Copertina di Pearl Jam Lost Dogs
donzaucher

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Per fan dei pearl jam, appassionati di rock alternativo, collezionisti di rarità musicali
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LA RECENSIONE

Natale si avvicina, e come tutti gli anni cominciano ad apparire "best of", "the very best of", "the essential", "anthology" di un sacco di gruppi, magari con edizioni limitate, che ovviamente escono DOPO, con il risultato che il vero fan ha già comprato la versione "liscia" e se vuole qualcosa in più, deve pagare ancora...

"Lost Dogs" è diverso.

E' dei Pearl Jam: non può essere come gli altri.

Per quelli che non li conoscono: il loro modo di fare è diverso NON nel senso "guardate come siamo fighi, noi che ci distinguiamo dagli altri", ma perchè vanno per la loro strada, con le loro idee, che possono non trovare d'accordo, ma che hanno un loro perchè. Qui si parla di un DOPPIO CD di inediti, b-side, canzoni uscite come singoli natalizi per il fan club, canzoni scritte per compilation a scopo benefico, cover ecc. Sono canzoni che coprono l'intero spettro della loro decennale carriera e questo contribuisce a rendere il lavoro molto ETEROGENEO: sebbene molte (quasi tutte) le canzoni siano state re-incise, si sente che appartengono a periodi artistici diversi. Anche il tipo di canzoni accentua questo fatto: si va dal grunge della strumentale "Brother" e di "Alone", al punk di "Leaving Here", alla canzone alla Beach Boys "Gremmie out of control", al folk/country di "Drifting" e così via. Alla voce, Eddie Vedder lascia il microfono a Jeff Ament (il bassista) in "Sweet Lew", a Stone Gossard (uno dei chitarristi) in "Don't gimme no lip", a Jack Irons (ex batterista) in "Whale song".

Ci sarebbero mille aneddoti da raccontare su ciascuna canzone, aneddoti che sono descritti nel booklet del cd (il cui artwork è, come sempre, curato in maniera maniacale), ma qui mi limito a ricordare la ghost-track alla fine del secondo cd: è una canzone inedita dedicata a Layne Staley, scritta da Vedder la notte che venne a sapere della morte (per overdose) dell'amico; un saluto toccante, semplice e sentito.

E' ora di trarre le conclusioni: lo compro o non lo compro?

Dipende...se vi piacciono, sicuramente è da comprare (anche se alla fine, il vero fan l'avrà già in casa!), se non li conoscete...onestamente non mi sento di consigliarvelo al 100%...è veramente troppo eterogeneo per poter iniziare ad ascoltarli da questo cd...potrebbe disorientare.

Per molti, ma non per tutti. Inutile dire che io sono più che felice di essere tra i molti!

 

 

bee girlUn aneddoto su tutti. Siamo nel 1992, e c'è una canzone che ha un successo notevole: musicalmente spensierata, allegra, gruppo giovane, un video azzeccato. Sto parlando di "No rain" dei Blind Melon. Nel video (così come nella copertina del singolo) la protagonista è una bambina, cicciottella con gli occhiali, che balla e va in giro vestita da ape... Dalla visione di questo video, nasce "Bee Girl", scritta da Vedder, che commentò: "La bambina del video aveva nove anni e...non ci sono altre parole, era così detestabile e amava essere una star...ed era come se cercassi di dirle, hey, non è la cosa più importante della tua vita. Non può esserlo. Morirai". Chitarra acustica e voce, canzone dolcissima velata di amarezza, gioco di parole nel ritornello (Bee girl...be a girl...): una canzone fantastica.

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Riassunto del Bot

Lost Dogs è un doppio album che raccoglie brani rari, inediti e cover dei Pearl Jam, evidenziando la loro evoluzione e la diversità musicale. Sebbene molto eterogeneo, è un’opera preziosa soprattutto per i fan, con momenti toccanti come il tributo a Layne Staley. Non è il miglior punto di partenza per chi non conosce la band, ma mostra la profondità artistica del gruppo.

Pearl Jam

Pearl Jam, formazione nata a Seattle all'inizio degli anni '90, è tra le band più rappresentative del movimento grunge e del rock alternativo. Il gruppo è composto stabilmente da Eddie Vedder, Stone Gossard, Jeff Ament, Mike McCready e Matt Cameron, ed è noto per l'intensità dei live e per una discografia che include Ten, Vs. e Vitalogy.
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