Non so che fine abbiano fatto i Marion, quintetto nato a Manchester nel 1992 e subito etichettato dalla stampa specializzata come una sorta di compromesso tra gli Smiths e i Joy Division. Forse si sono persi. Però "This World And Body", il disco d'esordio, edito dalla London nel 1995, è un bel disco e merita, a mio parere, una DeRecensione. E' un disco che piacerà a chi considera "Boy" degli U2 un capolavoro, ma anche a chi sta apprezzando "The Back Room" degli Editors.
In "This World And Body" prevale il suono secco e preciso delle chitarre elettriche, accompagnate da una sezione ritmica potente. In questo senso l'accostamento agli U2 degli esordi è forse più calzante rispetto a quello coi Joy Division e con gli Smiths, con i quali i Marion condividono più che altro una certa tensione emotiva, una disperazione presente in alcuni loro pezzi. Dei dodici brani che compongono l'album, alcuni sono gioielli: "Sleep", uscita anche come singolo, è pervasa da un senso di rabbia e introdotta da un insolito assolo di armonica. Qui la voce di Jamie Harding, leader e autore dei testi, ricorda da vicino quella di Bono. "Time" - altro singolo - è luminosa, dominata da un luccichio di chitarre e da un ritornello godibile. "Fallen Through" e "I Stopped Dancing" sono due pezzi molto tirati, in stile Muse (quelli più immediati di "Plug In Baby", per intenderci). Il punto più alto del disco coincide però con "Let's All Go Together": inizio cupo, un muro di chitarre elettriche a disegnare la struttura della canzone in un crescendo continuo.
In definitiva, "This World And Body" è un album che stupisce per la sua carica emotiva e la sua freschezza.