Copertina di Queen Jazz
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Per appassionati di rock classico e hard rock, fan dei queen, amanti delle performance live di qualità, cultori della musica anni '70 e della storia del rock
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LA RECENSIONE

Forti del grande successo planetario di "News Of The World" i Queen tornano in studio, e in poco piu di un mese e mezzo danno alla luce il loro settimo album, 'Jazz' , rimarcando quelli che erano stati i marchi di fabbrica del fortunato predecessore e cioè: testi motlo aggressivi, arrangiamenti piu scarni rispetto agli esordi ed esecuzioni piu vicine al metal che al glam-hard/rock a cui ci avevano abituato i 4.

Il disco, che un becero articolo di rolling stones del'78 defini fascista, si apre con la bizzarra ma originale "Mustapha", che anticipa di alcuni anni la cosiddetta worldmusic tanto cara al fututo maestro del genere peter gabriel; il brano si rivela essere un potente hardrock in chiave orientale con un Freddie strepitoso sia nella prova vocale che nei testi/scioglilingua in idioma arabo. La scarica di adrenalina data dall'opener non si attenua ma aumenta con la aggressiva "Fat Bottomed Girl", hardrock in chiave country, dal testo abbastanza volgare ma di sicuro impatto in chiave live, da ammirare l'esecuzione incandescente testimoniata nel recente dvd "Live At The Bowl". Arriviamo cosi alla terza traccia del disco "Jealousy", classica ballata, un po melenza a dire il vero, alla Mercury, che comunque ha il dono di addolcire l'atomosfera fin qui rovente del platter e preparare il terreno ad un altra brano famosissimo del gruppo, "Bicycle Race", tipico esempio di rock demenziale passato alla storia per la famosa-famigerata corsa delle ragazze nude in bicicletta.

E ora fermi tutti, arriva quello che io considero il cuore pulsante dell'album, il trittico "If You Can't Beat Them", "Let Me Entertain You", "Dead On Time" scritte rispettivamente da Deacon, Mercury a May. Il primo è un hardrock divertente che consiglia di unirsi al nemico quando non lo si puo sconfiggere, il secondo è il manifesto del Mercurypensiero in chiave metal, dove freddie promette di venderci il suo corpo, la sua anima e di servirci rock a la carte; mentre may da sfoggio della sua tecnica chitarristica con uno dei primi esempi di tapping, tecnica poi lanciata da van halen nel suo album d'esordio che guarda caso uscira qualche mese piu tardi di 'Jazz'....

Dopo tanta forza e cattiveria ci pensa freddie a riportaci su toni piu leggeri con la tenera "In Only Seven Days", per racontarci di un amore adoloscenzuale finito dopo solo 7 giorni. Nona traccia dell'album è "Dreamer's Ball", unico pezzo, per altro ben riuscito, in chiave jazz, dove la band riesce a ricreare le atmosfere alla cotton club con un freddie dalla voce sensuale e suadente. "fun It" invece risulta essere un brano di pop elettronico che va ad anticipare alcune sonorità anni 80 di cui però non si vede l'utilità nel contesto del lavoro. Leaving Ainty vede un May che si cimenta al canto in un bel pop legger ma di sicuro impatto e che precede al vero capolavoro del disco: don't stop me now, brano famosissimo con un freddie strepitoso al canto e un may che lo supporta alla grande con la sua fida red special. la chiusura del disco viene lasciata a roger in uno dei suoi classici brani sperimentali more of that jazz .

'jazz' è sicuramente il mio album preferito, perche rispecchia i queen in quello che è stato a mio parere il momento di massimo splendore soprattutto esscutivo della band, ormai all'apice e quindi libera di suonare per divertirsi senza preoccuparsi di sfondar le clasifiche, cosa che tra l'altro faranno con questo album; a conferma di cio propio il jazz tour da cui verra poi relaizzato quello che diventera una dei piu grandi live della storia 'live killers', dove i queen ragginugeranno una potenza dal vivo forse mai piu toccata in seguito.

Consiglio a tutti quindi l'ascolto dell'album, soprattutto per quelli che pensano che il rock sia inanzi tutto musica del corpo. 

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Riassunto del Bot

La recensione esalta Jazz, settimo album dei Queen, evidenziando la potenza creativa e l'esecuzione dal vivo. Si sottolineano brani iconici come "Bicycle Race" e "Don't Stop Me Now" e l'approccio innovativo della band, che unisce hard rock, world music e sperimentazioni. L'autore lo considera il momento di massimo splendore del gruppo, consigliandone l'ascolto soprattutto per gli amanti del rock fisico e vivace.

Tracce testi video

02   Fat Bottomed Girls (04:17)

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05   If You Can't Beat Them (04:15)

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06   Let Me Entertain You (03:02)

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07   Dead on Time (03:23)

08   In Only Seven Days (02:30)

11   Leaving Home Ain't Easy (03:15)

12   Don't Stop Me Now (03:29)

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13   More of That Jazz (04:16)

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Queen

I Queen sono una delle band britanniche più iconiche di sempre, nati nel 1970 con Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Dal glam rock degli esordi a esperimenti pop anni ‘80 e pietre miliari come 'A Night at the Opera', hanno travolto classifiche, stadi e costumi con la loro teatralità, virtuosismo e potenza scenica, guidati dall’inconfondibile carisma di Mercury.
143 Recensioni

Altre recensioni

Di  Peppe Weapon

 "Il vero 'MASTERPIECE' di quest’album è certamente la FAVOLOSA 'Don’t Stop Me Now'"

 "Jazz non è così malvagio come dicono tutti poichè tutte le canzoni sono belle, non c'è nessuna che domina su un’altra."


Di  Walterstarman

 Jazz? Jazz? Jazz? Ma come? No, cari lettori! Sono solo fandonie. Questo è rock!

 Let me entertrain you è uno di quei brani da mettere a 2000 Watt per spaccare tutto!