Copertina di Mathias Eick The Door
ilTrattoreRagno

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Per appassionati di jazz, fan di mathias eick e jaga jazzist, amanti della musica strumentale raffinata e della scena jazz contemporanea
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LA RECENSIONE

Dopo aver sondato un satellite di una delle parti oscure del marziano ensemble che sono i Jaga Jazzist, ossia Stian Westerhus coi suoi Monolithic, voglio dar un'ulteriore pennellata sulla splendida tela del jazz norvegese parlando dell'anima grigia, bianca no di certo, di Mathias Eick, in fuga dalle progressioni allucinogene del progetto Jaga, per rifugiarsi in un disco morbido, sontuoso, senza sovraincisioni nè effetti. Solo un soffio di gelo.

Il disco si apre con la title track, una splendida perla di jazz quasi classico, con la solita vena """"pop"""" propria di alcuni cellule dei JJ, la tromba di Eick è un soffio leggiadro che crea i temi portanti del pezzo, costruisce un'intelaiatura, e poi ci ricama sopra, contrappuntata dal pianoforte che prende il sopravvento creando una sua melodia, giusto per rilanciare il buon Mathias, e preparare il finale, un'accellerazione di soppiatto, accompagnata da note lunghe di tromba in lontananza e cascate di note di piano. "Stavanger" viene introdotta da scintille di decostruzione sonora, gocce di musica, "esplosioni" di batteria, contrappunti di piano ed Eick prepara la strada per la creazione di un tema portante splendido che s'incolla in testa, ma che subito si spezza per decostruirsi nuovamente, il piano punteggia scale impazzite e svisate di batteria costellano il silenzio, poi torna in punta di piedi il motivo iniziale.

"Cologne Blues" è uno spettro che si aggira in locali intasati dal fumo, si trascina, e così trascina la tromba che scrive nell'aria viziata la sua melodia, su di un bassocontinuo di pianoforte, come passi che non toccano terra, compaiono i contrappunti di una chitarra, è vero blues in sofferenza, tutte le note sono blue, fanno male, quasi nove minuti di lamento nello splendore. E annovero "October" tra i pezzi più belli, una batteria felpata accompagna una melodia di triste jazz dalle tinte pop intrecciata tra piano e tromba, quasi due amanti che si lasciano.

Pochi cazzi, True Norwegian Black Music.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'The Door', album solista di Mathias Eick, caratterizzato da atmosfere morbide e intense. La tromba delicata di Eick e l'accompagnamento di piano e batteria creano brani evocativi, dal jazz classico al blues struggente. L'opera si distingue per l'assenza di effetti sovraccarichi e per un approccio fresco e raffinato alla musica norvegese contemporanea.

Tracce video

01   The Door (07:56)

02   Stavanger (06:59)

03   Cologne Blues (08:46)

04   October (04:40)

05   December (04:44)

06   Williamsburg (07:23)

08   Porvoo (04:13)

Mathias Eick

Mathias Eick è un trombettista e compositore norvegese, noto per l'attività solista e per la partecipazione al collettivo Jaga Jazzist.
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