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Patricia Barber
Verse

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Patricia Barber ha respirato jazz fin da piccola, dato che il padre, Floyd "Shim" Barber, suonava il sax nell'orchestra di Glenn Miller. Ma a differenza di molti scellerati figli d'arte, è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante fra gli interpreti jazz.
Negli ultimi anni, infatti, ha inciso una serie di album molto interessanti. Si vedano, per esempio, le sue particolari interpretazioni di alcuni standards nel cd Nightclub del 2000.

"Verse" rappresenta, invece, una svolta per la cantante - pianista, in quanto presenta, per la prima volta, dieci brani originali, scritti dalla stessa Barber (con la sola eccezione di "Dansons la gigue" il cui testo è tratto di una poesia di Paul Verlaine), i quali evidenziano il raggiungimento della sua completa maturità artistica.

Non è un disco facilissimo, ma una volta superato il primo impatto, si corre seriamente il rischio di innamorarsene.
La sua struttura stilistica non è uniforme. Si passa da ambientazioni eteree, notturne (The moon), a suoni quasi pop (Lost In This Love), fino a giungere a note intrise di mistero (Clues), malinconia e riflessione (If I Were Blue).
La voce della Barber ipnotica, pulita, penetrante si adatta perfettamente al contesto.

Ottimi i musicisti che la accompagnano, in particolare Neal Alger alla chitarra e Dave Douglas alla tromba, che riescono a lasciare un'impronta indelebile con i loro assolo e durante i dialoghi con la voce della Barber.

Forse Verse è un album piú adatto ai mutamenti climatici autunnali, che non a queste assolate giornate ormai estive. Ciò non toglie che si tratta di un bel disco, grazie soprattutto alla raffinatezza e alla poesia dell'interprete.

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Commenti (Diciannove)

G
G
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sembra interessante, puoi mandare un sample?


Anonimo
Anonimo
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qui si puo' ascoltare qualche brano....


Anonimo
Anonimo
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G
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non sembra affatto male grazzziezzzhal.


Hal
Hal
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prego G. Prima o poi dovrò decidermi a seguire la procedura per inviare un sample. Meno male che c'è zzzzzzzzzzz. Cmq si può ascoltare qualcosa anche sul sito della blue note link rotto Saluti


Mr_Iko
Mr_Iko
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hey hal, ho letto che ascolti John Surman: anche io, cosa ne pensi di Adventure Playground (1992 credo) e di Upon Reflection (1979)?. E come lo trovi in Fragments (1986) di Paul Blay con quel piccolo mostro di Bill Frisell?


Mr_Iko
Mr_Iko
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Nightclub non è male, non è affatto male, anche se gli standards cominciano ad essere un poco... saturati!


Anonimo
Anonimo
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Upon reflectios è uno dei miei dischi preferiti. Lo ascolto quando voglio assentarmi dal mondo e nutrirmi solo di musica. Le sue atmosfere sono molto suggestive. Mi sembra un disco per alcuni versi minimalista. Quello che adoro di Surman è il fatto che non è mai appagato dal suo viaggio musicale ed è sempre in cerca di nuove idee e situazioni. Basta ascoltare Thimar con Brahem all'oud, oppure l'incipit di Coruscating, quell'ingresso in mezzo agli archi ... semplicemente divino. Private city è un altro di quei dischi che ascolto tantissimo. Mi perdo in quelle evoluzioni fra sintetizzatore e sax....... e poi il suo suono. Non ho mai sentito nessuno tirare fuori quei suoni da un sax baritono. Non so se lo hai visto in concerto. Io due volte di cui una con uno strepitoso Dejohnatte alla batteria e al pianoforte (il live di invisible nature per intenderci). Passa da uno strumento all'altro con una semplicità unica e poi ha quella faccia da padrone di un pub irlandese che può indurre solo simpatia. Adventure Playground non l'ho mai ascoltato, così come fragments ma adesso che me li hai citati credo che li ordinerò, anche perchè Frisell è un altro di quei musicisti che adoro per la sua poliedricità . Mi hai fatto venire voglia di riascoltare Surman. Stanotte la dedicherò a The road to saint Ives


Anonimo
Anonimo
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e comunque secondo me verse è più interessante di nightclub, prova ad ascoltarlo. Ciao


Socrates
Socrates
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Ho ascoltato un suo brano per radio, forse tratto dal suo Live che hai recensito più di recente, è mi ha intrigato non poco. Mi sono già attivato per approfondire il discorso.


Hal
Hal
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Questo disco è davvero molto bello Socrates, credo che potrebbe piacerti molto, fammi sapere se riesci ad ascoltarlo, ciao :)


odradek
odradek
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Continua la lenta e costante risalita della corrente, tra le recensioni di DeBaser di alcuni utenti in particolare. Oggi sto ascoltando questo disco e ancora una volta devo ringraziare Hal per la descrizione e la segnalazione.


Socrates
Socrates
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Mi associo senz'altro ad Odra.


Socrates
Socrates
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Hal
Hal
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Ah bene ... vi è piaciuto, ne sono lieto, ascoltate anche il live seguente in francia, è il giusto seguito. Ciao


JakeChambers
JakeChambers Divèrs
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Bellissimo disco. Devo farmi venire voglia di recensire "Mythologies"...


coolermaster
coolermaster
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Invito i gentili utenti di Debaser ad ascoltare "Cafè blue" e soprattutto l'ultima fatica "Mythologies", uno di quei lavori che obbligano l'ascoltatore a chiudere gli occhi, smetteredi fare quello che sta facendo e perdersi nei fraseggi onirici di antichi Dei ed eroi della Grecia classica.... Sublime, strano, affascinante...Grande Patricia....


silvietto: Concordo vivamente!
Anonimo
Anonimo
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Ehi, bellino, ti ho notato. Ho letto i tuoi post: sei arrivato dall'Olimpo per dispensare illuminazioni e sentenze? Raramente in così pochi commenti si è delineato un profilo tanto saccente e vano. Aspetto le tue recensioni, cocco bello.


coolermaster
coolermaster
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Io so solo di non sapere, come diceva Socrate...non il giocatore, neh?
Poi ti invito cortesemente a registrarti e presentarti... Sai chi sono? Non credo tu possa solo immaginare lontanamente


Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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