Michael Sarnoski
Pig

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Voto:

"Il tartufo preserva il contatto con il vecchio mondo e la Tradizione"

Pig di Michael Sarnoski (regista esordiente) è uno dei film più belli di questo 2021 ormai già quasi finito.
È un film in cui la prospettiva ascetica e antimoderna del suo protagonista - un Nicolas Cage stratosferico, che vive nei boschi, isolato dalla modernità, in una condizione originaria di indipendenza e sospesa nel tempo, grazie ai tartufi e assieme solo al suo maiale - si scontra con i fantasmi di un passato che si ripresenta nel modo più brutale e crudele, attraverso la cattiveria di un gesto disumano ed impensabile, come il rapimento violento di quell'unica compagna di vita.

Così il film diventa un ritorno obbligato al futuro e al passato, una odissea, all'unico scopo di ritrovare il proprio maiale.
Il film riflette sulle conseguenze del dolore e della perdita, e sulle sensazioni che il cibo può far riemergere dal profondo dell'inconscio, restituendo ricordi ed allentando riserve ed ostilità.

In Ratatouille, Anton Ego, fino ad allora villain della situazione, veniva, attraverso un sapore sopito ma mai dimenticato, riportato a quella che Ėjzenstejn chiamava "la perduta età dell'oro dell'infanzia". In Pig, Adam Arkin, a sua volta sorta di villain apparente, dopo aver nuovamente assaggiato lo stesso cibo mangiato molti anni prima assieme alla moglie ora persa in una dimensione estranea sia alla vita che alla morte, confesserà infine al protagonista la cruda e tragica realtà dei fatti.

"Basta che un rumore, un odore, già uditi e respirati un tempo, lo siano di nuovo, nel passato e insieme nel presente, reali senza essere attuali, ideali senza essere astratti, perché subito l'essenza permanente, e solitamente nascosta, sia liberata, e il nostro vero io che, talvolta da molto tempo, sembrava morto, anche se non lo era del tutto, si svegli, sì animi ricevendo il celeste nutrimento che gli è così recato. Un istante affrancato dall'ordine del tempo ha ricreato in noi, perché lo si avverta, l'uomo affrancato dall'ordine del tempo"

Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust.

Pur partendo da premesse ed atmosfere molto simili a quelle di John Wick (ed il fatto che il protagonista si ritrovi a dover tornare alle vecchie conoscenze e nella vecchia città d'origine, lungo il "viale dei ricordi", ricorda un po' A history of violence), Pig si rivela tutt'altro, ed è una riflessione, inoltre, sulle cose che restano intatte di fronte ai ciclici terremoti del tempo e del progresso.

Come la bellezza della musica classica, come la natura ancestrale e fondamentalmente violenta dell'uomo, come il bosco, come il tartufo.

Un piccolo ma grandissimo film davvero da amare e da scoprire.

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