Copertina di Marc Almond Stardom Road
malley8

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Per appassionati di musica alternativa, fan di marc almond, amanti delle cover reinterpretate, chi cerca artisti di talento e storie di rinascita artistica
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LA RECENSIONE

Che bella sorpresa - a volte - quando le cose non vanno come ti aspetti!
Quando - insomma - vigliaccamente speri che un artista che ti è sempre piaciuto, ma che pesanti indizi danno ormai bollito e strabollito, muoia presto, in modo da essere esentato dal farti trascinare da speranze truffaldine a correre a comprare l'ultimo album dello scellerato per trovarti nel lettore una ciofeca annunciata, e poi scopri che una tantum sei riuscito a a sfuggire a questo triste meccanismo di speranza-delusione! E' una soddisfazione immensa, ed è proprio quello che mi capita stavolta, con l'ultimo album di quel gigione ormai cinquantenne di Marc Almond, che pensavo - temevo - fosse l'ennesima porcheria e invece è una figata inaspettata.

Dopo un album abbastanza deludente (o almeno non all'altezza delle annunciate aspettative) come "Heart On Snow" (2003) e dopo qualche DVD di ripescaggi di concerti oldies-but-goldies, e soprattutto dopo un terribile incidente di moto che gli è costato quasi la vita nel 2004 (coma, rieducazione vocale e motoria, una roba bella spessa) riecco Marc Almond recuperato a sè stesso e alla musica con questo nuovo "Stardom Road", un bellissimo album di cover (Sì, sì, così! Come Bryan Ferry! Vai con le cover, che è la TUA VOCE che fa tutto!) e una canzone inedita ("Redeem Me (Beauty Will Redeem The World)"). L'album, come scrive il sito ufficiale, è "un viaggio musicale tra cover che hanno influenzato la vita e la crescita artistica di Marc - posizione questa un po' diplomatica visto che poco più oltre viene attribuita a Marc Almond stesso un'affermazione secondo cui ha ascoltato centinaia di canzoni orima di scegliere quelle da cantare in quest'album, ma tant'è, va bene così - e spazia tra molti dei generi cui Marc è stato associato negli anni come le "torch song", il "crooning" dei '50, il glam dei '70 e l'elettropop degli '80", ma la cosa essenziale è che qui - tra melodie ben arrangiate, moderne, corpose senza essere eccessive e dal bel tono uniforme, c'è di nuovo, prepotente e ben usata, la sua unica, inimitabile, inconfondibile voce, che sale, scende, vaga, esplora, si mostra e si nasconde, miagola ed esplode, giocando tra canzoni che evidentemente sente di nuovo sue con una sicurezza meravigliosa da sentire oggi - perché non solo la ritroviamo dopo aver pensato di averla persa artisticamente ma soprattutto dopo aver rischiato di perderla davvero per sempre sull'asfalto di Londra.

Un miracolo. Una sorpresa fantastica. Ritrovare Marc Almond così in forma, così padrone di sé, con canzoni così ben scelte e così coinvolgenti - forse l'unico momento debole è "The Ballad Of The Sad Young Men" ed è opinabile il risultato su "Strangers In The Night" - mi ha riportato in un paradiso perduto. Quest'uomo non è un genio forse, ma un artista mostruoso. Se vi è piaciuto ai tempi d'oro e poi vi ha deluso in anni un po' così, beccatevi 'sto CD che è di nuovo ora di goderselo senza dover andare a spolverare vecchi LP tirandoli giù dallo scaffale, e se non lo conoscete questa è un'occasione non solo buona ma ottima.

Nell'album ci sono anche apparizioni di Antony (degli Antony and the Johnsons) di Jools Holland e di Sarah Cracknell (dei St Etienne), ma, scusatemi, non me ne frega niente. L'unica cosa che conta è che queste canzoni trasudano Marc Almond in tutte le note.

"I Have Lived"
"I Close My Eyes and Count to Ten"
(con Sarah Cracknell)
"Bedsitter Images"
"The London Boys"
"Strangers In The Night"
"The Ballad Of The Sad Young Men"
(con Antony Hegarty)
"Stardom Road"
"Kitsch"
"Backstage (I'm Lonely)"
"Dream Lover"
"Happy Heart"
"Redeem Me (Beauty Will Redeem The World)"
"The Curtain Falls"

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Riassunto del Bot

La recensione descrive con entusiasmo l'album Stardom Road di Marc Almond, definito una sorpresa positiva dopo un periodo difficile per l'artista. Il disco è un mix di cover ben scelte e una traccia inedita, valorizzato dalla voce unica di Almond. L'autore sottolinea il recupero artistico dopo un grave incidente e considera l'album un ritorno di qualità per il cantante.

Tracce video

01   I Have Lived (03:55)

02   I Close My Eyes and Count to Ten (feat. Sarah Cracknell) (04:06)

03   Bedsitter Images (04:10)

04   The London Boys (03:27)

05   Strangers in the Night (04:40)

06   The Ballad of Sad Young Men (feat. Antony Hegarty) (04:38)

07   Stardom Road (04:54)

08   Kitsch (05:31)

09   Backstage (I'm Lonely) (feat. Jools Holland) (03:39)

10   Dream Lover (03:23)

11   Happy Heart (04:09)

12   Redeem Me (Beauty Will Redeem the World) (04:32)

13   The Curtain Falls (03:11)

Marc Almond

Peter Mark Sinclair Almond (Southport, 9 luglio 1957) è un cantante e autore britannico, noto come voce dei Soft Cell e per una prolifica carriera solista tra synth‑pop, chanson e torch songs.
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