Richard Levinson e William Link
Il Tenente Colombo

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Voto:

Sono da sempre un fan del Tenente Colombo.

Un telefilm che è andato avanti per 35 anni!

Dal 1968 al 2003.

Il grande Peter Falk ci ha campato una vita insomma, s’è fatto la pensione. Poi in vecchiaia è diventato matto ed è morto, amen Peter.

Che poi il Tenente Colombo a Peter l’ha pure castrato artisticamente perché lui ormai era Colombo e nessun altro e quindi non gli venivano assegnati altri ruoli ma vabbè Peter che ti frega? Sei stato il più figo di tutti scusa eh?

Sono molti i punti di forza di questo magnifico telefilm.

Innanzitutto lui. Sciatto, trasandato, maldestro. Più o meno sempre di buon umore o perlomeno cordiale, affabile, gentile …soprattutto con l’assassino di turno che lui individua subito e che si porta a spasso per tutta la durata della puntata per poi condurlo, sempre gentilmente, in prigione.

Ed ecco il secondo punto di forza, un tratto originale, non riscontrabile in altri telefilm simili (sì ok oggi si chiamano SERIE TV ma Colombo era un TELEFILM… Il telefilm più bello di tutti aggiungo io). Ho divagato. Parlavamo del secondo punto di forza che chiameremo “prologo”.

IL PROLOGO.

Nel prologo assistiamo immancabilmente ad un omicidio. Abbiamo la vittima, il carnefice, il movente. Abbiamo tutto. Per noi telespettatori è tutto chiaro fin dall’inizio! Altro che “scopri chi è l’assassino”. Noi lo sappiamo subito chi è. Colombo no, ma con il suo istinto formidabile lo individua subito e se lo lavora ai fianchi. E che razza di lavoro deve compiere ogni volta. Eh già perché si dà il caso che l’assassino sia sempre un tipo molto intelligente, in gamba. Uno che ha architettato il delitto “apparentemente” perfetto… ma a Colombo nulla sfugge. Eh sì perché ok è distratto, maldestro quello che volete ma Colombo è anche intelligentissimo e anzi è proprio il suo modo di essere che fa sì che l’assassino tenda a sottovalutarlo. In realtà è proprio quel che vuole Colombo. Essere sottovalutato per far rilassare l’assassino…

Già.

Il terzo punto di forza, ovvero la costruzione del delitto. Sempre piuttosto ingegnoso, complicato aggiungerei, e qua un plauso sincero a chi ha scritto queste 69 puntate. Eccezion fatta per qualche episodio debole, riscontrabile (è un classico) verso la fine con un Colombo sempre più vecchio, sciatto, volpone e gigione, va detto che le puntate del Tenente Colombo sono dei meccanismi a orologeria dove ogni dettaglio è un tassello di un mosaico o un filo di ragnatela che Colombo tesse pazientemente intorno alla sua preda.

Non molla mai Colombo, tanto che se non viene a capo del delitto si inventa il bluff e vince la partita.

Un altro punto di forza? Gli attori. Vi basti dare un’occhiata al cast e magari perdere un po’ di tempo per vedere chi ha partecipato ed il suo relativo curriculm.

Poi ci sono i clichè. Il suo impermeabile, il suo sigaro puzzolente che fuma ovunque anche in ospedale e spesso viene sgridato. Il suo piccolo taccuino nero dove il diavolo sa cosa scribacchia ogni volta. Il suo cane che si chiama “cane”. Sua moglie che non vediamo mai.

Non so se le ho viste tutte e 69. Probabilmente sì. Perchè ogni volta che passava (su RETE 4 la domenica sera) io ero lì in prima fila e mi accorgevo di averla già vista ma me la rivedevo… e me la rivedevo…

In questi giorni vendono tutta la serie a 50 euro mi pare. Non sono un collezionista e poi le ho davvero viste e straviste tutte però fateci un pensierino.

È troppo il migliore di tutti il TENENTE COLOMBO.

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