Copertina di Maxime Le Forestier Mon Frère
AJM

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Per amanti della musica cantautorale, appassionati di chanson française, cultori della musica folk e storici del movimento culturale francese degli anni '70
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LA RECENSIONE

Chissà se è possibile essere un cantautore in Francia senza farsi infulenzare neanche un po' da quel maestro e poeta che fu Georges Brassens. Di sicuro non ce l'ha fatta Maxime Le Forestier, nato a Parigi nel 1949 e da allora musicista, prima studioso di violino e poi praticante di chitarra, introdotto alla musica fin dalla tenera età per opera della madre Lili.

Le Forestier ha condotto fino ai giorni nostri una carriera fatta di luci (poche) e ombre (tante), spesso escluso dai gruppi di artisti che contano, ignorato dalle classifiche; eppure quando nel 1972 uscì questo suo esordio, "Mon Frère", i riconoscimenti a livello di critica e pubblico non furono pochi, tant'è che venne invitato ad aprire gli spettacoli del suo grande ispiratore Brassens. Questo disco, così come i primissimi di Fabrizio De Andrè, è in realtà una raccolta dei vari singoli pubblicati nell'anno precedente mescolati a nuove composizioni messe lì non solo a riempire gli spazi: "Mon Frère", "Education Sentimentale" e "Comme un Arbre" non sono nulla di nuovo per chi spulciava i 45 giri nei piccoli negozi di dischi e seguiva le esibizioni di Maxime Le Forestier in coppia con la sorella Catherine nei sobborghi della capitale francese. L'eleganza raffinata della lingua francese accompagnata, come dalla miglior tradizione del genere, da arrangiamenti ridotti allo stretto necessario: chitarra classica, pianoforte, batteria scheletrica, cori, archi e trombe in lontananza per farci vedere ad occhi chiusi un po' di quelle stradicciole strette e in salita della Parigi di notte, appena ha smesso di piovere. Il suo è un canto arioso, straziato come nella bellissima "Ça Sert a Quoi" o dolcemente romantico come in "Marie, Pierre et Charlemagne", intrinso dei sogni di giovinezza.

Animo ribelle, anticonformista, Le Forestier è una delle voci di quella generazione che fece il Maggio Francese, venne chiamato a prestare servizio sotto le armi nel 1969 nel corpo dei paracadutisti e da quell'esperienza ne trasse la canzone "Parachutiste", grande espressione di antimilitarismo e censurata all'epoca (il testo non venne stampato nell'album). Dal fronte tornò un hippy, capellone e barba lunga, che di nuovo assieme alla sorella prese il volo per gli Stati Uniti e stazionò per qualche mese nella culla di quel movimento colorato, a San Francisco presso la casa di un amico (la "maison bleue"). Qui nacque quello che è ancora il suo brano più rappresentativo, "San Francisco" appunto, trascinante visione pacifica di una comunità ora confinata nei ricordi e nella tenacia di pochi individui che sopravvivono vendendo cianfrusaglie costose nei mercatini di Ibiza. Oggi "San Francisco" è ancora cantata di tanto in tanto al di là delle Alpi.

Maxime Le Forestier ha continuato a cantare per decenni, scivolando spesso nell'oblio ma capace di ritagliarsi sempre i suoi spazi richiamando a sè il pubblico dei teatri, le persone con il poncho di allora son diventate quelle in maglioncino e camicia a quadri dei giorni nostri, giorni in cui l'artista che fu figlio dei fiori ha deciso di tornare alle proprie origini omaggiando Georges Brassens in una serie di recenti pubblicazioni disografiche che ricordano, se mai ce ne fosse bisogno, che senza di lui la cultura d'oltralpe sarebbe stata molto più povera. Ma anche la nostra, senza pensarci troppo. Questo "Mon Frère" è un disco per la primavera che sta arrivando, ma sta bene anche adesso con la pioggia che bagna le finestre e un goccio di Cognac nel bicchiere.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Mon Frère', esordio di Maxime Le Forestier, evidenziandone l'eleganza stilistica e la forte influenza di Georges Brassens. L'autore emerge come voce ribelle e anticonformista della propria generazione, con brani intrisi di sogni di giovinezza e impegno antimilitarista. Un disco intimo e raffinato, che resta un importante punto di riferimento della musica francese degli anni ’70. L'opera è consigliata per chi ama atmosfere poetiche e profondamente emotive.

Tracce testi video

02   Éducation sentimentale (02:33)

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03   La rouille (02:48)

04   Mourir pour une nuit (04:26)

05   Marie, Pierre et Charlemagne (02:42)

06   Comme un arbre (03:11)

07   Fontenay-aux-roses (01:42)

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08   Parachutiste (02:32)

09   Je ne sais rien faire (02:23)

11   Ça sert à quoi (03:43)

Maxime Le Forestier

Cantautore francese nato a Parigi nel 1949, noto per il brano "San Francisco" e per l'influenza di Georges Brassens. Ha iniziato la carriera alla fine degli anni '60/primi '70 e ha continuato a esibirsi e pubblicare per decenni.
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