Sto caricando...

Nicoletta Verna
Il valore affettivo

()

Voto:

C'è un prima e un dopo irreversibile, un crudele spartiacque, determinato dal giorno in cui accadde la disgrazia. Il punto di non ritorno. Non c'è tregua per chi ha fatto esperienza di un lutto improvviso e incomprensibile, al quale spetterà non solo di sostenere il peso di un vuoto tanto grande, ma anche di trovare una giustificazione ad una perdita incolmabile. Si può risarcire gli altri e se stessi di qualcosa di tanto inestimabile, andato perduto per sempre?

La disgrazia segna irrimediabilmente le storie di tutti coloro che hanno gravitato attorno a Stella, e che hanno beneficiato della purezza della sua gioia, della sua bellezza contagiosa. Di quella quella bambina che stava diventando una ragazza, ma che perse la vita in un incidente e che non diventò mai adulta, così come nessun altro dei personaggi lo diventerà, o sarà più in grado di esserlo.Dal giorno del suo incidente, ogni cosa si sgretola, avvizzisce. Una vera elaborazione del lutto non avverrà mai; non a caso, non ci sono, ad esempio, riferimenti al luogo in cui Stella è sepolta. Nessuno nel romanzo si reca alla sua tomba.

A Bianca, sorella di Stella, nessuno racconterà più una favola. Ci proverà la mamma, il giorno del primo anniversario della tragedia, ma non terminerà la lettura. Poco dopo andrà in bagno per provare a togliersi la vita. Ma anche questo, diventerà un'abitudine. Finirà catatonica davanti ad una delle televisioni che ora occupano tutte le stanze, perché l'intrattenimento narcotico e incessante le offra almeno l'illusione di un conforto al silenzio assordante del vuoto.

Il valore affettivo è il romanzo di una colpa dai contorni indefiniti, che trova uno scioglimento solo nelle pagine finali, ma in fondo non importa se questo fardello sia dovuto a una colpa reale o supposta; ciò che lo alimenta è il fatto che non possa esserci un'espiazione. I vivi si trascinano solo imparando meglio come morire ogni giorno, rinunciando all'affettività, perché soltanto ciò che è morto sembra vivo, e ognuno fa i conti come può con questo questo vuoto. Bianca ha imparato a farlo in un modo implacabile; anche se all'apparenza non ha perso il controllo (alcuni versi tratti da “She's lost control” dei Joy Division segnano l'epigrafe del romanzo) è colei che lo ha perso più di tutti. Bianca che si mantiene in piedi soltanto perché retta dalle sue ossessioni, dai suoi disturbi compulsivi, che mantiene il controllo perché lo esercita su tutto ciò che è materiale. A partire dall'acquisto di oggetti solo per farne nell'immediato liste dei rifiuti, e gettarli via, nell'illusione di poterne accompagnare la fine, desiderati proprio perché sopravviveranno a lei, a tutti. Alla ricerca di una relazione con un uomo portatore del patrimonio genetico perfetto, che troverà in un cardiochirurgo di fama mondiale, utile allo scopo di mettere in atto quel folle piano di riprendersi la vita spezzata di Stella, tentando disperatamente di generarne un'altra.

Bianca sarà solo un ossimoro, quanto di più oscuro possa sopravvivere a una tragedia. Non c'è più nessun residuo di amore in lei, non riuscirà più a donarne nemmeno una goccia, eppure ne ho provato così tanto leggendo la sua storia.Bianca, che ha tutto ciò che potenzialmente farebbe di lei una ragazza vincente, che è brillante e di un'intelligenza tagliente, ma che non è diventata che il buco nero della sua Stella che non c'è più. Un guscio vuoto, gelido, di cinismo e di sarcasmo, la cui sopravvivenza le ha chiesto la rinuncia a qualsiasi sentimento.

Il tema della colpa è il filo rosso che unisce molti altri: quello della malattia, della famiglia, del rapporto di coppia, delle ossessioni, della maternità come riscatto, delle zone d'ombra profondissime di ogni personaggio. La costruzione di quello di Liliana in particolare, amica di infanzia di Stella, intriga per il suo essere assolutamente anti retorico. Liliana è una donna disabile e che per questo pretende un risarcimento dal mondo. Colma di invidia e rancorosa, è una vera manipolatrice e artefice di ricatti emotivi che porteranno allo sviluppo e all'evoluzione della storia.

Lo stile di Nicoletta Verna è personale, conturbante, magnetico. La narazione del romanzo, elaborata e coerente, costruita su due linee temporali, non solo cattura; ammalia. Talmente folgorante che stupisce incredibilmente che questo sia solo un esordio, da parte di questa autrice che si occupa di comunicazione e web marketing nel settore editoriale. Esordio che trova una possibile giustificazione soltanto nella considerazione che la sua gestazione sia stata lunga, e abbia visto più stesure. Pubblicato da Einaudi, eomanzo finalista alla XXXIII edizione del Premio Calvino, è già stato premiato con una Menzione speciale dalla Giuria. L'augurio è che un simile talento si esprima presto in nuove forme narrative di questa caratura.

Commenti (Quattro)

dado
dado
Opera:
Recensione:
Freddina, sarà che la parte di analisi è strabordante, tuttavia, la recensione, è ben scritta.



deesh: Grazie mille, ne terrò conto..è la mia prima rece : )
dado: Opinione personale, in ogni caso hai scritto oggettivamente una bella pagina, bellissima per essere la prima.
Danilo Dara
Danilo Dara
Opera:
Recensione:
Me lo ha regalato mio figlio, la settimana scorsa.
Titolo sconosciuto, autore sconosciuto.
Lo guardavo come la scimmia guardava il monolite.
Adesso so.
Grazie infinite per la recensione spettacolare.
Sei stelle.


deesh: Buona lettura..ne vale davvero la pena
ZiorPlus
ZiorPlus
Opera:
Recensione:
Per quel che vale in quanto non essendo qua da molto non ne ho lette tantissime ma questa potrebbe essere tra le DeRecenzioni che più mi hanno colpito, in tutti i sensi.


deesh: Grazie : )
ZiOn
ZiOn
Opera:
Recensione:
Una bella segnalazione. Sembra un romanzo piuttosto crudo, i temi trattati sono indubbiamente tosti. Lo terrò a mente.


Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Vota la recensione
Vota l’opera

Questa DeRecensione di Il valore affettivo è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser. Copia il link