Manuel Sgarella
La leggenda del Maratoneta

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La Leggenda del Maratoneta

A piedi da Milano ad Atene per vincere l’Olimpiade

Non nasco atleta, anzi alle scuole superiori ero il peggiore nella fatidica corsa campestre d’istituto e quando dico il peggiore intendo dire che nel mentre terminavo il mio ultimo giro con le forze allo stremo ed i muscoli a pezzi, i miei compagni di classe erano già nello spogliatoio a cambiarsi d’abito.

Ho sempre covato amore per la bicicletta e per l’andare in montagna, ma di natura sono poco competitivo ed una certa pigrizia che albergava in me ai tempi delle superiori e durante l’università mi ha sempre tenuto lontano da una qualsiasi competizione sportiva anche a livello rionale. Se a ciò ci aggiungiamo la vita sregolata di un adolescente mediamente cazzone il gioco è fatto.

Nel lontano 2002 mi scatta una molla e cambia tutto. Acquistata una nuova lussuosissima mountain bike mi infervoro a tal punto allo sport da partecipare a gare su percorsi sterrati per poi dopo qualche anno comprare una bici da corsa, allenarmi e transitare sui mitici passi alpini del Gavia, del Tonale, il Pordoi, il Foscagno, lo Stelvio provando gioie infinite! Non contento di tutto ciò, in realtà contentissimo e con un crescente spirito agonistico, mi butto anche in gare di bicicletta da corsa per poi arrivare di lì a poco alla corsa in montagna e poi su strada fino ad una mezza maratona conclusa con il tempo di 1 ora e 48 minuti che per un nato incapace di correre del mio calibro è tanta roba.... Si ero diventato un runner senza saperlo! Badate bene, nessuna squadra, nessun compagno di allenamento, nessuna tabella di marcia, nessun integratore, nessun massaggiatore, nessun cardiofrequenzimetro; non bisogna prendersi troppo sul serio sennò si rischia d’inciampare .. tutto è così alla buona, a sensazione, prendendo i tempi e cercando di migliorarli di volta in volta e con una unico imperativo: non arrivare mai ultimo nelle gare a cui partecipo e sostanzialmente divertirmi.

Alcune gare sono andate bene, oltre le mie più rosee aspettative, altre un po' meno.. ma ho sempre mantenuto fede alla mia promessa : mai ultimo!

Si va bene mi direte voi, ma sto pippone perché? Perché adesso che sono meno allenato, anche se continuo (con minor regolarità) con le mie passioni sportive mi diletto a scovare storie strane, aneddoti e personaggi curiosi legati al mondo dello sport e di Luigi Airoldi vi devo proprio parlare! L’Airoldi nasce ad Origgio nel 1869 in una campagna dell’allora milanese e mostra un fisico robusto e muscoloso formatosi nei campi; ottime gambe, braccia muscolose e torace immenso. Tanto per snocciolare due numeri: 120 cm di torace, 45 cm di bicipite per un’altezza di cm 160! Praticamente un potentissimo blocco di cemento armato sorretto da gambe robuste e forza di volontà infinita.

La sua forza fisica lo porta a gareggiare in svariate discipline; la sua vera passione è la bici ma ben presto scaturirà la passione per la corsa che lo porta a partecipare ad assurde gare massacranti alla fine dell’Ottocento tipo la Torino-Nizza di 210 Km da percorrere in due giorni oppure la Torino-Marsiglia-Barcellona di 1000 km da percorrere ci corsa in due settimane.. Cioè cose che solo a pensarle ti viene l’acido lattico anche a stare sdraiati sul sofà!

Ecco, il caso vuole che quelli sono gli anni in cui il barone De Coubertin alla Sorbona di Parigi si sta battendo per organizzare la prima edizione delle Olimpiadi Moderne che si sarebbero svolte ad Atene nel 1896 e questa per l’Airoldi e per la sua crescente condizione atletica che lo vede battersi e vincere anche alcune delle gare sopra menzionate è un’occasione troppo importante da perdere. Doveva partecipare alle Olimpiadi per battersi nella Maratona, la corsa finale che chiude il programma delle gare olimpiche! E voleva vincere!

