Copertina di Minor Threat First Demo Tape
alessioIRIDE

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Per appassionati di hardcore punk, fan di musica indipendente e cultori della scena punk anni '80
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LA RECENSIONE

Avevo deciso di non comprare più nessun cazzo di disco. La cosa sembrava funzionare... mi sembrava un buon rimedio alla tuttologia e poi avevo deciso che Maggio l'avrei dedicato interamente al ripasso dell'intera discografia dei Melvins in vista del tour italiano (che è stato cancellato). Mi divertivo... certo qualche eccezione si poteva fare... un pò di Dinosaur jr non ha mai ucciso nessuno... un '13 song' dei Fugazi ci sta sempre bene... insomma andava a gonfie vele... fine ad un caldo pomeriggio.

Sceso di casa per comprare un regalo ad un amico (un dvd live di de gregori) entro nel fetente negozio di dischi. Mi faccio un giro... controllo un pò che c'è e cosa, soprattutto, non c'è. Arrivo alla sezione indie lettera M e che ci trovo?

Minor Threat "First Demo Tape" a 5euri... cioè non posso lasciarlo scappare... deve essere mio... ste canzoni non ci sono tutte sulla discografia completa... i minor threat sono i minor threat... ian mackaye è ian mackaye... ok lo prendo con la conseguente distruzione di tutti i miei buon intenti. Pazienza.

L'EP (8 canzoni in 9 canzoni... che bello l'hardcore) è stato registrato dopo quattro mesi dalla formazione del gruppo ai soliti Inner Ear Studio e vede alla nota formazione (Mackaye, Preslar, Baker, Nelson) l'aggiunta di Henry Garfield (meglio noto come Henry Rollins) ai cori che tra l'altro non si sento per niente...però le foto di interno disco mi smentiscono.
Dopo le registrazione il gruppo decise di non pubblicare questo disco in quanto gli suonava troppo lento... ma stanno scherzando? Cioè fanno sul serio? Secondo me no... mi sembra bello potente, sferracchiante... cioè in pieno stile minor threat... ovvero hardcore puro.
La cosa che risalta di più sono la voce teppistica, bella, rauca e dal tono indolente di Mackaye (la personalità, secondo me, più forte e destabilizzante del mondo punk/hardcore... il primo ha rifiutare il punk pur essendo punk... il primo a dire: "Cazzo! Fermi un attimo. Pensate gente... non fatevi da mattina a sera, non tagliuzzatevi con pezzi di vetro... siete degli esseri umani e non dei coglioni o almeno si spera").

Poi colpisce molto la mia attenzione il suono della chitarra (della distorsione della chitarra). Molto più piena di quella degli altri gruppi del momento, più fuzzosa, più violenta. Altro fatto degno di nota è la batteria che suona essattamente dimezzata rispetto al ritmo punk... e se chiedessero a Nelson di fare una cover dei Minor Threat a che arriva?... alla metà della metà?

In ogni caso la scaletta è questa:
1.Minor Threat
2.Stand Up
3.Seeing Red
4.Bottled Violence
5.Small Man, Big Mouth
6.Straight Edge
7.Guilty of Being White
8.I Don't Want to Hear It

DIVERTITEVI!!!

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'EP 'First Demo Tape' dei Minor Threat come un lavoro potente e autentico di hardcore punk. L'autore sottolinea il valore della voce graffiante di Ian Mackaye e la particolarità della chitarra fuzzosa. Anche l'apporto di Henry Rollins, sebbene poco udibile, è segnalato con interesse. Nonostante fosse stato rifiutato dalla band per essere lento, è considerato un disco fondamentale e godibile.

Tracce testi

04   Bottled Violence (00:56)

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05   Small Man, Big Mouth (00:59)

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07   Guilty of Being White (01:18)

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08   I Don't Want to Hear It (01:27)

Minor Threat

Minor Threat sono un gruppo hardcore punk di Washington, D.C., attivo dal 1980 al 1983. Noti per velocità, incisività e per aver ispirato lo Straight Edge con l’omonimo brano, pubblicarono l’LP Out of Step per Dischord Records e chiusero con l’EP postumo Salad Days.
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