Copertina di Nicholas Meyer The Day After
Bodhisattva

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Per appassionati di cinema, cult anni '80, storia della guerra fredda, temi nucleari e post-apocalittici
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LA RECENSIONE

1983. Piena guerra fredda.

A Lawrence, nel Kansas, la vita trascorre tranquilla, come sempre. Una cittadina rurale, composta per lo più da fattorie. Una madre stende i panni coi suoi due bambini; una ragazza amoreggia col suo fidanzato in vista delle nozze fissate per qualche giorno dopo. In un ospedale dei bravi medici si danno tanto da fare per salvare la vita ad un bambino e per sollecitare le doglie di una donna incinta.

Intanto i telegiornali trasmettono notizie inquietanti: in Europa la Germania Orientale chiude le frontiere con la Germania Occidentale. L'Unione Sovietica minaccia l'Occidente, truppe NATO si ammassano lungo i confini della Cortina di Ferro. La tensione internazionale è alle stelle, ma nessuno si aspetta il peggio: «bisognerebbe essere proprio pazzi», dicono tutti. Ma la follia umana va oltre ogni aspettativa. Il pulsante viene schiacciato, le armi nucleari vengono sganciate. È la terza guerra mondiale. Kansas City viene completamente distrutta, Lawrence viene cancellata dalla faccia della terra. I pochi superstiti subiscono le orribili conseguenze delle radiazioni. Nicholas Meyer, regista di quello che è divenuto un film cult del genere, descrive lo scenario apocalittico post bellico che la fantasia umana ha sempre temuto in quarant'anni di Guerra Fredda. L'accuratezza dei particolari e le atmosfere post-nucleari cariche di angoscia e desolazione descrivono magistralmente quel che sarebbe il mondo al 'giorno dopo' di un conflitto nucleare.

Un film imperdibile sia per gli appassionati del genere catastrofico, sia per chiunque voglia aprire la mente e non dimenticare che se la guerra fredda è finita, non lo è la minaccia nucleare data dalla presenza di ordigni atomici nell'arsenale di molti Paesi, molti dei quali decisamente 'pericolosi' come USA, Iran, Nord Corea e Israele.

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Riassunto del Bot

The Day After, diretto da Nicholas Meyer, è un film cult che racconta la distruzione nucleare di una tranquilla cittadina del Kansas durante la Guerra Fredda. Il racconto dettagliato e realistico degli effetti post-bellici colpisce per l'angoscia e la desolazione mostrata. Il film resta un monito potente sulla minaccia nucleare ancora attuale. Imperdibile per appassionati del genere e chi vuole riflettere sui rischi bellici.

Nicholas Meyer

Regista, sceneggiatore e autore statunitense. Ha esordito alla regia con Time After Time, è noto per The Day After e per aver diretto Star Trek II e Star Trek VI. Come scrittore, ha firmato The Seven-Per-Cent Solution (candidato all’Oscar per la sceneggiatura).
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Altre recensioni

Di  ilfreddo

 Non vi rimarrà impressa la potenza devastante delle esplosioni atomiche, ma il fotogramma di una ciocca di capelli che si stacca come fosse paglia secca: la vita che se ne va.

 The Day After vi farà riflettere e scuoterà per la consapevolezza che la nostra fine ce la siamo costruita ed impacchettata da soli.