Copertina di M.F. Bourdot A L'écoute des Animaux
Cunnuemammadua

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Per appassionati di musica vintage, collezionisti di dischi, genitori interessati a dischi educativi per bambini, curiosi di musica alternativa
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LA RECENSIONE

Spulciare nei mercatini dei dischi è pericoloso ma al tempo stesso affascinante: l’inculata è dietro l’angolo, l’affarone è possibile (ma non in Italia) e alla fine, una volta ogni morte di papa, vi è anche l’opportunità di trovare un piccolo gioiello dal discreto valore collezionistico (mica tanto, i venditori stessi sono quasi sempre appassionati e mettono anticipatamente da parte le rarità, brutti bastardi). Talvolta, vuoi per non rimanere a mani vuote, vuoi per l'irresistibile richiamo della musica spazzatura (che non tutti hanno, è bene ricordarlo), decidi di sfidare la sorte e frugare nel cesto del “tutto a 1 €”.

Ed eccolo qua, buttato nell’inevitabile angolo delle porcherie, in una busta interna ingiallita, senza copertina esterna e senza libro allegato (informazione necessariamente pescata dall’internet), questo LP intitolato “A L’écoute des Animaux”. Cosa mi ha spinto a comprarlo? Il mio debole per Vangelis, e la mia mente malata che ha associato questo titolo al ben più noto “L'apocalypse des Animaux”.  Si insomma, speravo di trovare un Vangelis francese di serie B. Le sporadiche note ci informano che il disco è stato prodotto dalla Nathan di Parigi, anno 1981, per concezione di un certo M.F. Bourdot. Cosa ci raccontano questi solchi? Beh, un’emerita cippa, dal momento che si tratta di una sequenza, solo apparentemente casuale, di versi di animali, dalle api ai cavalli, dai maiali alle pecore, e poi leoni, zebre, elefanti, giraffe, rane, coleotteri e così via fino alla fine del disco. Tra un verso e l’altro un intermezzo di circa cinque secondi. Colto da un sorriso inebetito, sospeso tra l'incazzo e la soddisfazione, ho quasi gridato al miracolo. Perché “quasi”? Perché trattasi palesemente di un disco per bambini, a scopo per lo più educativo e propedeutico. Emblematici sono i titoli del disco, dove ogni traccia invita il bambino ad un esercizio diverso, tra i quali: identificazione dei versi, riconoscimento del verso intruso, individuazione dell’ambientazione e così via. Insomma, alla fin fine un disco utile per allenare l’orecchio dei vostri figli ed incentivare il ragionamento. E’ un vero peccato, perché se fosse stata una produzione per adulti, l’avrei collocata probabilmente tra i capolavori del trash.

Non posso dare un giudizio completo, dal momento che la componente cartacea dell’opera si trova probabilmente in qualche discarica. Tuttavia, rimango perplesso circa l’utilità di fondo, perché nonostante i sopracitati scopi educativi, l'opera può risultare idonea principalmente per infanti vissuti da sempre nel cemento, ma non per bambini a diretto contatto con la natura. Per la prima volta in una recensione, non consiglio questo disco: se è possibile, portate i vostri bambini into the wild, al parco o, se proprio è necessario, allo zoo.

LATO A: Identification (4’55) Ambiances (3’59) Que font-ils? (2’42) Comparons et analysons (3’28)

LATO B: Devinette et intruns (2’29) Hauter des sons (2’34) Durée des sons (1’21) Intensité des sons (2’18) Ligne mélodique (2’48) 

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album 'A L'écoute des Animaux' di M.F. Bourdot, un disco del 1981 con versi di animali pensato principalmente per bambini. Pur apprezzando l'aspetto educativo, l'autore lo ritiene poco adatto a chi ha contatto diretto con la natura. Viene descritto con ironia e una punta di delusione per non aver trovato un'opera più matura o artistica. Il disco è interessante come pezzo da collezione ma non consigliato per uso pratico.

M.F. Bourdot


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