Matteo Rovere
Veloce come il vento

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Continua il momento felice del cinema italiano. Veloce come il vento segna un buonissimo risultato in un genere peraltro non facile come il cinema di corse automobilistiche. Non manca qualche imperfezione, ma ci sono anche diversi momenti memorabili e decisamente potenti. Ecco, se vogliamo individuare un tratto caratteristico, possiamo dire che il lavoro di Rovere vive di momenti, sprazzi, accelerate che ti inchiodano al sedile; fa più fatica a costruire campate ampie, caratterizzazioni coerenti e profonde.

In questo modo, si hanno grandi momenti di cinema, grandi battute sempre in bilico tra ironia e baratro nichilista da una parte e strutture narrative un poco approssimative e non levigate a dovere dall'altra. Non si può negare che il risultato complessivo sia decisamente buono, ma una maggiore perizia avrebbe potuto scongiurare certi passaggi meno convincenti. Partiamo allora da questi ultimi: se il personaggio di Accorsi è davvero buono (poi dirò di più), non si può dire lo stesso per gli altri. Giulia De Martino è una figura un po' poco delineata, anche perché non è costante nella sua durezza e giustappone umori troppo alterni; non ha una cifra sua. Il fratellino Tonino e la donna di Loris sono appena abbozzati; pur avendo anche una certa evoluzione, non risultano amalgamati bene nella vicenda. Servono soltanto come strumenti della diegesi, sono dei pretesti per far reagire i due fratelli. Anche i personaggi di contorno sono un po' troppo stereotipati.

Il protagonista e mattatore Loris è tratteggiato decisamente bene, anche grazie a un ottimo Accorsi, ma si arrischia spesso sul crinale della macchietta, ad esempio ripetendo fino alla noia «Vacca boia!», oppure con alcune gestualità un po' troppo accentuate. Buona invece la scelta di farlo riavvicinare alla sorella per mere questioni economiche. In generale non si cade nella facile trappola di raffigurare un uomo marcio e maledetto e poi fargli compiere le più nobili azioni in modo gratuito. No, Loris ha un sviluppo caratteriale impeccabile, ben rifinito; le sue azioni seguono le dinamiche causa-effetto, senza atti di eroismo iperbolici.

Gli errori dunque sono veniali e anche comprensibili di fronte alla difficoltà di fare un film di corse automobilistiche che non risulti troppo tecnico e freddo, ma nemmeno amatoriale nelle sequenze di azione. Veloce come il vento è in questo senso pienamente convincente: lo sviluppo delle dinamiche automobilistiche tra i due fratelli è ottimo. Si va nello specifico delle questioni di guida ma senza risultare incomprensibili: Loris spiega dettagliatamente alla sorella come si guida, ma anche lo spettatore più inesperto comprende bene tutto, perché l'evoluzione di Giulia segue comunque una direzione abbastanza netta e ben riassunta dalla frase: «Qualche rischio devi prendertelo».

Il percorso di formazione quindi funziona e si fa apprezzare per la freschezza delle sequenze che lo narrano, soprattutto quando Loris utilizza metodi non convenzionali per indurire la scorza della sorella. Quindi bene le premesse, ma da un certo momento viene inserito un po' il pilota automatico: soprattutto quando Giulia recupera punti in classifica.

Tuttavia, quando il finale sembrava pronto per essere imboccato con gran facilità e banalità, arriva la variazione giusta che rende tutto ancora più duro e cattivo, tutto più rischioso e amaro. La corsa finale è una delle cose più emozionanti perché è davvero in bilico; sia la vittoria sia la sconfitta sono esiti possibili, grazie alla ottime premesse poste dal film. Non si può dare per scontato il successo perché Rovere ha saputo dirci prima che le cose vanno anche male. Non è una cosa da poco.

Se la gestione degli aspetti agonistici della vicenda è quindi davvero buona, narrativamente parlando siamo però di fronte a un film con alcune imperfezioni. Se certi snodi vengono introdotti senza enfasi, con eleganza, altri risultano un po' calcati per costruire una frizione emotiva molto forte fin da subito. Su tutti, la questione dell'ipoteca sulla casa; non si capisce come un padre accorto come quello di Giulia, tutto timoroso, abbia potuto fare una scelta così rischiosa. Si poteva sicuramente spiegare meglio questo passaggio, che comunque è fondamentale per dare al tutto una dimensione esistenziale.

