l'impatto emotivo e culturale. Tra estetica provocatoria, citazioni letterarie e suoni punk energici, il disco ha riacceso la passione per il rock autentico. Un viaggio tra musica e poesia che rompe con l'immagine indie tradizionale.

Tracce testi video

02   Nat West-Barclays-Midlands-Lloyds (04:32)

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03   Born to End (03:55)

04   Motorcycle Emptiness (06:08)

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05   You Love Us (04:18)

06   Love's Sweet Exile (03:29)

07   Little Baby Nothing (04:59)

08   Repeat (Stars and Stripes) (04:09)

10   Another Invented Disease (03:24)

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12   So Dead (04:28)

14   Spectators of Suicide (04:40)

17   Methadone Pretty (03:57)

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18   Condemned to Rock 'n' Roll (06:06)

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Manic Street Preachers

I Manic Street Preachers sono una rock band gallese, emersa tra fine anni ’80 e anni ’90. Le recensioni li descrivono come non compiacenti, politicamente provocatori e capaci di passare da sonorità dure e taglienti a un pop-rock più orchestrale e malinconico. La loro storia è segnata dalla scomparsa del chitarrista e paroliere Richey Edwards nel 1995.
22 Recensioni