Sicuramente è l'album più funky della band californiana ed in questo si differenzia dal primo lavoro dei Peppers, dove le sperimentazioni crossover erano più accentuate. Prodotto da George Clinton (Parliament, Funkadelic), "Freaky Styley" si avvale anche della collaborazione di importanti personalità del mondo funky.
I Red Hot Chili Peppers si allontanano dalla California, si spostano negli studi personali di Clinton a Detroit e danno vita alle 14 tracce dell'album. "Freaky Styley" è suonato sicuramente meglio del precedente lavoro, l'arrivo alla chitarra di Hillel Slovak ha dato al sound dei Peppers un marchio inconfondibile, la fantasia e i riff di chitarra rendono l'album un buon lavoro funky anche se i RHCP che arriveranno al successo sono altri.
Si parte con "Jungle Man" e si capiscono le intenzioni della band, ritornello festoso, un Kiedis ke accompagna il sound con un rap flebile che va di pari passo con le linee del basso di Flea, Slovak funkeggia in libertà e non manca un suo riff mentre Cliff Martinez picchia duro sulle pelli. Brano funkissimo è "Hollywood", la produzione di Clinton si fa sentire e i RHCP sembrano apprendere bene dal maestro del funk, un brano che raggiunge una certa notorietà anche in Europa. In "American Ghost Dance" è il basso di Flea a tenere in piedi il pezzo, mentre la chitarra di Slovack è protagonista nel trascinante ritornello, solito Kiedis ad unire il tutto col suo rap. C'è tempo anche per una cover degli Sly & The Family Stone, "If You Want Me To Stay" brano molto soul, bel dialogo fra chitarra e basso e un Kiedis poliedrico che sa il fatto suo anche in un campo che sicuramente non gli appartiene del tutto. Ritorno alle origini in "Nevermind", eccoli i peperoncini che mi fanno impazzire, punk - funk con un Kiedis incazzato al punto giusto, con le loro intuizioni i RHCP faranno fortuna. La title-track francamente non l'ho capita, sicuramente suonata benissimo ma l'intro è troppo lungo e al primo ascolto ho cambiato canzone prima dell'arrivo dell'incomprensibile cantato di Kiedis che sembra recitare formule magiche. Spettacolare "Blackeyed Blond", basso sleppato e chitarra si uniscono in un funk velocissimo aiutato anche dall'ottimo lavoro di charleston firmato Martinez. Nel mezzo non manca la voglia di divertirsi dei ragazzi di L.A. che si lasciano andare ad urletti e schiamazzi vari. Bellissimo il dialogo funk tra basso e chitarra in "The Brothers Cup" nel mezzo varie trombe e fiati in un brano in cui si capisce cosa volevano i peppers in quell'album. Ritorniamo al funk-punk in "Battle Ship", Kiedis sfrenato, ritmo incalzante di Martinez mentre Slovak suona un funk duro, non mancano i soliti virtuosismi di Flea al basso. C'è anche spazio per una filastrocchina scialba "Lovin' And Touchin" che precede uno dei momenti migliori dell'album "Catholic School Girls Rule" perfetto crossover stile Red Hot, condito da provocazioni molto esplicite sule doti delle scolarette cattoliche (com'è scordarsi il video?!). Si continua con la carica sessuale in "Sex Rap" dalla lirica molto spinta, anche se i RHCP vanno presi con grande ironia e la voce di Kiedis lo sottolinea. Siamo arrivati alla fine dell'album, prima dell'ultima traccia abbiamo "Thirty Dirty Birds" poesia in rima di pochi secondi dalle dubbie qualità artistiche. E per finire in bellezza sua maestà "Yertle The Turtle" suonatissima nei live dell'epoca, Martinez accompagna perfettamente il brano, il basso di Flea è funkissimo mentre straordinario è Hillel Slovak che addirittura, verso la fine del pezzo, simula il verso di una tartaruga con la sua chitarra.
"Freaky Styley è un ottimo album funky anche se preferisco il crossover che li ha caratterizzati all'inizio con "The Red Hot Chili Peppers" e in seguito con "Mother's Milk" vero capolavoro dei peperoncini californiani, consiglio il disco nella versione rimasterizzata visto che il sound della vecchia registrazione lascia un pò desiderare. Consiglio vivamente ai RHCP il ritiro dalle scene!!! NOSTALGIA PER QUELLO CHE FU...
"È qualcosa che va al di là di ristrette classificazioni, perché la libertà impera in questo disco."
"Un disco che può piacere o no ma che è estremamente interessante e inusuale."