Copertina di Maritime We, the Vehicles
andrea

• Voto:

Per appassionati di musica indie e power pop, fan delle band emo e alternative degli anni 2000, ascoltatori curiosi di sonorità americane e atmosfere emozionali.
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LA RECENSIONE

È uscito il secondo album dei Maritime. Ho deciso che avrei scritto la recensione, anche se non mi fosse piaciuto. Poi ho deciso che il disco mi piaceva. Infine ho ascoltato il disco. La copertina di un cd è cosa importante, in tempi di file-sharing sfrenato come i nostri. Così quest'album, ancor prima di premere play, parte bene. Anche meglio se pensi dove ha suonato questa gente. Inutile fare i nomi: li conoscete tutti, tutti quelli che (ormai) ai tempi dell'università rimpiangevano di non essere (ancora) collegiali americani, possibilmente di Milwaukee, per meglio godere del dono dei Promise Ring. Ok, menzione – non ce la faccio a tenermela – per i Cap'N Jazz che improvvisano dal vivo "Take On Me"... già, il filo rosso che tiene insieme 'ste righe slegate è l'affetto per i ragazzi, non chiedetemi di essere parziale.

Le canzoni: sono 13, e alternano momenti entusiasmanti ad altri dove, certo, aspetti fino alla fine una giustificazione; momenti di emozione ad altri di pura gioia pop. Inizio dall'ultima, perché di "Call Me Home" mi colpisce la dolcezza, un semplice riff di chitarra che invoglia a chiudere gli occhi per un po'. Mi colpisce meno "Calm", in apertura, che è talmente "Maritime" da risultare appena prevedibile. Forse è un merito, non si vive del passato, serve una nuova identità. Ed è un'identità pop, non ci piove. Basta ascoltare "Turning Up The Oxygene" per capirlo, per godere degli inserti elettronici che più che ai Grandaddy, mi fanno pensare al miglior Max nostrano. E quelle chitarre intrise di effettacci. E quel coretto che ti si insinua nel cervello. Wow. Segue il pezzo che dà il nome all'album, e un motivo ci sarà: fantastica alternanza di parti musicalmente asciutte - solo una chitarra cristallina ma essenziale – e parti esuberanti, istanti di sublime power pop, senza scordarsi, alla fine, di essere sempre maritime. Solo un attimo, poi a ruota con il ritmo in levare di "Parade Of Punk Rock T-shirts", che solo il titolo mi leva cinque anni, così arrivo tutto d'un fiato fino a "Protein And Poison" che è quasi wave. Un attimo di serenità please, gradirei chiudere il cerchio con "Call Me Home".

L'attimo dura quattro minuti...

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Riassunto del Bot

Il secondo album dei Maritime, We, the Vehicles, sorprende con un sound pop raffinato e atmosfere emozionali. Le 13 tracce alternano momenti di gioia a istanti più riflessivi, con evidenti richiami a band come Promise Ring e Cap'n Jazz. La copertina e gli arrangiamenti invitano l'ascoltatore a un viaggio musicale intenso e variegato. L'album si conferma un lavoro maturo con una nuova identità sonora, caratterizzato da chitarre creative e inserti elettronici efficaci.

Tracce testi video

02   Tearing Up the Oxygen (03:56)

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03   People, the Vehicles (03:42)

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04   Parade of Punk Rock T-Shirts (03:27)

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05   We Don't Think, We Know (02:22)

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06   No One Will Remember You Tonight (02:46)

08   Don't Say You Don't (03:31)

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09   German Engineering (03:59)

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10   Twins (02:32)

11   Protein and Poison (02:59)

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12   Before You Were Born (02:42)

13   Call Me Home (04:45)

Maritime

Maritime è una band indie americana menzionata nelle recensioni come nata dalle ceneri di Promise Ring e Dismemberment Plan. I testi recensiti sottolineano un passaggio stilistico dall'emo a un pop istintivo e piacevole.
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