Copertina di Robert Zemeckis Contact
Abraham

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Per appassionati di fantascienza, amanti del cinema filosofico, cultori di tematiche scientifiche e spirituali
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LA RECENSIONE

Chi, amante delle invasioni aliene, dovesse essersi sentito urtato da "Independence Day", potrebbe trovare conforto in "Contact".

Così come in "Signs", la componente religioso-filosofica si frappone al mero concetto di invasione sovrastandone intenzioni e prendendosi la scena.

La piccola, grande Ellie Arroway (non solo in senso figurato: nell'opera la protagonista incarna infanzia e vita adulta grazie alle ottime Jena Malone e Jody Foster) non accetta l'idea, oggettivamete mai comprovata, che siamo soli. E, coraggiosamente, si lancia in una crociata contro i colossi che fanno capo alla scienza, prima, e alla fede religiosa, poi. La sua convinzione, senso pratico allo stato puro, elude le fragili ed elaborate teorie scentifiche e le mistiche considerazioni della chiesa: perché mai dovremmo essere soli ? Sarebbe un immane spreco di spazio (attenzione a questa citazione perché è traver portante del film).

[Spoiler] Dopo una manciata di anni spesi a cercare, cercare e cercare tra quasar e costellazioni, ottenendo in risposta solo pulsar, boom! Ellie si imbatte in un segnale a ripetizione su base numeri primi che, sviscerato, analizzato e decodificato, rilascerà all'umanità la beffa delle beffe: gli omini verdi, utilizzando Vega come veicolo di appoggio, ci rimandano indietro in differita il discorso di Hitler proclamato in occasione dell'apertura delle olimpiadi del '36.

Incautamente, Ellie allerta tutti : stampa, esercito e multinazionali. La notizia del messaggio alieno scatena il disordine: fedeli, improvvisati ufologi, curiosi, cospiratori, uomini di fede, santoni e uomini del governo pronti a mettersi sulla difensiva.

Ellie, messa coattivamente da parte delle autorità, sgomintando piuttosto sonoramente manterrà la supervisione del progetto, incarnando un Don Chisciotte che dovrà convincere gli scettici, supportata dal reverendo Joss Palmer (uno sbarbatello Matthew McConaughey) a livello sentimentale, ma realmente messa al centro del progetto dal magnate / filantropo / eccentrico S. R. Hadden (Johm Hurt) il quale, in punto di morte, rivelerà ad Ellie di aver puntato su di lei fin dall'inizio.

Quindi ? Strabordante mistificazione o, davvero, da lassù qualcuno di chiama ?

Ellie, atea, coerente fino alla fine con le proprie convinzioni, con umiltà e ferocia inaudita salirà nulla navicella (il cui progetto era contenuto nel messaggio alieno in chiave multidimensionale), ed andrà incontro al proprio destino spigendosi oltre lo spazio conosciuto.

Tornerà ? Sarà ancora sè stessa ? Ma poi, sarà partita davvero ? E, lassù, chi ha trovato: Dio o gli alieni ?

Beh, mica posso dirvi tutto: guardatevelo, no ? :)

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Riassunto del Bot

Contact è un film che sfida il semplice tema delle invasioni aliene per affrontare questioni filosofiche e religiose profonde. La protagonista Ellie Arroway, interpretata da Jodie Foster, incarna la ricerca incessante della verità oltre i limiti della scienza e della fede. Il film intreccia tensione, mistero e riflessioni esistenziali, culminando in un'avventura che oltrepassa lo spazio conosciuto. Un'opera coinvolgente che invita a chiedersi chi o cosa si nasconde nell'universo.

Robert Zemeckis

Regista e sceneggiatore statunitense, Robert Zemeckis è noto per l’equilibrio tra spettacolo pop e innovazione tecnica. Ha vinto l’Oscar alla regia per Forrest Gump (1994) ed è autore della trilogia di Ritorno al futuro e di Chi ha incastrato Roger Rabbit?.
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