La realizzazione delle sequenze di corsa è magistrale anche perché molte sono state estrapolate da vere gare; questo consente di superare il solito provincialismo del cinema italiano che non sa fare le sequenze d'azione eccetera. L'afflato internazionale del film è evidente e a tratti eccessivo: all'ennesima canzone elettronica durante le sequenze ad alta velocità viene un po' di fastidio. Ma anche in generale, Veloce come il vento è un lavoro molto furbo, ruffiano quando serve, che vuole piacere a tutti i costi. In alcuni frangenti riesce a conquistare con un ottimo lavoro di scrittura, messa in scena e recitazione; in altri il risultato è un po' più forzato, ma nel complesso i difetti vengono ben nascosti dai tanti, scintillanti pregi.

3.5/5

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Commenti (Dieci)

popcornshooter
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sono anni che cinema italiano sta cercando di riemergere dalle ondate cicliche dei vari "in italia si fa sempre il solito cinema, in italia il cinema oramai fa schifo". Fa piacere vedere che alla fine di questo sforzo se ne stia accorgendo anche chi quel cinema fatto di vite tranquille e basette varie, da l'ultimo terrestre a l'erede, dai manetti a zampaglione e via discorrendo, ha contribuito a soffocarlo piangendo miseria prima di controllarsi le tasche.
Un passo alla volta e tanta pazienza, sembra ce la si stia facendo. Dai così!
Questo forse era più difficile di lo chiamavano jeeg robot.
M'è piaciuto. Tanto. le pecche veniali che tu indichi (la casa di 'sto film per me sono le origini di jeeg robot, roba che ancora dobbiamo solo imparare a scrivere) le trovo ancor più veniali se rapportate a quanto di buono porta il film sul territorio nazionale: i popcorn che volano!
E poi, dai, "te è probabile che campi cent'anni [...]" vale il prezzo del biglietto. Forse di due, che non me la ricordo bene e mi sto massacrando le meningi da un'ora.
SPOILER: la svolta che hai trovato interessante era telefonata da speed racer. questo significa che: o eri distratto o non hai visto speed racer. non hai visto speed racer??? SEI PAZZO!!!
Tornando a noi: "Veloce come il vento è un lavoro molto furbo, ruffiano quando serve, che vuole piacere a tutti i costi. In alcuni frangenti riesce a conquistare con un ottimo lavoro di scrittura, messa in scena e recitazione;" e' sacrosanto, e è quello che il cinema deve fare. fare un film vuol dire spendere un frego di soldi, quei soldi li devi riprendere e devi riprenderne tanti di più se vuoi poi farne un altro bene. per l'arte, per i salotti, c'è tempo. cominciamo a costruire un'industria stabile e vendibile a livello internzazionale. poi magari a suo tempo faremo rifare youth a Sorrentino, con più soldi per la produzione (pensa che cappella sistina che ti tirerebbe fuori. ... oddio, suona veramente male detta così, non era mia intenzione, apprezzo da matti sorrentino) e con lui vecio che magari a qualche cosa da dire di più e meno inflazionato sull'argomento. sino ad allora, come ho già detto, sorrentino deve girare poliziotteschi, noir e perchè no, qualche spaghetti. li stenderemmo, porca puttana: li stenderemmo.
Questo invece è un off topic.
... Perchè è uscito... signori e signore, non solo lo hanno fatto su serio, non solo dei pazzi son riusciti a distribuirlo al cinema ma, madonna dei bossoli, E' USCITO IN ITALIA. OGGI!
E niente, mi sei simpatico e mi piace un sacco come scrivi e come affronti l'argomento, come ti ho già detto, per quel che vale, secondo me sei bravo. Poi hai una costanza e una dedizione invidiabili. e quindi per questo e per altro ancora: stima e rispetto, giuro. Ma OGGI E' USCITO, e non sogarti nei prossimi giorni di fregarmelo che se no ti scateno contro nes dopo averlo sottoposto a una maratona di Angelica e Peter Tolkien Jackson.
BËL (02)
BRÜ (00)