Si però c’è un problema: Carlo Airoldi è povero, molto povero e non ha i soldi per permettersi il viaggio fino ad Atene e la sua Società Sportiva “La veloce” non era intenzionata a sgancaire alcun ghello al povero Carlo, il quale abituato ad arrangiarsi da solo, dovette fare da solo anche quella volta.

Andare a piedi ad Atene era l’unica soluzione e così fece. Trovò uno sponsor: il neonato giornale sportivo “La bicicletta” il quale gli avrebbe coperto le spese necessarie al viaggio in cambio di notizie sul viaggio da pubblicare sul giornale .

Il gioco era fatto, la condizione fisica alta e così il 28 febbraio del 1896 Carlo Airoldi partì da Milano alla volta di Atene; duemila km da corrersi in un mese per arrivare giusto giusto qualche giorno prima della Maratona, sicuro dei propri mezzi e di una probabilissima vittoria. Tra mille peripezie ed un abbigliamento fantozziano raggiunse la città di Atene nella data prestabilita, percorrendo circa 70 km al giorno per un mese intero tra piogge, neve, fango, malintenzionati, notti all’addiacco, poco cibo, animali randagi e tutto quanto si può immaginare in un viaggio del genere..

Arrivato ad Atene con la eco delle gesta da lui compiute riportate sul giornale “la biciletta” venne festeggiato da un comitato d’onore al suo arrivo in città, ma non tutto purtroppo funzionò come avrebbe dovuto e lì proprio dove avrebbe voluto lasciare il proprio segno indelebile nella storia, qualcuno aveva deciso di giocargli un brutto scherzo.

Come finirà la storia ad Atene non ve lo dico per non togliervi l’amaro finale a sorpresa indegno di una grande storia come questa che mescola ricordi in bianco e nero, gesta d’altri tempi, Buffalo Bill, prove di forza inimmaginabili, corse pedestri, burocratese, orgoglio ed un filo di malinconia.

Oggi di Carlo Airoldi rimane pochissimo, questo libro segna nero su bianco una storia che da sola sarebbe la sceneggiatura perfetta per un film memorabile in un’Italia di fine Ottocento; in un’Europa di fine Ottocento.

Leggetelo tutto d’un fiato e correrete più forti di prima! Carlo Airoldi è Rock !

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Commenti (VentiCinque)

lector
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Ai soldi spakka!
Bellissimo, metodi il massimo al libro, anche se non l'ho letto, ma lo leggerò.
Io sono uno dei massimi sportivi da divano del pianeta!
BËL (02)
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lector: Airoldi, correttore di merda!!
tia: Ricorda un pò le tue storie sgangherate; sono sicuro che ti divertirebbe leggerlo!
lector: Ne sono sicuro anch'io
De...Marga...
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@[tia] è Ruock!!! Che bella storia ragazzo di "quel ramo del Lago di Como". Infondi le tue sanissime passioni, per prima cosa le montagne, ai tuoi pargoli!!
BËL (00)
BRÜ (00)

tia: Tu pensi che non lo stia facendo? Sono due furetti in montagna!
Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Che storia meravigliosa! Ovviamente non ho resistito e sono corso (ahahaha!!!! simpaticissimo!) su wikipedia a spoilerarmi il finale. Gran peccato, ma leggere la lettera dell'Airoldi mi ha fatto pensare che, di testa, a questo non lo tiravano giù manco gli elefanti. Tra l'altro ho scoperto di conoscere fin troppo bene uno dei suoi nipoti. incredibile... Grande segnalazione!
BËL (00)
BRÜ (00)

tia: ma dai davvero? Pensa che di quest'uomo non esiste più nulla se non qualche cimelio sportivo e nulla più. Un vero peccato!
Almotasim
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Bella pagina, Tia, grande storia! Lo ordino e regalo subito a mio figlio. Scommetto che anche tu hai 120 di torace.
BËL (00)
BRÜ (00)

tia: io ho 120 di cranio! ;)
mrbluesky
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Che belle storie Tia,la volontà è tutto nella vita il resto sono tutte scuse
BËL (03)
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CosmicJocker
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Rock e poeta..ora sento un certo stimolo, corro...
...in bagno
BËL (01)
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Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
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Non sapeva cosa fosse la depressione e autostima alle stelle: bella storia
BËL (00)
BRÜ (00)

