Copertina di Planetary Assaul Systems The Messenger
Seraphita

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Per appassionati di musica elettronica e techno, ascoltatori curiosi di sonorità riflessive e sperimentali
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LA RECENSIONE

Risposte sbiascicate---tavole periodiche sbilenche---sogni lucidi--Black Tea-The Messenger.

E' appena sufficiente scrivere parole per travalicare la materia, e tutto il tedio che non merita. Ieri ho visto, sentito Erykah Badu dire di come fare una musica, e addirittura cantarla, sia egoistico. E allora quale disturbo deve subire il fastidio di scrivere di un disco techno? Pochi. Potrebbe essere un segnale soppresso a tal punto dal peso di una mano da sembrare insondabile, senza poter scomparire. Così il mio tedio ostinato si sublima nel suono leggero di un nome importante, in un collage, in una lettera, in un discorso. Cerchi, ellissi, onde sinuose, non sono bastate a scuotere il mio distacco, le rievoca però prima il colore, poi il calore, e il sapore del brodo a cena.

Questo cosmonauta, Luke Slater, proveniente da chissà quale interzona, ha navigato abbastanza da voler comunicare qualcosa. Di questo qualcosa si può scrivere, si può ballare. Si possono trasformare dei simboli in curve che si estendono nelle menti di esseri umani come noi, e fuori da esse, su di un foglio se volete. Solo techno, solo 20 (o poco più) miseri anni di storia, oltre ogni tempo, ogni spazio. Buon Ascolto. 

Ora la mano leva la presa. il segnale diviene qualcosa di nuovo, si amplifica, cresce.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora con un tono riflessivo l'album techno 'The Messenger' di Planetary Assaul Systems, alias Luke Slater. Si evidenzia un distacco emotivo ma anche la capacità del disco di evocare sensazioni di calore e colore. Il lavoro è visto come un messaggio sonoro che trascende tempo e spazio all'interno della storia della techno.

Planetary Assaul Systems

Alias di Luke Slater, produttore britannico noto per lavori nella scena techno; l'album recensito su DeBaser è 'The Messenger'.
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