joe strummer: Il tuo discorso ha senso e sono abbastanza d'accordo anche sul fatto che gli autori dovrebbero fare cose anche per il botteghino. Quindi non posso recensire Hardcore? Ok! Grazie per i complimenti, mi fanno molto piacere :)
popcornshooter: lo dicevo che sei bravo. grazie.
RIBALDO: che cosa è uscito in Italia oggi?
popcornshooter: bravo, non è un film per te. risparmia soldini e commenti inutili adesso.
nes
nes
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proggen_ait94
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aleradio
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l'hai visto le meravigile? cosa hai pensatO?
BËL (00)
BRÜ (00)

joe strummer: Sì l'ho visto. Bello, poetico, ma è quel cinema italiano artigianale che facciamo da sempre. No? Il cinema della gente miserrima.
Workhorse
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Son contento di sapere che è bello pure questo, spero di andarlo a vedere presto. E mi fa già strano l'idea di andare a vedere un film di corse di macchine, nell'ambiente devo aver visto finora solo Giorni di tuono, e solo perché sono un tonyscottologo accanito
BËL (00)
BRÜ (00)

nes: questo è più divertente di giorni di tuono.
Workhorse: Ma spero bene! Non che sia brutto Giorni di tuono, ma è un film da domenica pomeriggio
nes: beh, anche questo.
axel
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Ho poco da aggiungere hai detto tutto è riscuotere solo ripetitivo sia nell elencareEi pregi cheEi difetti, aggiungo solo un commento sonoro estremamente calzante che si carica sulle spalle diverse scene (o magari lo hai scritto ma leggendo di fretta ho saltato). Buon film.
BËL (00)
BRÜ (00)

joe strummer: Sì ne ho parlato, dicendo che è un po' troppo ruffiano. Comunque sicuramente la musica è scelta con criterio per piacere anche all'estero, su questo non ci piove.
lector
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Promuovere il cinema italiano in modo lucido e non acritico è davvero encomiabile. Hai - per quel che conta - tutta la mia approvazione
BËL (01)
BRÜ (00)

aleradio
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piaciuto un botto!
BËL (01)
BRÜ (00)

adrmb
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Da non esperto di tecniche di cinema e ignorante delle gare automobilistiche ho apprezzato tantissimo come durante queste la macchina da presa continuasse a variare in angolazioni e piani, non so, m'ha dato proprio la sensazione di adrenalina e dell'inaspettato, che suppongo siano le emozioni proprie di una gara.

Molto bello il colpo di scena finale pure nel cimitero, secondo te può anche essere letto in chiave metaforica?
BËL (00)
BRÜ (00)

joe strummer: No penso che sia stato ambientato lì solo per far credere SPOILER che sia morto
adrmb: Sìsì, come pensavo :P Avevo pensato la medesima cosa, ma avevo letto questa interpretazione su Facebook e mi aveva dato da pensare ahah
dago
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Leggo solo oggi la recensione dopo aver visto, finalmente, questo film. Facendo i complimenti alla tua personale visione devo dire che la sottoscrivo solo in parte, sentendomi di dare un mezzo punto in più di valutazione al film. Come dici tu al film di Rovere va dato un giudizio complessivamente positivo pur soffrendo di alcuni difetti nella caratterizzazione dei personaggi: Loris è talmente ben interpretato e vissuto da Accorsi da fare ombra agli altri personaggi, in primis quella che dovrebbe essere la protagonista. E' anche vero che "contenere" un attore così bravo non deve essere semplice per nessun regista, nemmeno a quelli più blasonati e maggior esperienza di Rovere. Non mi trovo invece d'accordo sul fatto che il film e la sua trama debbano spiegare per forza alcuni passaggi narrativi (l'ipoteca) che io invece penso debbano essere lasciati appositamente sospesi, senza eccessiva razionalizzazione a favore della descrizione filmica di una situazione drammatica e borderline. Non raccontare oltre non evita di vivere il disagio e la sconfitta dei personaggi, tutti accomunati dall'impossibilità di vivere un'esistenza normale, ordinaria. Mezzo punto in più soprattutto per il mancato buonismo del finale: ci si salva fisicamente, ma i demoni interiori rimangono. E non sempre ci si riesce a rinunciare.
BËL (01)
BRÜ (00)

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