tia: si decisamente una bella storia, ma dal finale amaro..
sfascia carrozze
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La DePagina è molto bellerrima.
Ma pur non volendoLe smontare il Suo mito, sono costretto a dirLe che quello lì ritratto in DeCopertina, in effetti, sono io.
Alcune di quelle misure, veda, sono errate:
vada per il torace e bicipito, ma altezza per larghezza sono 140 x 220.
Centighradi.
Chieda al @[IlConte] che Lui lè sà qveste cose perché gliele ho rivelate quando sbarcò in Terrae Nuragicae nello stesso anno dello sbarco (o sbraco) sulla Luna.
1492, ça va sans dire.
BËL (02)
BRÜ (00)

IlConte: Ahahahahahahah Lei. Nobil Signore, praticamente ... mi tiene TUTTA una carreggiata!!!
tia: Prendo nota delle misure da lei sopraccitate e vado a realizzarne un calco in gesso; chissà magari un domani le faremo una statua!
sfascia carrozze: @[IlConte] Ma infatti le strade insular-sudoccidentali sono tutte a quattro corsie in ciaschedun senso di marcia solo per far scorrere in esse mè, medesimo.

@[tia]
Ma le statue, che Lei seppia, non si fanno solo a quelli defunti?
In caso affermativo seppia che non ho alcunissima fretta: facci con comodo, facci.
tia: Ma infatti preparo il calco. Lunga vita a sfascia e lunga vita a carrozze che poi è fortunatissimo con quel nome lì ne ha già due di vite! Perdinci!
Flame
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Belin, ho letto i primi due capitoli e mi sono detto: parla di me. Poi hai iniziato con gare sportive e li sono finite le affinità. Ma la mia formazione divanesca non mi ha impedito di amare la bicicletta, per me una delle massime espressioni di libertà, ma le montagne non me le sono mai potute permettere, al massimo le colline del Monferrato, già in Langa devo fare un cambio di polmoni. . Balla storia quella di questo Airoldi. Il fine 800 è diventato un periodo quasi fiabesco ormai.
BËL (01)
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tia: Davvero, roba da fratelli Grimm!
algol
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Grandissima vicenda Tia. snocciolata brillantemente nel tuo stile unico. Bellissima pagina!
BËL (00)
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tia: Troppo gentile fratello! Mi stanno intrigando queste letture sportive che affrescano i contorni di un'Italia che fu! Forse era più bella l'Italia in bianco e nero..
algol: Non sapevo nulla di questo idolo assoluto. Praticamente una sceneggiatura pronta. Che storia.
algol: Magari un giorno ce la faremo una sgambata assieme. Sarebbe bello.
tia: Si davvero, anche se adesso sono in una forma protopietosa... faccio tutto ma pochissimo: nuoto, corro e pedalo ma non con regolarità e poi ho la testa impegnata su un grosso cantiere e le energie vanno là!... E come ben saprai la testa è fondamentale! Però domani dovrei staccare la spina per una settimana; porto il mio culo a mollo nel mare e ci darò dentro con le corsette mattutine alle 6 di mattina in spiaggia ed in pineta!!
algol: corsette mattuitine appresso a qualche culettino nervoso e guizzante. E di fianco il mare. Cosa chiedere di più?
tia: effettivamente nulla! Ma mi piacerà pure osservare le coppie di pensionati che, fazzoletto in testa annodato negli angoli, saranno intenti a raccattera - grazie alla bassa marea mattutina- bivalve ed affini..
ilafante
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eh no! ora voglio sapere cosa succede, senza leggere il libro!
BËL (01)
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tia: Chissà magari poi vi snocciolerò l'amaro finale!
ilafante: Il Bignami scritto da Tia!!!
tia: ;)!
IlConte
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La storia dell’Airoldi la conoscevo... ma non era Carlo?! Mah, poco importa. Comunque se non ricordo male, quella foto non rende merito al fisico del ragazzo che praticava pesi e lotta. E mi sembra sfidò il Buffalo Bill lui a piedi e il Bill a cavallo ... ma il pavido rifiutò.... magari ricordo male.
Grande storia, grande Tia.
BËL (01)
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tia: si che bigolo, lassù mi è scappato un Luigi ...e so anche il perchè! Dopo l' Airoldi mi sono buttato sulla lettura delle gesta di uno dei massimi sportivi d'abitudine nelle ultime posizioni!: la mitica maglia nera Luigi Malabrocca. E mentre scrivevo dell'uno pensavo un pò anche a quell'altro!
tia: comunque ricordi bene di Buffalo Bill; era un portento quest'uomo!
tia
tia
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Ma che bella accoglienza tutto questo interessamento! L' Airoldi ne andrebbe fiero!!
BËL (00)
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JonatanCoe
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Tu almeno arrivavi al traguardo, seppur con i muscoli a pezzi. Io non partivo neanche, preferendo oziare al fresco degli alberi! Ma che bella storia...kaiserslauterenz!
BËL (01)
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JonatanCoe
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Anche in me è prevalsa la curiosità e mi sono auto-spoilerato un libro che ho comunque intenzione di comperare e leggere. Ribadisco, che storia pazzesca!
BËL (00)
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tia: Ha dell'incredibile!!
nes
nes
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"120 cm di torace, 45 cm di bicipite per un’altezza di cm 160!" un mobiletto da cucina! meno male che mi son fermato per scrivere 'sta minchiata, così ho letto i due commenti qui sopra e ho capito che per ora è meglio fermarsi. Mi piacciono le storie di sport. lo voglion leggere due su due che ho letto, forse vale la pena recuperarlo.
Ah, occhio che la bicicletta è pericolosa, se non smetti per tempo ti ritrovi a 72 anni con dei pantaloncini attillati azzurri e arancioni a farti urlare insulti da camionisti, prostitute, e mamme col passeggino.
BËL (03)
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tia: Si, mi ci vedo a 72 anni in quel tutino azzurro!
imasoulman
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le belle storie van sempre raccontate
BËL (01)
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Caspasian
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Airoldi è punk. Scriptum sano in corpore sano.
BËL (01)
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Stanlio
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mmmh, Airoldi, Airoldi... mi ricorda la mia (femmina) preside all'istituto professionale di stato per il commercio "Elia Lombardini" di Milano dove mi diplomai a fatica come addetto ala contabilità d'azienda nel 1976, non ho mai capito quale fosse il nome e quale il cognome lei si firmava Airoldi Gnappa e niente.

