Copertina di Razorlight Olympus Sleeping
GrantNicholas

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Per appassionati di indie rock, fan dei razorlight e della musica britannica, ascoltatori di rock alternativo e cultori degli anni 2000.
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LA RECENSIONE

Ci sono voluti dieci anni, ma Johnny Borrell si è deciso a recuperare il marchio Razorlight e dare un seguito al criticatissimo terzo album "Slipway Fires".

Per questo nuovo "Olympus Sleeping" è stata pressoché ignorata la svolta pomposa dell'ultimo disco (nonostante le dichiarazioni pre-pubblicazione dell'eccentrico frontman), così come ci sono pochissime tracce dell'impronta più autoriale del secondo (bellissimo) album eponimo. Si tratta infatti di un disco che si accoda maggiormente all'indie rock chitarristico fresco e diretto del pluriosannato esordio della band britannica, chiaramente aggiornato ad una maturità autoriale che ha portato Borrell a scrivere in modo diverso rispetto a quattordici anni fa.

Nonostante questo, c'è da dire che il frontman ha mantenuto una freschezza invidiabile nel suo modo di comporre. Coadiuvato dai nuovi Martin Chambers, batterista dei Pretenders, e David Ellis, Borrell mette insieme un disco breve e conciso, dove i pezzi aggrediscono subito e la scaletta concede pochissimi momenti di quiete ("Midsummer Girl", l'impianto à la Pete Doherty di "Iceman", "No Answers").

Per il resto si tratta di un disco indie rock forse un po' anacronistico, ma a tratti irresistibile. D'altronde, quando la penna di Borrell è ispirata ne escono solo gemme, come nel caso della devastante "Got To Let The Good Times Back Into Your Life", inno indie assolutamente irresistibile, o anche "Sorry?", che avrebbe potutto essere inclusa nel mai dimenticato esordio "Up All Night". "Carry Yourself" è una potenziale hit, perfetta come singolo.

A tratti, purtroppo, la band si lascia andare troppo in un citazionismo troppo evidente, come nel caso di "Brighton Pier", ennessima rivisitazione di "Walking On Sunshine"; controbilanciano una "Good Night" strepitosa nel suo minuto e mezzo di punk furioso e pestato e una "City Of Women" che chiude il disco con una grandissima melodia, una delle migliori mai create dal buon Johnny.

Buon ritorno questo dei Razorlight, che cercano di riposizionarsi in una scena musicale molto diversa rispetto a dieci anni fa. Vedremo quanto e come ci riusciranno, nel frattempo questo "Olympus Sleeping" a conti fatti risulta un buon biglietto da visita.

Traccia migliore: Good Night

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Riassunto del Bot

Dopo dieci anni Johnny Borrell guida il ritorno dei Razorlight con Olympus Sleeping, un album che recupera l'indie rock diretto del loro esordio aggiornandolo con una maturità compositiva. Sebbene ogni tanto il disco risulti anacronistico e citazionista, si evidenziano tracce brillanti e composizioni fresche. Con nuovi membri in line-up, la band offre un lavoro conciso e accattivante che rappresenta un buon ritorno nel panorama musicale attuale.

Tracce video

01   Got To Let The Good Times Back Into Your Life (00:00)

02   Olympus Sleeping (00:00)

03   No Answers (00:00)

04   City Of Women (00:00)

05   Olympus Sleeping (Acoustic) (00:00)

06   Got To Let The Good Times Back Into Your Life (Acoustic) (00:00)

07   Midsummer Girl (Acoustic) (00:00)

08   Razorchild (00:00)

09   Brighton Pier (00:00)

10   Good Night (00:00)

11   Carry Yourself (00:00)

12   Japanrock (00:00)

13   Midsummer Girl (00:00)

14   Iceman (00:00)

15   Sorry? (00:00)

Razorlight

Razorlight è una band indie rock britannica formata a Londra nel 2002 dal cantante/chitarrista Johnny Borrell. Ha esordito con Up All Night (2004) e raggiunto il successo con Razorlight (2006), contenente il singolo n.1 UK “America”. Dopo Slipway Fires (2008) e una lunga pausa, sono tornati con Olympus Sleeping (2018).
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