La cover del disco spiega più di mille parole:
un venticello di primavera si porta via piccoli panni stesi, scompiglia i mille fili d'erba e si porta dietro fragili canzoni indie-pop più acustiche che elettriche.
Tenere chitarre, pianole, voci gentili, qui&là glockenspiel e distorsioni. Culleranno i sogni di giovani "emo".