Copertina di Margerita Oggero Qualcosa da tenere per sé
primiballi

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Per lettori di noir, appassionati di narrativa italiana breve e ironica, chi cerca storie ambientate a torino, amanti di romanzi ben scritti e caratterizzati
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LA RECENSIONE

Ah, che bello, ricadere piacevolmente in una prosa piemontese, sintetica, precisa, ironica.

Che bello abbandonare il classico, ripetuto ed ormai retoricissimo schema del "minimo 300 pagine" per un noir (così come, ormai, per qualsiasi altro genere...).

Sì, perché sembra che la nostra società abbia totalmente smarrito la capacità di sintesi. Quasi a non ricordare più che, sostanzialmente, nessun'opera di, che so, Calvino, Pavese o Buzzati era un tomo da due chili da leggere senza vederne la fine.

In breve: in un'era in cui anche la letteratura si misura a cottimo, eccoti questa Oggero, che avevo la colpa di non conoscere, la quale, con sintesi piemonta bella e d'altri tempi, ti condisce un romanzo perfetto, per forma e contenuto (come si sarebbe detto una volta di un bel tema).

I personaggi sono tagliati molto bene, e benissimo approfonditi, malgrado per ciascuno degli stessi non si spendano troppe parole. Avete presente Paolo Conte? Immagini profondissime con pochissime parole...così questa splendida autrice sfida le mode imperanti "fotografando" perfettamente ogni figura del libro, senza cadere né nella retorica né nei facili (ed imperanti) buonismi...(si parla di puttane, magnacci, morti ammazzati, poliziotti disperati, commesse di sexy shop..., il tutto inquadrato in una società spietata e affascinante al contempo).

Il libro è cattivo il giusto, ironico il giusto, giusto il giusto.

Siamo nella Torino olimpionica, e l'ambiente è quello di Torino, forse unica vera città metropolitana d'Italia. Chi la conosce sa di cosa parlo... gli altri faticheranno a crederlo... ma, davvero, Torino è l'unica città del nostro splendido e disperatissimo Paese dove non ho respirato l'aria, bella e irrespirabile, della provincia.

Ovviamente della trama non dico nulla, se non che è costruita benissimo, intrecciata in maniera sapiente e furba, tanto da qualificare questo libro (una volta normale, oggi probabilmente definibile demenzialmente "libriccino", mentre è solo un libro "giusto", nel senso migliore e più pieno del termine) un piccolo capolavoro di genere.

Consigliabilissimo.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta la prosa asciutta e ironica di Margerita Oggero in questo noir ambientato nella Torino olimpionica. Il libro si distingue per la sintesi efficace e la caratterizzazione profonda dei personaggi, evitando stereotipi e retorica. La trama è ben costruita e il volume, pur contenuto, è qualificato come un piccolo capolavoro del genere. Consigliato soprattutto a chi cerca un romanzo breve ma intenso con ambientazioni realistiche e taglienti.

Margerita Oggero

Scrittrice italiana.
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