roberto rossen
Lo spaccone

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Eddie lo svelto è un giovane di belle speranze, scaltro e bello come il sole. Le sue speranze vivono però esclusivamente sul panno verde di un biliardo. Eddie gioca al biliardo e come gioca… è un’ira di dio…

È un vero e proprio spaccone, si sente invincibile, è stanco di bighellonare per bische di terz’ordine per raggranellare qualche decina di dollari. Eddie non ne vuole sapere di continuare a fare gavetta, vuole giocare in serie A, ai massimi livelli. Si reca dunque in città col suo manager Charlie che è anche il suo socio finanziatore (una sorta di padre putativo, Eddie è un orfano, un vagabondo). L’obiettivo è la celebre Sala Ames, dove tutti i giorni, alle ore 20:00, arriva il più grande giocatore di biliardo degli ultimi 20 anni (specialità “125”) Minnesota Fats.

Che spettacolo Minnesota! Un uomo grande e grosso, sempre elegante e ben vestito, col suo bel garofano all’occhiello. Liscio e rasato, imborotalcato come un neonato si muove leggiadro attorno al tavolo verde sembra quasi danzare

Bando alle ciance, il film si apre proprio così. Eddie e Minnesota ed un tavolo da biliardo… Giocheranno per 24 ore di seguito. Eddie è forte, fortissimo è più forte di Minnesota! Eddie ha stoffa ma non ha temperamento… è solo uno spaccone…

La partita iniziale è uno spettacolo avvincente senza precedenti e, davvero, non ha importanza che ti piaccia o meno il biliardo.

Eddie poi, dopo la memorabile partita, conoscerà una ragazza in un bar alla stazione ferroviaria. Sarah (Piper Laurie: straordinaria). Una ragazza molto carina, intelligente, affascinante. Sarah però è zoppa e beve. Non importa, si mettono insieme.

L’amore dunque. L’amore e il biliardo. È in questo scomodo binomio che Eddie dovrà fare i conti…

The Hustler - Lo spaccone (1961) è un classico immortale, considerato tra i più bei film americani di ogni tempo. Conquistò ben 9 candidature all’oscar vincendone solo 2 (fotografia e scenografia).

È un film micidiale, dal piglio risoluto, rivestito di jazz, whisky e sigarette. E come corrono e rotolano e schizzano in ogni dove quelle palle colorate sul biliardo! È un film di dollari fruscianti che passano da una tasca all’altra, gettati sprezzanti sul tavolo e raccolti rapidamente dal vincitore.

Lo spaccone però è anche un film drammatico, tragico. Un film dove ancora una volta (giusto per semplificare) il bene ed il male si scontrano in una battaglia ferocissima e, ancora una volta, il prezzo da pagare è il più alto previsto...

Paul Newman sfodera una prova superlativa. Uno spaccone così …chi l’ha visto mai? Si sente il mondo in tasca, si sente invincibile, può ottenere ogni cosa anche l’amore ma… che cos’è l’amore? Eddie sa di non saperlo. Tutto il giorno beviamo e facciamo l’amore, non parliamo mai, siamo due estranei, gli dirà Sarah.

Gli altri attori, ma sia ben chiaro che Eddie è la star assoluta, non sono da meno. La fragilità e la bonta d’animo di Sarah, la sua condizione infelice. Il suo vecchio socio che si sente stanco e vecchio ormai e che vuole solo aprire una piccola bisca con sei tavoli ed un taccuino per segnare i punti… Minnesota (Jackie Gleason) stecca in mano è il numero uno, lui è un professionista. Che dire poi di Bert Gordon (George Scott, ve lo ricordate ne Il dottor Stranamore?). Incarna la figura di uno spietato allibratore/giocatore d’azzardo. Un essere che dire spregevole non rende l’idea. La personificazione stessa del concetto di materialismo. In lui, la sfera spirituale, non esiste. Sei morto dentro… è per questo che per vivere devi vedere gli altri crepare…

25 anni dopo, ormai vecchio e stanco, Eddie tornerà nel giro del biliardo e delle scommesse e conoscerà il suo erede, di nuovo potrà vedere Il colore dei soldi… vincerà un’oscar che non ritirerà… già ne ho parlato, sempre qui.

Lo spaccone: che film ragazzi!

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