Copertina di Ryuichi Sakamoto Chasm
Socrates

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Per appassionati di musica sperimentale, elettronica, ambient e fusion, amanti delle colonne sonore e dei grandi artisti poliedrici
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LA RECENSIONE

Ryiuchi "lastimperator" Sakamoto ha finito per essere una sorta di collettivo. Il nostro ha deciso, infatti, da tempo di tenere sotto lo stesso nome le multiformi espressioni del suo non comune talento musicale. Inutile chiedersi, quindi, chi sia il vero Sakamoto: se il pianista degli esordi dedito all'elettro-pop nella Yellow Magic Orchestra; oppure l'infaticabile mediatore musicale, l'assertore della fusione possibile tra Oriente ed Occidente, tra tradizione ed avanguardia; se il sublime e acclamato compositore di colonne sonore; o anche l'innamorato perso della Bossa Nova di Jobim. Senza voler trascurare il pop-maker che si "sporca le mani" con l'house, l'elettronica, il funky, il rap. Tutte queste anime, ed altre ancora, convivono in lui armoniosamente, talvolta presentandosi sulla scena tutte assieme, come avviene nell'album "Chasm".

E' del tutto comprensibile che, come e  più di altre opere del musicista giapponese, il lavoro sfugga a qualsivoglia definizione. La sequenza dei brani produce un continuo spiazzamento: nessuno è uguale all'altro, ma tutti, come in un complicato puzzle, contribuiscono a delineare l'inconfondibile suo profilo. Ascoltare "Chasm" è un po' come andare sulle "montagne russe". Dal rap coreano (!) in salsa japanese di "Undercooled", si passa all'elettronica più spinta e claustrofobica, parente prossima di quella degli Autechre, di "Coro". Dall'avanguardia ambient-minimalista della title-track, si va al rassicurante sodalizio con l'amico fraterno David Sylvian, che con "World Citizen" dà vita, come al solito del resto, ad una song memorabile.
Né può mancare una "frenata" presso le care "brasilianerie" con "Ngo Bitmix", un perfetto connubio tra classicità ed innovazione. Ma forse la vetta dell'album è "Seven Samurai", brano intriso di nostalgia e fortemente evocativo, omaggio al grande Kurosawa; potenziale colonna sonora dell'omonimo capolavoro che Ryiuchi offre alla memoria del Maestro.

Sakamoto continua con quest'album, imperterrito, per la sua strada di musicista a tutto tondo, noncurante di chi lo accusa di essere troppo dispersivo, di chi gli rimprovera le discese nei "bassifondi" della musica popolare. Nella sua visione olistica della musica, egli sa di non poter tradire nessuna delle sue anime.

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Riassunto del Bot

Chasm di Ryuichi Sakamoto è un album che sfugge a ogni definizione, mescolando rap coreano, elettronica, ambient e bossa nova in un percorso sonoro variegato. L'opera presenta collaborazioni importanti come quella con David Sylvian e segna un omaggio evocativo al regista Kurosawa. L'album testimonia la capacità di Sakamoto di fondere tradizione e avanguardia con autenticità, offrendo un'esperienza musicale intensa e articolata. Nonostante la sua varietà, l'album mantiene coerenza e profondità.

Tracce

01   Undercooled (04:32)

02   Coro (04:05)

03   War & Peace (05:31)

04   Chasm (03:29)

05   World Citizen: I Won't Be Disappointed / Looped Piano (06:03)

06   Only Love Can Conquer Hate (09:46)

07   Ngo/bitmix (05:10)

08   Break With (04:35)

09   +pantonal (03:58)

10   The Land Song: Music for Artelligent City (One Winter Day mix) (05:08)

11   20 Msec. (05:32)

12   Lamento (03:43)

13   World Citizen/re-Cycled (04:57)

14   Seven Samurai: Ending Theme (05:40)

Morelenbaum²/Sakamoto

Trio formato dalla vocalist Paula Morelenbaum, dal violoncellista/arrangiatore Jaques Morelenbaum e dal compositore/pianista Ryuichi Sakamoto. Celebre per Casa, registrato in cinque giorni nella casa di Antonio Carlos Jobim a Rio de Janeiro, con impostazione cameristica (voce, violoncello, pianoforte) e partecipazione di Paulo Jobim.
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