La classe non è acqua. Vecchio detto che gli Ocean Colour Scene hanno fatto proprio in toto.

Esplosi nel 1996 con un buon album ("Moseley Shoals") subito piazzatosi alla tacca n. 2 nella U.K. Chart e confermatisi l'anno dopo col loro personale capolavoro "Marchin' Already", gli O.C.S. hanno subito un lento ma inesorabile declino discografico (ma, attenzione, non di certo qualitativo) fino ad arrivare ai nostri giorni, con la decisione di dare alle stampe questo nuovo "On The Leyline", che non ha di certo risollevato le ambizioni da classifica del combo di Birmingham (hanno raggiunto una modesta trentasettesima posizione) ma ci ha comunque ricordato che sono vivi e stravegeti, eccome!

Certo, siamo alle solite; il canovaccio base è quello beatlesiano, essendo gli O.C.S. una delle band che maggiormente negli ultimi 15 anni ha seguito gli stilemi dettati dai mitici Fab Four, ma la qualità di scrittura di ogni singolo pezzo è così alta da non capire come band che spacciano pop all'ingrosso per merce di prima qualità riescano a far più successo della band di Simon Fowler.

L'album è stato anticipato dal primo singolo estratto "I Told You So", poppeggiante e travisiana (Fran Healy approverebbe assai). L'album, sorprendentemente, prosegue con qualche numero piacevolmente rockeggiante come la semi-titletrack o "For Dancers Only" (firmata Paul Weller). Bella anche la cadenzata "Man In The Middle", mentre la successiva ed intensa "I Just Got Over You" sembra uscita direttamente dalla penna di Noel Gallagher ed è già stata schedulata come secondo singolo, in uscita il 9 luglio. Si prosegue così fra numeri pesantemente influenzati dalla premiata ditta Lennon/McCartney (sentire "These Days I'm Tired", cori e giro di chitarra acustica da sballo), una "Don't Get Me" solare ed accompagnata dall'armonica (perfetta per quest'estate, sulla spiaggia con un drink bello fresco da gustare e una bella ragazza accanto) e una invero un po' scontata (ma sempre a marchio di fabbrica Beatles ) "Mr. Brown". Brevissima ma intensa la chiusura con "Daylight".

Un disco sorprendente, derivativo, questo sì, ma di una bellezza e di un'intensità sorprendenti e di una fruibilità sconcertante. Dedicato a chi crede ancora che il grande artigianato pop sia ancora vivo, e anche a chi li conosce solo grazie al fatto che Cesare Cremonini decise di copiare la loro "Better Day" per la sua "Un Giorno Migliore" (manco la decenza di cambiare titolo ha avuto, e il bello è che si difese dicendo che la sua l'aveva scritta da adolescente. Ah sì, e come spieghi che il titolo ed il primo verso sono praticamente identici?).

Lunga vita, quindi, agli Ocean Colour Scene.

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