Copertina di Queen I'm Going Sligthly Mad
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Per appassionati di musica rock, fan dei queen, giovani e adulti interessati alla storia del rock britannico e agli approfondimenti musicali
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LA RECENSIONE

Più che di parabola musicale per i Queen è giusto parlare di un oscillante e controverso percorso artistico. Partiti alti con i primi quattro dischi, i nostri proseguirono con lavori non sempre all’altezza, rischiando anche di toccare il fondo durante il tormentato passaggio dai settanta agli ottanta. Un carriera ventennale, fra luci e ombre, chiusa fortunatamente con un magistrale colpo di coda: Innuendo.

Forti di una ritrovata unità e dell’affetto per il proprio leader, gli ultimi Queen scrivono un album epico e travolgente. E dal cilindro di un lavoro, che per le idee contenute avrebbe consentito ad un gruppo meno stellare di impostare un’intera carriera, ne esce come secondo singolo, un gioiello pop, ispirato almeno quanto raffinato. "I’m Going Slightly Mad" non fu un successo commerciale, se si eccettua un primo posto in classifica, pensate un po’, ad Hong Kong, ma la testimonianza della sopravvissuta genialità, pressoché inalterata, che era caratteristica peculiare della band inglese negli anni settanta. L’origine della composizione è evidentemente quella di Mercury, non a caso il brano si inerpica su accordi assolutamente complessi e poco chitarristici. Tuttavia, ad arricchire le sonorità convergono, come in molti brani dell’album di provenienza, tutti i componenti della band, con una prova magistrale del solito May, nell’assolo centrale, dove il suono della chitarra è distorto fino a sembrare un mugolio e uno strepitoso Mercury, che ne interpreta il cantato su inusuali basse tonalità.

Il testo, probabilmente scritto ad otto mani, ci presenta i più intensi e poetici Queen mai ascoltati. Le parole scorrono fluide grazie ad un notevole lavoro di metrica e di rime, sempre perfette e mai banali. I contenuti rimandano allo stato di profondo smarrimento della band, e di Mercury in particolare, dovuto alla sua malattia: uno stato di prostrazione che quasi rasenta la follia. I Queen, che del videoclip erano stati un’avanguardia, adornano il brano con un meraviglioso video, che eredita tutti i pregi della canzone e che proietta i componenti del gruppo in un ambiente surreale, in bianco e nero, alle prese con atteggiamenti e situazioni tipiche dell’infanzia. Nell’edizione italiana del singolo sono presenti il potente brano hard rock The Hitman, in forte contrapposizione con la title-track, e un inedito di Brian May, Lost Opportunity, che nulla aggiunge e nulla toglie alla maestria espressa nei due pezzi precedenti.

Per concludere un aneddoto: quando fu pubblicato Innuendo, nel ‘91, avevo quindici anni, comprai il disco, e consumai molte delle tracce, eccetto alcune, fra cui questa canzone, che trovavo all’epoca un po’ noiosa. Ora, un po’ più maturo, a quindici anni di distanza mi ritrovo, fra l’immensa quantità di musica a disposizione, a scegliere proprio ‘I’m Going Slightly Mad’ per scrivere il mio tributo personale in forma di recensione alla band inglese. Un tributo doveroso per i Queen, che senza praticamente comporre nient’altro, sono ancora fra gli artisti maggiormente collezionati e seguiti, e un punto di riferimento, per molti versi ineguagliato, di centinaia di rock band nel mondo.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'I’m Going Slightly Mad' come uno dei brani più raffinati e intensi dei Queen, parte dell'album Innuendo. Viene messa in luce l'abilità compositiva di Freddie Mercury e la partecipazione di tutta la band, soprattutto Brian May alla chitarra. Il testo riflette lo smarrimento e la malattia di Mercury. Il video è descritto come surreale e innovativo. Il brano, pur non essendo un grande successo commerciale, rappresenta un tributo doveroso alla grandezza artistica del gruppo inglese.

Queen

I Queen sono una delle band britanniche più iconiche di sempre, nati nel 1970 con Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Dal glam rock degli esordi a esperimenti pop anni ‘80 e pietre miliari come 'A Night at the Opera', hanno travolto classifiche, stadi e costumi con la loro teatralità, virtuosismo e potenza scenica, guidati dall’inconfondibile carisma di Mercury.
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