p.s. A furia di leggere m'hai fatto venire l’acido lattico anche agli occhi pure stando sdraiato sul sofà! (e dove sennò...?)


BËL (01)
BRÜ (00)

tia
tia
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Ragazzi, l'Airoldi come recensione del momento è come avergli fatto vincere cento dopo la Maratona!!! Vai Carlo! Donani i miei 5 miserrimi km saranno per te!!
BËL (00)
BRÜ (00)

musicanidi
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Io arrivo per ultimo ben sapendo che sarò il primo...
BËL (01)
BRÜ (00)

Falloppio
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Tia for President
BËL (01)
BRÜ (00)

tia: Airoldi for president!
hellraiser
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Me l'ero persa, me la son goduta per bene stasera. Veramente bravo Tia, non conoscevo la storia, me la cerco volentieri
BËL (01)
BRÜ (00)

tia: È una storia d'altri tempi
dsalva
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Fantastico.....che bella storia. Ammetto la mia ignoranza non conoscevo il Luigi. Cercherò di certo il libro.
BËL (00)
BRÜ (00)

dsalva: Anzi sai che ho fatto.....?.....comprato!
tia: bene! Il mito dell' Airoldi fa proseliti..;)
dsalva: 15 sacchi però.....mica poco (Amazon)
dsalva: ....oltre 10 centesimi a pagina....
tia: con ibs 10 e poco più!..
dsalva
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arrivato.....vado a leggere!
BËL (00)
BRÜ (00)

tia: Indi per cui? Lo lessi?
dsalva: Macché....fra ospedale e trasloco e lavoro neanche l'ho tolto dalla busta.....

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