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Un velo di pietoso imbarazzo va a coprire alcune esternazioni recenti dell'uomo di Belfast. Un velo che non sarò io a rimuovere. Optando invece per la segnalazione di 'Rave On Van Morrison", un'iniziativa della rivista irlandese Hot Press, per celebrare (come meglio non si poteva, visto il periodo) i 75 anni di Sir Van. Oltre 80 artisti irlandesi - mostri sacri, affermati e diversi emergenti - rendono omaggio, ognuno con una cover. Perlopiù, registrazioni domestiche al tempo del lockdown (ironia). Molte versioni riuscite, altre meno. Ma quello che mi piace è che tutte le fasi della carriera sono rappresentate. Per un Hozier e un Damien Rice che scelgono 'Moondance', abbiamo una Moya Brennan a interpretare con l'arpa un pezzo del 2002, e un Bob Geldof mai così bucolico Bob Geldof – I'm Tired Joey Boy (Van Morrison Cover) #RaveOnVanMorrison fra i paesaggi di 'Avalon Sunset'. Notevole la resa dello strumentale 'Scandinavia' da 'Beautiful Vision', ad opera del gruppo folk Beoga. Sorprendono le ri-apparizioni di Leslie Dowdall degli In Tua Nua, gruppo anni '80 che qualcuno ricorderà, e soprattutto di Shuhada' Davitt alias Sinéad O'Connor. Che sceglie 'Veedon Fleece' Sinead O'Connor – Who Was That Masked Man (Van Morrison Cover) #RaveOnVanMorrison
Al presidente della Repubblica d'Irlanda in persona è affidata la parte recitata di 'Rave On John Donne'.
Certo: fra le canzoni manca 'Born To Be Free', personale punto di vista su restrizioni e mascherine, uscita il 25 settembre su Spotify. Ma direi che potremo farcene una ragione.
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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