Copertina di Phil Collins No Jacket Required
London

• Voto:

Per appassionati di musica pop e rock anni '80, fan di phil collins e genesis, cultori di black music e motown
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Il denominatore comune che legava prima Peter Gabriel, Tony Banks e Mike Rutherford e poi successivamente Phil Collins è stato la comune passione per la black music, i suoni della Motown in particolare. Qualche accenno a questi suoni lo si intuisce in alcuni momenti di "From Genesis To Revelation", l'ingenuo e ambizioso esordio di una band di ragazzi non ancora ventenni. Nei Genesis "adulti" queste influenze scompaiono quasi totalmente salvo poi presentarsi all'inizio degli anni '80 prima in "Duke" con la superba "Behind The Lines" e poi in "Abacab" con "No Reply At All" e "Paperlate", piccole concessioni della band ai loro gusti più genuini.

E' Phil Collins che inaspettatamente riprende la musica con cui è cresciuto costruendo alcuni dei brani più famosi della sua produzione solista, fin dal timido esordio con "Face Value", baciato poi da un'incredibile fortuna. "No Jacket Required" esce nel 1985 con i Genesis fermi dopo il "Mama Tour", il disco fin dal titolo vuole essere dismesso, una lavoro senza pretese in cui non è "richiesta la giacca" all'ascoltatore. Ennesimo best sellers del buon Phil "No Jacket Required" è un disco spensierato, facile ma che si lascia apprezzare nella sua pura orecchiabilità. L'inizio purtroppo è affidato a "Sussudio", grandissimo successo ma brano incolore e caotico caratterizzato da una pesante base di synt bass e condito da ottoni, vuole essere un brano black ma è stancante e lo stesso Collins lo reputerà uno dei suoi pezzi peggiori. Con "Only You Know And I Know" le atmosfere ballabili migliorano decisamente, e la cosa procede anche con "Don't Lose My Number" e soprattutto con la bella "Doesn't Anybody Stay Together Anymore" scritta con il Genesis a mezzo servizio Daryl Stuermer. Alcuni dei momenti migliori sono affidati alle ballate, in particolare al gioiello "A Long Long Way To Go", atmosfere rarefatte che aprono ad una ripresa molto calda e avvolgente cantata con Sting.

"One More Night" e "Inside Out" gli altri momenti da ricordare così come la chiusura con l'amico Peter Gabriel di "Take Me Home".

L'anno dopo per i Genesis sarà la volta di "Invisible Touch". In questo "No Jacket Required" non se ne percepisce ancora traccia seppur siano presenti Collins e Hugh Padgham alla produzione, segno tangibile che le responsabilità del suono plasticoso di quel disco sono da ricercare altrove. Purtroppo anche se sembra un eresia dirlo il maggior indiziato è Tony Banks. 

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

No Jacket Required è un album solista di Phil Collins del 1985, caratterizzato da un mix di black music e ballate orecchiabili. Il disco si apre con il criticato singolo 'Sussudio', ma offre anche momenti notevoli come 'A Long Long Way To Go' con Sting e la collaborazione con Peter Gabriel in 'Take Me Home'. Una produzione leggera e spensierata ma non priva di difetti che anticipa il grande successo dei Genesis l'anno seguente.

Tracce testi video

02   Only You Know and I Know (04:21)

Leggi il testo

03   Long Long Way to Go (04:22)

04   I Don't Wanna Know (04:15)

06   Don't Lose My Number (04:48)

Leggi il testo

07   Who Said I Would (04:01)

08   Doesn't Anybody Stay Together Anymore (04:18)

Leggi il testo

11   We Said Hello Goodbye (04:15)

Leggi il testo

Phil Collins

Phil Collins è un batterista, cantante e autore inglese, prima nei Genesis (batteria e poi voce) e poi solista di grande successo, noto per brani come "In the Air Tonight" e numerose hit internazionali.
06 Recensioni