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Raccolta striminzita, quella dedicata ai Signori del garage-punk scandinavo: dodici pezzi, tutti già editi, a fronte di quella monumentale Born Losers pubblicata venti anni fa e che, approfittando dello spazio offerto dal supporto compact, ne includeva ben ventitre. Questi compresi. Niente roba recuperata dai fondi dei cassetti dunque, ma solo un rapido excursus su episodi anche trascurabili (Eegah!, per esempio) che chi come me visse con trasporto quegli anni ricorda praticamente a memoria. Certo, quando ti passano sopra i cingoli uncinati di pezzi come Dr. Syn, Don’t Put Me Down, R&B No. 65, Don’t Mess with My Mind, Cry o quando assisti per l’ennesima volta alla scuoiatura a carne viva di un pezzo come Almost There non puoi non pensare che in fondo, nonostante ci abbiano detto che siamo fatti ad immagine di Dio, restiamo fondamentalmente prossimi alle scimmie e ai primati.
E non vorremmo essere in nessun altro posto se non qui, sui rami come loro.
Ad urlare come bertucce.
Come quarant’anni fa.
Come nella notte dei tempi.
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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