Coming Home è il quinto disco di questa band, e ha avuto un cambiamento di stile abbandonando i vivaci suoni di Catalyst, per mettere un pò di melodia ai testi. Le traccie sembrano tutte legate tra loro da temi come la famiglia, i figli, il tempo da trascorrere con loro ecc... Forse perchè la band è sempre impegnata in tour mondiali. Il risultato musicale è un tipo di musica power pop con tendenze emo e pop. In alcuni brani, tipo "On my mind", ci sono influenze dei Cartel e dei Yellowcard in "When I die" e "Boulders". Le chitarre sono molto pulite e con l'ausilio del piano riescono a farci ricordare i Coldplay. Insomma se con Catalyst siamo rimasti affascinati dai suoni "ruvidi" ora le cose sono molto cambiate. Le differenze con gli altri album non si notano subito anche perchè i primi due brani sono più somiglianti al vecchio stile. Invece a partire dal terzo brano la musica cambia e si intuisce la direzione presa dalla band floridiana. Ci sono degli spunti inaspettati in "Too good to be" e "Familiar landescapes", mentre "Love anda pain" secondo me sarebbe stato l'unico pezzo da non inserire nell'album. Inaspettato invece l'ingresso dei violini in "When I die" e la voce femminile che mitiga lo spendido brano "Boulders".
Coming Home pur non offrendo niente di originale è un buon album che forse subirà le critiche dei fans di vecchia data. Ora rimane solo da vedere se i New Found lasceranno la strada vecchia per la strada nuova.
Con 'Coming Home' si riconfermano un'ottima band.
Per gli amanti del rock è un disco da non perdere.